Cronaca

Cronaca 11 ottobre 2018

Imola vuole le riserve del ConAmi per il bilancio, gli altri sindaci dicono: prima Cda e piano industriale. L'analisi della situazione

Il Comune ha battuto cassa al ConAmi chiedendo anche il riparto delle riserve per chiudere il bilancio 2018 in equilibrio. Gli altri 22 sindaci vorrebbero prima avere un nuovo Consiglio di amministrazione, dopo che quello in carica si è dimesso (quattro su cinque) all’inizio di agosto. La prossima puntata della telenovela, cioè l”assemblea dei Comuni soci, è fissata per domani, venerdì 12 ottobre. Nei giorni scorsi Imola ha inviato agli altri sindaci nomi, curriculum e lettere motivazionali dei 34 che hanno presentato la loro candidatura per il Cda in base all’avviso generico di selezione. Si tratta di 24 uomini e 10 donne, da Bologna a Imola fino a Castel Bolognese, tra i laureati prevalgono quelli in Economia, Giurisprudenza o Scienze politiche, qualcuno in discipline tecniche. Qualche nome noto dalle file dei comitati antidiscarica. Nel frattempo, il M5s, partito di maggioranza a Imola, ha annunciato che organizzerà un sit-in davanti alla sede di via Mentana durante la riunione perché «la democrazia è a rischio» e «serve una mobilitazione generale». Cosa che stride un po” con la richiesta di «assoluta collaborazione istituzionale» auspicata da Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola.

Tradotto dal politichese, classica manovra di sostegno per forzare la mano agli altri sindaci e magari guadagnare margini di manovra sui nomi da proporre. I sindaci, però, hanno risposto compatti (compresi quelli di area diversa dal centrosinistra o dal Pd, come Dozza, per rimanere nel circondario). Qualcuno, per la precisione Stefano Golini di Mordano, ne ha approfittato per scrivere una lettera ai giornali nei quali si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa sul filo dell’ironia: «La decisione unilaterale di tenerci fuori da Area Blu si trasforma in un clamoroso boomerang per Imola e in una inaspettata opportunità per Mordano, in quanto ci conferisce il diritto di veto proprio sulla nomina del presidente e del CdA» (in effetti, in base all’articolo 26 dello Statuto occorre «il voto favorevole dei Comuni consorziati che hanno in essere contratti di servizio con società partecipate da ConAmi e nelle quali non sono direttamente soci»). 

Secondo Sangiorgi posporre la decisione è stata «un’azione che mette in evidente difficoltà il Comune». Per gli altri sindaci una «riflessione di responsabilità», per usare le parole del castellano Fausto Tinti, sull’opportunità di andare alla ridistribuzione delle riserve alla luce della diminuzione delle stesse come contraltare a quella sugli utili per i prossimi anni alla luce dei mancati introiti alla voce discarica. Ad avvalorare questa lettura la delibera approvata all’unanimità a maggio (per Imola c’era il commissario straordinario Cogode), su proposta dell’allora Cda e inserita nel piano triennale ConAmi, che prevede per l’appunto di non andare a riparto delle riserve per quest’anno. 

«La precedente amministrazione comunale di Imola aveva redatto un bilancio preventivo considerando un riparto di riserve di circa tre milioni di euro nonostante le indicazioni del nuovo statuto non lo consentissero – sostiene il Comune di Imola -. In seguito, la commissaria straordinaria Cogode aveva poi ridotto tale cifra a circa due milioni di euro in quanto la copertura derivante dai fondi del ConAmi non era sufficiente». In cassa al momento ci sono circa 4 milioni di riserve. Tinti ricorda: «Così facendo si lascerebbero le casse vuote ai sindaci che verranno eletti il prossimo anno» riferendosi alle amministrative 2019 dietro l”angolo per otto dei dieci comuni del Circondario (esclusi Imola e Castel del Rio).

Per chi non lo sapesse, il 5 giugno il «forziere» ConAmi ha già distribuito ben 8 milioni e 100 mila euro di utili in quota parte ai 23 Comuni (Imola ha il 66,13%), in crescita rispetto all’anno precedente. Al Consorzio fanno capo reti e impianti gas, acqua, elettricità e la discarica di Imola, affidati per la gestione ad Hera Spa (nonché 108 milioni di azioni sempre di Hera Spa che producono da sole oltre 10 milioni di entrate).

Le note vicende legate alla discarica Tre Monti hanno fatto scendere in parte i ricavi del ConAmi, cioè quanto paga Hera per l’utilizzo dell”impianto è calato da 2,5 milioni del 2015 a 1,4 milioni nel 2017 per effetto della diminuzione dei conferimenti. Per i prossimi anni vanno fatti velocemente aggiustamenti al piano industriale, se si ritiene che la chiusura della discarica sia davvero definitiva.

Questo, ovviamente, se si crede che il ConAmi debba continuare la sua attività e distribuire utili alle casse dei Comuni anche per i prossimi anni. «Il Consorzio Ami è patrimonio comune e non può essere depredato a colpi di maggioranza» conclude senza mezzi termini Golini. (l.a.)

Nella foto la sede del ConAmi

Imola vuole le riserve del ConAmi per il bilancio, gli altri sindaci dicono: prima Cda e piano industriale. L'analisi della situazione
Cronaca 11 ottobre 2018

Castel San Pietro, partiti in via Madonnina i lavori di rinnovo della rete acquedottistica che dureranno due mesi

Hanno preso il via lunedì 1° ottobre i lavori per il rinnovo della rete acquedottistica in via Madonnina. Tale intervento rientra nel programma di rinnovo reti, che viene pianificato in base alle criticità rilevate nella gestione del sistema idrico.

Il tratto interessato dai lavori, infatti, è ormai vetusto e per prevenire possibili future interruzioni del servizio di erogazione dell’acqua causate da rotture, con conseguenti disagi per i residenti, Hera ha deciso di sostituirlo interamente.

Sarà posata una nuova condotta in sostituzione dell’attuale per una lunghezza di circa 1.000 metri e un importo lavori complessivo di circa 200.000 euro.

L’intervento comprenderà anche il rifacimento dei relativi allacciamenti degli utenti e avrà una durata di circa due mesi.

Lavorando sulla carreggiata, le strade coinvolte saranno chiuse al traffico dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 17 e non sarà possibile parcheggiare.

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Castel San Pietro, partiti in via Madonnina i lavori di rinnovo della rete acquedottistica che dureranno due mesi
Cronaca 11 ottobre 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

Occhi puntati su Imola dove l”Amministrazione comunale vuole la distribuzione

dei milioni della riserva Conami. Intanto in città arriva l”ex ministro Marco Minniti alla festa del Pd. Sanità protagonista con la sorveglianza predisposta sui lavoratori esposti all”amianto. A Sesto Imolese il centro sociale è già pronto per far festa, mentre sono in programma i lavori di consolidamento del «palazzo nuovo» del Municipio imolese. Ristrutturamento anche a Medicina nella chiesa del Carmine.

Lo sapevate che le lumache hanno casa in Pedagna e che sono buone per la mente e la pelle? Tra le altre curiosità c”è anche quella di Sara Rouibi che racconta le storie dei figli degli immigrati. 

Sport. Domenica si gioca Imolese-Gubbio e tra i pali c”è il figlio dell”ex portiere Luca Marchegiani: non perdetevi la bella intervista! Nel basket, invece, Le Naturelle sabato affronteranno la Fortitudo, mentre la Sinermatic Ozzano attende Lugo. Nel weekend, infine, il via della stagione del rugby.

Su «sabato sera due» Autunno fa rima con le giornate Fai a Dozza. Cosa ne pensate della passione per i fumetti di Matteo Modonesi?. Previste anche aperture speciali di musei, biblioteche e teatro. La musica invece vede il violinista Kiril Troussov inaugurare il cartellone dell”Erf e il critico Philippe Daverio aprire la stagione dell”Accademia. Passando all”editoria la Bacchilega Editore sarà presente al Festival Giallo Garda. Ottobre tempo di sagre? Nel weekend la festa dei frutti dimenticati a Casola Valsenio. Chiudiamo con il teatro e con la rassegna per bambini e ragazzi a Medicina.

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 10 ottobre 2018

Perde il controllo della moto e si schianta contro un muretto, muore 26enne a Imola

Ancora un incidente mortale con protagonista un centauro si è verificato nella tarda serata di ieri, intorno alle 23, a Imola.

Silvio Palermino, 26enne residente a Ravenna, stava percorrendo la via Gambellara, in sella alla sua Yamaha R1, con direzione Sasso Morelli, quando in un tratto dove la strada presenta una doppia curva, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della sua moto, invadendo la corsia opposta e finendo contro un albero, prima di terminare la sua corsa contro un muretto all”altezza del civico 53.

Per il giovane non c”è stato nulla da fare e i sanitari del 118 accorsi subito sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul luogo dell”incidente è intervenuta anche la polizia municipale per i rilievi.

d.b.

Foto d”archivio

Perde il controllo della moto e si schianta contro un muretto, muore 26enne a Imola
Cronaca 10 ottobre 2018

Il cedro del Libano del cimitero del Piratello e gli altri giganti verdi del circondario imolese

Sono 106 i giganti verdi dell’Emilia Romagna inseriti nel primo elenco ufficiale nazionale, approvato di recente dal ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali, e ora anche del Turismo. Si tratta di alberi particolarmente maestosi e longevi, singoli o in gruppi o filari, ai quali è riconosciuto un particolare valore culturale e storico, oltre al valore strettamente scientifico o ambientale. Alberi che proprio in considerazione di queste molteplici caratteristiche godono di una particolare tutela da parte della legislazione nazionale e regionale.

A livello nazionale se ne occupa la legge numero 10 del 2013, ma molte Amministrazioni regionali da ben più tempo hanno a cuore la tutela di esemplari arborei di notevole pregio scientifico o monumentale. E’ il caso appunto dell’Emilia Romagna, prima Regione italiana ad approvare (nel 1977) una norma in materia di tutela degli alberi monumentali e a dare il la al primo censimento regionale che, ad oggi, conta appunto 106 esemplari monumentali che si distinguono per età, dimensioni e per l’originale pregio naturalistico e botanico.

Mentre, complessivamente, sono 646 gli alberi singoli, in gruppo, in filare e in boschetto posti sotto tutela, anche se non ancora considerati monumentali. «In Emilia Romagna – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo – i boschi si estendono su una superficie di oltre 540 mila ettari e in totale si arriva a più di 610 mila conteggiando anche le altre aree a vegetazione legnosa come arbusteti, castagneti da frutto, pioppeti e arboricoltura da legno. Di fatto circa il 25 per cento del territorio regionale è coperto da foreste. Questa espansione è un fatto positivo, perché contribuisce al miglioramento dell’ambiente e favorisce la biodiversità, soprattutto nelle aree montane. E in questa prospettiva – prosegue l’assessore – si inserisce anche la salvaguardia degli alberi monumentali, autentici serbatoi di biodiversità di alto pregio naturalistico e paesaggistico, oltre a rappresentare spesso un patrimonio di grande valore storico, culturale e religioso per particolari episodi o vicende che li hanno visti salire alla ribalta nel passato».

Il circondario imolese vanta 16 alberi monumentali: 7 si trovano a Imola, 4 a Dozza, 2 a Castello, 1 a Castel Guelfo, 1 a Fontanelice e 1 a Borgo Tossignano. A questi si è appena aggiunto un cedro del libano posto all’interno del cimitero del Piratello, il cui sviluppo è perfettamente integrato con le pareti del giardino interno che lo ospitano, in maniera appunto monumentale. Questo cedro è l’ultimo nuovo inserimento nella lista degli alberi monumentali del nostro circondario grazie ad un censimento cui hanno collaborato anche le Gam, che a vario titolo monitorano il territorio e fanno rispettare i regolamenti in materia di ambiente di enti come Comuni, Città metropolitana e parchi naturali. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il cedro del Libano all”interno del cimitero del Piratello di Imola

Il cedro del Libano del cimitero del Piratello e gli altri giganti verdi del circondario imolese
Cronaca 10 ottobre 2018

Ezio Conti presidente nazionale dell'Urca, associazione venatoria che ha a cuore la protezione degli ecosistemi

Il Consiglio nazionale dell’Urca, l’associazione che raggruppa i cacciatori dell’Appennino, lo scorso 14 settembre ha eletto l’imolese Ezio Conti alla carica di presidente. Una passione, quella per l’attività venatoria, respirata in famiglia fin da ragazzo, anche se non vissuta in prima persona fin da subito. «Ero figlio di contadini – racconta il neopresidente – e i miei fratelli andavano a caccia. Però i soldi erano pochi e io dovevo studiare…».

Oggi in pensione, Ezio Conti è ingegnere elettrotecnico e vanta un passato di progettista all’Anthos, la divisione della Cir poi passata a Cefla, specializzata nelle macchine e attrezzature odontoiatriche e ospedaliere. Ed è stato anche direttore generale dell’Asspi di Bologna, l’associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari.

L’Unione regionale cacciatori dell’Appennino si è costituita in Emilia Romagna nel 1991 per volontà del senatore del Pci Araldo Tolomelli, allo scopo di gestire la fauna ungulata (cervi, caprioli, daini, cinghiali) attraverso un prelievo venatorio selettivo e programmato. Da allora si sono costituite via via altre Unioni regionali, dal Piemonte alla Sicilia, sino alle 14 attuali. «L’Urca – specifica Conti – si articola a livello territoriale in sezioni regionali, provinciali ed eventualmente locali».

La prima assemblea congressuale di tutte le Unioni regionali si è tenuta nel 2001 a Sasso Marconi, costituendo così l’Urca nazionale. Attenzione però, l’Urca – tiene a rimarcare Conti – non è una delle «tante, tantissime, troppe» associazioni venatorie, tantomeno intende fare loro concorrenza, anche perché associa soltanto cacciatori che siano selettori. «L’Urca – spiega il neopresidente – è l’unica associazione a carattere venatorio che, diversamente da tutte le altre associazioni, interpreta e adotta totalmente la 157, la legge nata nel 1992 che permette l’attività venatoria su tutto il territorio nazionale».

La 157, al punto due dell’articolo 1, recita infatti: «L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole». Esigenza di conservazione della fauna che l’Urca ha reso ancor più esplicita implementandola. La sua mission – recita infatti il Manifesto fondativo – è la conservazione degli ecosistemi, comprensivi di tutte le specie animali, nessuna esclusa. «Pertanto – chiarisce Conti -, per come è concepita dall’Urca, la caccia non è uno sport ma una forma di gestione che risponde a principi di conservazione della risorsa naturale rinnovabile costituita dalla fauna».

Non solo. Tra gli obiettivi esplicitati dal Manifesto c’è la crescita della sensibilità naturalistica. «Io sono andato nelle scuole a spiegare che tutti gli ecosistemi vanno preservati », racconta Conti. A conferma di ciò, il 12 maggio 2006 è giunto un ambito riconoscimento: con decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio, l’Urca è stata riconosciuta come «associazione di protezione ambientale». In altre parole, una associazione di cacciatori equiparata, per le finalità e l’attività svolta, alle associazioni ambientaliste. Caso unico in Italia. (fu.an.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto Ezio Conti

Ezio Conti presidente nazionale dell'Urca, associazione venatoria che ha a cuore la protezione degli ecosistemi
Cronaca 10 ottobre 2018

Frontale tra due bici lungo la ciclabile di viale D'Agostino, anziano al pronto soccorso

Decisamente curioso l”incidente che si è verificato ieri mattina all”altezza del civico 47 di viale D”Agostino. Protagonisti sono due ciclisti imolesi di 25 e 87 anni. Verso le 10.30 i due erano in sella alle rispettive biciclette e pedalavano lungo la ciclabile in direzione di marcia opposta. A un certo punto, però, i due ciclisti si sono scontrati frontalmente, cadendo a terra. Ad avere la peggio è stato l”87enne, che è stato trasportato al pronto soccorso per medicare alcune lesioni lievi. Sul posto anche la polizia municipale per effettuare i rilievi. (gi.gi.)

Foto d”archivio

Frontale tra due bici lungo la ciclabile di viale D'Agostino, anziano al pronto soccorso
Cronaca 10 ottobre 2018

L’ampliamento della Bio-on regala asfalto e box velox nel territorio di Castel San Pietro

Asfaltature e dossi nelle due frazioni (Poggio Grande e Gaiana) più vicine al nuovo stabilimento, ma anche l’installazione di un box per autovelox all’interno del quale può essere inserito un autovelox mobile, il primo nel territorio di Castel San Pietro. Sono questi i due interventi principali che verranno realizzati nei prossimi mesi grazie alla convenzione siglata con l’azienda Bio-on Spa, che lo scorso giugno ha inaugurato il nuovo stabilimento per la produzione di granuli e polveri di bioplastica in via Legnana, dove un tempo c’era la Granarolo.

In un secondo momento, però, Bio-on ha chiesto di poter realizzare una palazzina da mille metri quadrati per centro direzionale e laboratori dove oggi c’è un campo agricolo e da lì è scaturito l’accordo con il Comune di Castel San Pietro, che ha cambiato destinazione d’uso dell’area. «In cambio abbiamo chiesto che l’azienda realizzi entro la fine dell’anno alcuni interventi per migliorare la messa in sicurezza e la riqualificazione delle strade di Poggio Grande e Gaiana – dice il sindaco castellano, Fausto Tinti -. Bio-on effettuerà direttamente i lavori. Complessivamente, parliamo di circa 230 mila euro».

Per quanto riguarda le asfaltature, l’intervento riguarderà «alcuni pezzi di via Poggio e via San Biagio, ma anche tutto il tratto di via Cartara all’interno della frazione di Poggio e l’intera via Legnana, dove ha sede la Bio-on – elenca l’assessore ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani -. In aggiunta, verranno realizzati due dossi per far rallentare le auto. Il primo sarà lungo via Bastiana, all’altezza dei cassonetti dei rifiuti, dove c’è una semicurva, mentre il secondo sarà in via San Biagio a Poggio Grande, all’altezza dell’attraversamento pedonale che porta alle scuole elementari Don Milani».

Tra l’altro, poco prima sempre lungo via San Biagio, verrà installata una colonnina arancione che potrà contenere un autovelox mobile. «Sarà posizionato poco prima delle scuole in direzione degli Stradelli Guelfi, dove il limite di velocità è di 50 chilometri orari – precisa Giordani -. Il dosso, invece, sarà dove il limite scende a 30 chilometri orari». Il box velox è un apparecchio del tutto simile a quelli installati ad esempio in via Poggio a Poggio Piccolo di Castel Guelfo, a Imola (lungo la bretella, via Lughese e via Correcchio), oppure sulla via Montanara nella vallata del Santerno e in via Viara a San Martino in Pedriolo. Oltre a contenere il rilevatore di velocità, per sanzionare chi spinge troppo sull’acceleratore dovrà essere presente sul posto una pattuglia della polizia municipale.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 4 ottobre.

Nella foto: un box autovelox del tutto simile a quello che sarà installato in via San Biagio

L’ampliamento della Bio-on regala asfalto e box velox nel territorio di Castel San Pietro
Cronaca 9 ottobre 2018

Cimiteri di Imola: il 10 ottobre in municipio un incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale

E” in programma domani sera, 10 ottobre, alle 20.30, nella sala del Consiglio comunale del municipio di Imola, un incontro sul tema dei cimiteri aperto a tutta la cittadinanza.

L”appuntamento è organizzato dall”Amministrazione comunale e vedrà una massiccia partecipazione della Giunta, nelle persone del vicesindaco Patrik Cavina, dell”assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Minorchio e dell”assessora al Welfare Ina Dhimgjini, dei tecnici e dei progettisti di Area Blu competenti per quanto riguarda la gestione e la manutenzione dei cimiteri.

L”intento è quello di fare il punto della situazione sullo stato in cui si trovano sia il complesso del Piratello che gli altri cimiteri che sorgono nel territorio comunale (in tutto si tratta di sette strutture). In particolare, anche attraverso l”uso di slide, saranno illustrati gli interventi in corso e quelli in progetto, con tanto di indicazione dei tempi previsti e delle spese necessarie a sostenere i lavori.

Nella foto tratta dal sito internet del Comune di Imola uno scorcio del cimitero del Piratello

Cimiteri di Imola: il 10 ottobre in municipio un incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione comunale
Cronaca 9 ottobre 2018

Tutti d'accordo sul nome di Alberto Minardi per il direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola.

E’ Alberto Minardi il direttore del distretto dell”Ausl di Imola. Oggi il Comitato di distretto, costituito dai sindaci del Circondario, ha espresso un parere favorevole unanime. Tra pochi giorni, con la delibera dell’Ausl sarà effettivo l’affidamento dell’incarico. La decisione era attesa ormai da mesi, L’avviso di selezione, per quella che è considerata una figura chiave anche nelle ipotesi di riordino metropolitano della sanità, era stato pubblicato ad aprile, i nomi in lizza rimasti erano due. La scelta spetta all’Azienda sanitaria ma, essendo un ruolo che intreccia funzioni sociali e sanitarie, prevede che alla proposta del direttore generale ci sia il parere del territorio, cioè dei sindaci.

Minardi, imolese, classe ’54, laureato in Medicina e chirurgia, è stato già direttore di Distretto dell’Ausl di Imola dal 2000 al 2007, poi ha ricoperto lo stesso incarico per l’allora Ausl di Ravenna fino al 2015, anno in cui è rientrato a Imola come direttore del Coordinamento delle attività di promozione della salute e di prevenzione di competenza delle cure primarie. Le sue competenze gestionali nell’ambito della medicina territoriale e distrettuale sono indubbie, Minardi è stato, a suo tempo, il principale ideatore e organizzatore dell’associazionismo medico, dell’integrazione e del budget dei medici di medicina generale, divenuto un modello a livello nazionale.

«Minardi è un dirigente di indubbio valore sia professionale che umano, molto stimato in Azienda e sul territorio, con una grande esperienza nel ruolo che andrà a ricoprire – ha dichiarato il direttore generale Andrea Rossi –. E’ quindi un compito sfidante quello che gli affidiamo, che siamo certi saprà interpretare al meglio e con il vigore e la capacità innovativa che ben conosciamo».

«Ritengo che il nostro territorio possa costituire un laboratorio sperimentale ed innovativo nel riconoscimento dei nuovi bisogni emergenti e nella creazione di modalità di risposta comunitarie – ha aggiunto Minardi -, ancor di più in questa nuova fase in cui ritornano prioritari, per le organizzazioni socio-sanitarie, esiti di salute rispetto a obiettivi di risparmio economico tramite economie di scala. Ciò va portato avanti con il contributo fondamentale degli Amministratori comunali, dei medici di famiglia, del terzo settore, dei singoli cittadini, di cui il direttore del Distretto è interlocutore privilegiato». (r.c.)

Tutti d'accordo sul nome di Alberto Minardi per il direttore del distretto dell’Azienda usl di Imola.

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