Cronaca

Cronaca 19 ottobre 2018

Raccolta rifiuti: nuovi cassonetti collocati anche a Casola Canina, ma non c'è posto per tutti

Non è passata inosservata la comparsa di nuovi cassonetti per la raccolta dei rifiuti nella frazione imolese di Casola Canina, zona che era ancora servita dai vecchi contenitori stante la carenza di spazi adatti ad ospitare un’intera isola ecologica di base che, com’è noto, è composta da bidone per l’umido, campana per il vetro, cassonetto per l’indifferenziato e contenitori dedicati rispettivamente a carta, plastica-lattine e sfalci-potature.

«I precedenti cassonetti – spiegano da Hera – erano stati oggetto di abbandono di rifiuti provenienti dalle zone esterne a Casola Canina. In seguito alle segnalazioni dei residenti, in un primo momento era stato aumentato il numero degli svuotamenti. Successivamente, per contrastare il fenomeno, si è preferito sostituire i precedenti cassonetti, nelle medesime postazioni, con quelli nuovi, adattandoli come numero allo spazio a disposizione».

In effetti, visti gli spazi ristretti, sono state apportate alcune modifiche. «I nuovi contenitori – precisano da Hera – non compongono delle isole ecologiche di base complete, tant’è che sono tuttora in corso valutazioni su uno spazio dove collocarli». Ad esempio, c’è un contenitore al posto della campana per il vetro e non è stato possibile collocare cassonetti per sfalci e potature (per questa tipologia di rifiuto è però a disposizione il servizio di ritiro gratuito a domicilio, attivabile chiamando il servizio clienti Hera all’800999500).  (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto i cassonetti nuovi a Casola Canina

Raccolta rifiuti: nuovi cassonetti collocati anche a Casola Canina, ma non c'è posto per tutti
Cronaca 19 ottobre 2018

Censimento permanente, ecco come funziona e quali sono i comuni del territorio interessati nel 2018

Da ottobre ha preso il via il nuovo censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, che da decennale diventa annuale. Un cambiamento funzionale a fornire informazioni utili per sapere valutare in tempo reale l’evoluzione dell’Italia.

Nel territorio metropolitano di Bologna il censimento 2018 riguarderà 26 comuni (sui 55 totali), di cui 16 saranno coinvolti anche nelle successive rilevazioni del 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda il territorio a est di Bologna, saranno interessati per tutti e quattro gli anni, tra gli altri, i comuni di Imola, Castel San Pietro, Medicina e Ozzano dell’Emilia; invece Borgo Tossignano, Castel del Rio e Dozza lo saranno soltanto nel 2018, mentre Casalfiumanese, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano saranno interessati a loro volta da una delle rilevazioni calendarizzate nel 2019, nel 2020 e nel 2021. In questo modo, tra il 2018 e il 2021 tutti i Comuni saranno interessati, almeno una volta, dalle rilevazioni.

Il censimento si compone di due rilevazioni. Una rilevazione «areale», che a Imola – ad esempio – sarà condotta su un campione di 266 indirizzi; e poi una rilevazione per «lista», che a Imola coinvolgerà 639 famiglie. «Le famiglie da censire sono state estratte da Istat casualmente dall’elenco anagrafico delle famiglie residenti nel comune di Imola ed è previsto l’obbligo di risposta», spiegano dall’ufficio comunale di Censimento.

La rilevazione areale è già in corso. In ogni numero civico compreso nel campione è stata affissa a inizio ottobre una locandina o inserita una lettera nelle buchette per avvisare le famiglie del condominio dell’arrivo del rilevatore (che sarà munito di cartellino identificativo) per il censimento. In questi giorni i rilevatori hanno cominciato a suonare ai campanelli delle famiglie che risiedono agli indirizzi prescelti per intervistarle, mentre la rilevazione per lista a Imola coinvolgerà 639 famiglie, che si muoveranno in maniera autonoma poiché dovranno rispondere ad un questionario online.

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Nella foto la piantina del territorio metropolitano con indicati i comuni in cui si effettuerà il censimento

Censimento permanente, ecco come funziona e quali sono i comuni del territorio interessati nel 2018
Cronaca 19 ottobre 2018

Giro dei Tre Monti, previste modifiche alla viabilità

Domenica si corre il 50° «Giro dei Tre Monti» e, per motivi di viabilità e sicurezza, il Comune di Imola ha emesso un”ordinanza che disciplina la circolazione stradale al fine di  consentire il regolare svolgimento della manifestazione sportiva.

Per la giornata di domenica 21 ottobre, quindi, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 in via Pediano, via Chiesa di Pediano, via Bergullo e via Dei Colli (limitatamente all’intersezione con via Rivazza) sarà istituito il divieto di transito veicolare per il tempo strettamente necessario al passaggio degli atleti e dei mezzi a servizio della gara.

Resteranno esclusi dal divieto i mezzi di polizia, di soccorso e dell”organizzazione. I residenti, i proprietari terrieri e coloro che dovranno accedere alle loro abitazioni, invece, dovranno seguire le indicazioni ed i percorsi indicati dal personale in servizio presente sul posto, compatibilmente e non interferendo con lo svolgimento della manifestazione.

d.b.

Foto d”archivio

Giro dei Tre Monti, previste modifiche alla viabilità
Cronaca 18 ottobre 2018

Alloggi Erp, la task force di Acer per riscuotere le morosità. E il Comune vuole riprendersi lo Sportello affitti

Acer ha organizzato una vera e propria task force con il compito di recuperare i crediti vantati verso gli inquilini morosi dei Comuni della Città metropolitana per i quali l’ente pubblico gestisce il patrimonio delle case di edilizia residenziale pubblica. Complessivamente si tratta di oltre 90 incarichi assegnati, tra cui anche ad alcuni avvocati di libero foro, fuori cioè dal libro paga dell’azienda.

Per il Comune di Imola si tratta di un milione e 360 mila euro di crediti vantati, di cui «600 mila euro di recuperi già precedentemente avviati e i restanti 760 mila di procedimenti appena avviati», ha precisato l’assessora comunale alle Politiche abitative Ina Dhimgjimi facendo il punto sul recupero delle morosità. Una cifra importante, che si riferisce però alla morosità storica dell’azienda, mentre – ha precisato il direttore generale di Acer, Giuliano Palagi – «la morosità media è inferiore a quella nazionale e non supera il 5 per cento degli affitti in essere».

Numeri alla mano, sulle complessive 883 unità immobiliari abitative di Imola, si contano quattro casi di occupazione di alloggi senza averne i requisiti, riguardo i quali Acer ha già avviato i procedimenti di verifica di legge, ed una occupazione abusiva in mano alle forze dell’ordine.

Acer ed Amministrazione imolese intendono lavorare insieme per ridurre le morosità anche – ha spiegato l’assessora Dhimgjini – «riportando lo sportello affitti in seno all’Amministrazione, nel quale lavorare congiuntamente con Acer, ma più prossimi ai cittadini». (mi.mo.)

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Nella foto da sinistra: il vicepresidente di Acer Bologna Marco Bertuzzi, l”assessora Ina Dhimgjini e il direttore generale di Acer Giuliano Palagi.

Alloggi Erp, la task force di Acer per riscuotere le morosità. E il Comune vuole riprendersi lo Sportello affitti
Cronaca 18 ottobre 2018

ConAmi, Acer, Area Blu… i giorni caldi delle nomine tra discussioni e perdite di tempo. Le posizioni di Imola e degli altri Comuni

C’è grande confusione sotto il cielo delle nomine nelle partecipate ed enti vari. Le avvisaglie estive del confronto tra il Comune di Imola della nuova giunta pentastellata a guida Sangiorgi e gli altri Comuni sta prendendo la forma del conflitto costante a suon di sgarbi o presunti tali (mancata presentazione agli incontri programmati). A cui seguono prese di posizione vicendevoli, comunicati, messaggini sui social dei vari sostenitori o lettere. Venerdì scorso non sono bastate cinque ore di riunione informale ai 23 sindaci soci del Consorzio Ami per uscire con una decisione più o meno concordata sui nomi dei cinque del Cda. Il prossimo round, con la convocazione dell’Assemblea dei soci vera e propria, è previsto per domani, venerdì 19, e le previsioni non sono confortanti, considerando che la seconda puntata della riunione, fissata per martedì 16 ottobre, è saltata su richiesta all’ultimo minuto del Comune di Imola, cosa, inutile dirlo, che ha fatto arrabbiare più di un sindaco.  

Al Comune di Imola di solito spetta indicare il presidente, agli altri almeno due nomi del Cda. Di fatto, una trattativa dove la sindaca di Imola pesca i preferiti dal mazzo dei 34 che si sono proposti dopo l”avviso di selezione pubblica di un mese fa (i nomi fatti sono quelli dell’avvocato bolognese già candidato 5Stelle Giulio Cristofori ma anche dell’attivista del movimento antidiscarica Cinzia Morsiani o di Luciano Pirazzoli, dipendente della sede di Molinella dell’azienda svedese Ovako, che negli anni ’80 fu consigliere comunale dei socialdemocratici). Gli altri sindaci hanno rilanciato con una richiesta di attenzione al territorio, piccoli Comuni compresi (l’idea è che ci sia almeno un nome indicato dall’area ravennate e uno dalla zona Castello-Medicina), senza dimenticare competenza e magari continuità (partendo da qualcuno del Cda dimissionario come Francesca Cardelli Nanni o Mirko Minghini). Richieste che in un clima meno teso parrebbero di cautela per un ente che maneggia la «cassaforte» dalla quale lo stesso Comune di Imola vuole attingere (vedi la richiesta di dividere le riserve per chiudere il bilancio 2018). Si vedrà. Per una proposta di Cda occorre il sostegno di almeno 5 Comuni soci.  

Non è facile mantenere la barra dritta e ragionare davvero nel merito di curriculum, quote rosa, incompatibilità e competenze. Il clima deteriorato delle ultime settimane ha trasformato tutto in una querelle politica 5 Stelle (Imola) contro «vecchia politica» (gli altri Comuni), secondo la retorica che vede Sangiorgi l’unica non «conforme» (cioè non Pd). Dimenticando, ad esempio, che Dozza ha una giunta eletta a suo tempo in contrapposizione esplicita ai dem. Proprio il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, oggi ha inviato una lettera in cui stigmatizza «il teatrino sfociato in inutili perdite di tempo», poi da un lato apre a Sangiorgi ricordando che «l’innovativa iniziativa del Comune di Imola sfociata nella pubblicazione di un bando pubblico per l’individuazione di tre membri del CdA deve essere sfruttata a pieno, con l’individuazione di profili competenti, adeguati, portatori di idee e capacità. Se non sarà così si tratterà di un’occasione persa». Ma dall’altro sottolinea che «ha proposto, fin dai primissimi confronti, che almeno un membro del Cda si dedichi a curare i rapporti con i Comuni medio-piccoli» perché «l’interesse primario è quello dei cittadini e dei territori». In sintesi, cerca di trovare un punto di equilibrio nella mediazione politica. 

Ma nel frattempo è esploso il caso Acer. Nel Cda della società regionale che gestisce le case di edilizia pubblica sedeva in «quota circondario di Imola» Carmela Cappello, già candidata sindaco del centrosinistra. In luglio ha dato le dimissioni per evitare incompatibilità col nuovo ruolo di consigliera comunale. Per Acer a Bologna aspettano un’ulteriore proposta di un nominativo che deve essere una donna per rispettare le quote rosa in Cda (da ricordare che questa attenzione per l”imolese deve comunque sottostare all”approvazione di Bologna).

Martedì scorso alla riunione prevista in Circondario la sindaca Sangiorgi non si è presentata («si è limitata ad inviare una mail con il nome indicato da Imola», ovvero Sabrina Ujcic, già dipendente Acer). Gli altri, invece, hanno scelto, sempre dalla rosa del bando di interesse promosso in estate dal Comune di Imola, l’avvocato Fabiola Salucci, forlivese con studio anche a Castel San Pietro. In verità i sindaci presenti erano solo sei su dieci e Dozza ha precisato che ci sono state due astensioni, tra cui la loro. Comunque sia, arrabbiatura immediata di Imola, o meglio del M5S che ha tuonato: «Nessuna considerazione della volontà del Comune capofila» che «ha proposto una figura con un profilo tecnico e di formazione di assoluta valenza». «Il nome indicato da Imola è quello di una ex dipendente di Acer uscita dall’Ente sbattendo la porta – ha ribattuto senza mezzi termini Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina e ad oggi presidente del Circondario -. Non è sembrato per nulla opportuno ai sindaci avallare un’indicazione tanto scellerata». 

E la prossima settimana, il 23 ottobre tocca ad Area Blu, c’è il presidente e amministratore delegato da nominare e anche qui il percorso si presenta in salita. Il nome gradito a Imola sarebbe quello di Alessandro Ambrosini, varie esperienze in alcune ditte della zona. (l.a.)

Nella foto la sede del ConAmi in via Mentana

ConAmi, Acer, Area Blu… i giorni caldi delle nomine tra discussioni e perdite di tempo. Le posizioni di Imola e degli altri Comuni
Cronaca 18 ottobre 2018

Cucchi-Aldrovandi, Tonelli (deputato Lega Nord) risponde ad Anselmo: «Una testimonianza non equivale ad una sentenza»

Botta e risposta a distanza tra l’avvocato Fabio Anselmo, legale delle famiglie di Stefano Cucchi e di Federico Aldrovandi, e Gianni Tonelli, l’imolese già segretario del sindacato di polizia Sap e oggi deputato della Lega Nord.

Tonelli, in merito alle dichiarazioni di Anselmo nell’intervista su «sabato sera» che presenta l’iniziativa di domani sera (la presentazione del libro «Federico» scritto da Anselmo che ricostruisce la vicenda Aldrovandi) alla quale parteciperà anche la sorella di Cucchi, Ilaria, ci ha tenuto a sottolineare che non ha problemi a confrontarsi «pubblicamente sulla scorta di atti giudiziari documentati». Inoltre Tonelli aggiunge che «l’avvocato – in merito alla vicenda Cucchi – sa meglio di me che una testimonianza, una dichiarazione di un carabiniere da loro stessi condannato e messo alla gogna anni fa, non equivale ad una sentenza, nonostante riporti quanto a loro oggi fa piacere sentirsi dire e che potrebbe anche essere vero ma non rappresentare la causa della morte oramai scientificamente esclusa. Quando io mi sono espresso l’ho fatto appunto sulla base di atti giudiziari e di quanto sancito nelle uniche verità processuali di cui ora siamo in possesso, ovvero le sentenze di assoluzione di tutti quanti furono imputati nel primo processo».

«La verità – aggiunge – è un qualcosa che a me sta molto a cuore ed è ciò che da sindacalista del Sap ho sempre preteso con la proposta di dotare i poliziotti di telecamere sulle divise, sulle auto di servizio e nelle celle di sicurezza. Perché le telecamere sono strumento di trasparenza e verità e non perdonano nessuno».

Nella foto d”archivio Gianni Tonelli

Cucchi-Aldrovandi, Tonelli (deputato Lega Nord) risponde ad Anselmo: «Una testimonianza non equivale ad una sentenza»
Cronaca 18 ottobre 2018

Cucchi-Aldrovandi, l’avvocato Anselmo e il libro su Federico: «I processi spersonalizzano le vittime, è importante raccontare»

Fabio Anselmo è ferrarese, ha 61 anni e fa l’avvocato. Per la casa editrice Fandango ha dato alle stampe «Federico», un libro nel quale ripercorre la vicenda del processo seguito alla morte tredici anni fa di Federico Aldro Aldrovandi, per la quale sono stati condannati per eccesso colposo nell”uso legittimo delle armi quattro poliziotti. Il ragazzo, appena diciottenne, morì di asfissia posturale in seguito alle percosse subite, anche quando era già a terra ammanettato, durante un fermo di polizia. Domani, alle ore 18.30, sarà a Imola alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) per presentare il libro all’incontro organizzato da CooperAttivamMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop. Un po’ memoir, un po’ diario personale, un po’ romanzo.

La vicenda Aldrovandi sconvolse la tranquilla Ferrara anche per i tentativi di insabbiamento e le offese alla famiglia che lottava per fare emergere la verità. Il libro comincia con quel giorno di fine settembre del 2005, quando Patrizia Moretti, impiegata comunale, e Lino Aldrovandi, vigile urbano, «due persone per bene», entrarono nello studio di Anselmo che all’epoca era specializzato in malasanità. In seguito Anselmo si è dedicato alla difesa delle vittime degli abusi delle forze dell’ordine, un impegno per il quale gli sono stati conferiti il Premio Borsellino 2016 e il premio Cild 2017 per le libertà civili.

Non a caso venerdì parteciperà all’incontro anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane geometra romano arrestato nove anni fa per droga e morto una settimana dopo in ospedale. Una vicenda anch’essa complicata da una cortina di omertà, accuse e offese che nei giorni scorsi ha visto il colpo di scena della testimonianza-confessione di Francesco Tedesco, uno dei cinque carabinieri imputati nell’inchiesta-bis.

Perché a distanza di anni c’è bisogno di raccontare la storia di Federico, dopo i tanti casi analoghi come Stefano Cucchi, Giuseppe Uva…
«Il valore – risponde Anselmo – sta proprio nel raccontare e far capire chi è stato veramente Federico Aldrovandi perché attraverso le cronache giudiziarie lo percepisci per l’appunto “come tutti gli altri”, ma lui non era solo questo, era appena diciottenne, un bravissimo ragazzo con una famiglia bellissima, Patrizia, Lino. I casi spersonalizzano la vittima che non c’è più e le famiglie che cercano di ottenere verità e giustizia, quindi per restituirgli valore è importante raccontare la loro vita, di cui la parte giudiziaria è solo una parte».

Imola è la città di Gianni Tonelli, oggi deputato della Lega, che da segretario del sindacato di polizia Sap quattro anni fa a Rimini partecipò all’applauso agli agenti condannati per l’appunto per il caso Aldrovandi (una scena condannata dall’allora capo della polizia Pansa e dal presidente della Repubblica Napolitano, «una vicenda indegna» disse). Nel marzo scorso sempre Tonelli è stato condannato a pagare una multa di 500 euro (il ricorso è pendente) per diffamazione nei confronti della famiglia Cucchi per un post su Facebook. Se Tonelli fosse presente alla serata cosa gli direbbe?
«Di Tonelli non mi curo. Ma credo non verrà, quando ci si deve misurare sui temi veri è un po’ difficile sostenere, ad esempio, che Federico è morto per droga, un conto è fare politica o partecipare a trasmissioni tv e un conto misurarsi sugli atti giudiziari documentati». 

Nel caso Aldrovandi, così come per Cucchi, abbiamo poliziotti o carabinieri che «coprono» chi ha sbagliato ma anche poliziotti e carabinieri che fanno con coscienza e perizia il loro lavoro. Qual è il suo rapporto con le forze dell’ordine?
«C’è un tipo di mentalità che bisogna sradicare per far capire che se partiamo dal presupposto banale che tutti noi siamo esseri umani e possiamo sbagliare, sia che indossiamo la divisa, la toga, il camice bianco o nulla, allora i colleghi devono prendere le distanze e lasciare che chi sbaglia sia chiamato alle sue responsabilità a tutela del prestigio dell’istituzione a cui appartengono».

L’intervista completa sul “sabato sera” del 18 ottobre. 

La replica di Gianni Tonelli

Nelle foto: Fabio Anselmo e la copertina del libro

Cucchi-Aldrovandi, l’avvocato Anselmo e il libro su Federico: «I processi spersonalizzano le vittime, è importante raccontare»
Cronaca 18 ottobre 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

A Imola torna la seconda edizione di CooperAttivaMente. Grandi ospiti e venerdì il via con l”avvocato Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi che presentano il libro sul caso Aldrovandi. Politica protagonista con le parole dell”ex ministro Minniti e dell”ex sindaco Raffaello De Brasi.

A Castel San Pietro completata la prima fase del progetto di riordino della viabilità. A Medicina, invece, ci sono novità sul servizio delle donazione del sangue.

Economia. La Cefla acquisisce Lucifero”s. In agricoltura, invece, si fa un bilancio sull”annata delle castagne.

Sport. Occhi puntati sul 50° «Giro dei Tre Monti». Domenica pomeriggio poi tutti al Galli per il derby Imolese-Rimini. Cosa succede invece al Medifossa? Passando infine al basket la Sinermatic Ozzano sarà impegnata in due trasferte consecutive in pochi giorni.

Su «sabato sera due» tanti appuntamenti in programma. Maria Pia Timo sarà sul palco del teatro di Medicina, mentre il pianista Roberto Giordano aprirà la stagione dell”Accademia a Imola. Alla sala del Suffragio via alle proiezioni cinematografiche e, rimanendo sempre in tema, la regista imolese Margherita Ferri sarà alla Festa del Cinema. Proseguono le mostre della fotografa Samantha Stella e i disegni di Ercole Drei. Per ultimo, ma non certo per importanza, premi e riconoscimenti per Bacchilega Editore e Bacchilega Junior.

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 17 ottobre 2018

Dall'alba ai Tre Monti, i 50 anni di storia della famosa corsa podistica imolese

ll 1º settembre 1968, mentre a Imola nasceva il mito di Vittorio Adorni, si scriveva anche la prima pagina di un evento diventato storico: il Giro dei Tre Monti. I due fatti sono connessi, perché se Leo Monduzzi, l’ideatore della grande classica del podismo imolese, non avesse seguito con la sua telecamera il grande ciclista, forse non avrebbe mai dato vita alla corsa. Fu la magia dei Mondiali portati in città da Nino Ceroni e il fascino del percorso a fargli capire che quella era la gara che andava cercando da anni. Il Giro dei Tre Monti era perfetto: crudele per i suoi saliscendi, bellissimo e realizzabile. Ne parlò con gli amici di sempre, ma era la corsa ad aver già preso il volo. Nel giro di poche settimane nei bar e nelle cooperative imolesi non si parlava d’altro.

Domenica la famosa corsa podistica compie 50 anni e sarà l”occasione per tutti i partecipanti di vivere una nuova storia di vita e sport. La stessa storia che la brava scrittrice Lisa Laffi ha raccontato per l”occasione nel libro «Imola e il Giro dei Tre Monti» (Bacchilega Editore).

d.b.

Nella foto: l”edizione del 1977

Dall'alba ai Tre Monti, i 50 anni di storia della famosa corsa podistica imolese
Cronaca 16 ottobre 2018

Due incidenti ieri a Ganzanigo, feriti un anziano a bordo di un apecar e un giovane ciclista

Due incidenti hanno caratterizzato la giornata di ieri lungo le strade di Medicina, per la precisione della frazione di Ganzanigo. Entrambi, fortunatamente, senza feriti gravi. Il primo è avvenuto al mattino, alle 7.30, sulla via San Vitale e ha visto coinvolti un”auto e un apecar. Stando a quanto ricostruito dai militari, i due mezzi viaggiavano entrambi in direzione di Bologna. Alla guida dell”auto c”era una 35enne, mentre sul tre ruote un 81enne, entrambi residenti a Medicina. Ad un certo punto, la 35enne avrebbe iniziato il sorpasso ma, durante la manovra, il tre ruote è finito fuori strada, capovolto nel fosso a lato della carreggiata. Secondo i carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l”esatta dinamica, l”auto avrebbe toccato la ruota anteriore dell”apecar (non è chiaro se è stata la donna a “stringere” oppure l”anziano ad “allargarsi”). L”anziano è stato poi trasportato all”ospedale Maggiore di Bologna in osservazione, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Poche ore più tardi, verso le 15, il secondo incidente, all”incrocio tra via di Ganzanigo e via Pedretti. Stando a una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, un 18enne, originario del Pakistan ma residente a Carpi, si trovava in sella ad una bici e stava distribuendo dei volantini pubblicitari in via Pedretti. Arrivato all”incrocio con via di Ganzanigo, dove provenendo da via Pedretti c”è lo Stop, è finito contro l”auto condotta da una 63enne di Medicina. Il ragazzo è stato trasportato all”ospedale Maggiore, ma anche le sue condizioni, come detto, non sarebbero gravi.

Foto d”archivio

Due incidenti ieri a Ganzanigo, feriti un anziano a bordo di un apecar e un giovane ciclista

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