Economia

Economia 14 novembre 2018

Aster Coop inaugura domani 15 novembre a Castel San Pietro il nuovo magazzino da 10.000 metri quadri

Grazie alla vicinanza al casello autostradale, Castel San Pietro Terme si conferma sempre più territorio vocato al  trasporto e alla logistica industriali. E’ di poche settimane fa l’inaugurazione del nuovo magazzino di Decathlon Italia, il gigante del retail sportivo, già presente nell’area industriale Ca’ Bianca e trasferitasi poco più in là, in una struttura più spaziosa costruita dalla società bresciana Fap Investments in via Henry Ford 4, dalla parte dell’outlet village.

Ebbene, il prossimo 15 novembre, alle 17.30, verrà inaugurato un altro magazzino  frutto di un accordo tra Aster Coop, cooperativa di Udine attiva da 40 anni nella logistica, e Centrale Adriatica, la società cooperativa che si occupa della logistica per le cooperative di consumatori di Alleanza 3.0.

Si tratta di un centro per lo stoccaggio, la preparazione e la distribuzione, su 10.000 metri quadri, che gestirà 5 milioni di colli a servizio dei negozi di Coop Alleanza 3.0.Il centro logistico, anch’esso situato in via Henry Ford, ma al numero 9, occuperà 36 lavoratori.

«La nascita di questo nuovo centro logistico – ha commentato il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti – rappresenta un importante segnale di fiducia nel nostro territorio da parte dell’imprenditoria cooperativa, che sceglie di investire e creare nuovi posti di lavoro nel nostro Comune».

Aster Coop inaugura domani 15 novembre a Castel San Pietro il nuovo magazzino da 10.000 metri quadri
Economia 14 novembre 2018

La Nupi, azienda con sedi anche a Imola e Castel Guelfo, impegnata a Genova dopo il crollo del ponte Morandi

Nupi Industrie Italiane, l’azienda subentrata nel 2015 a Nupigeco e specializzata nello sviluppo e produzione di tubazioni polimeriche per il settore industriale e petrolchimico, ha partecipato al progetto di ripristino della viabilità dopo il crollo del ponte Morandi di Genova.

Il coinvolgimento dell’azienda, che ha sedi a Castel Guelfo, Imola e Busto Arsizio, ha riguardato in particolare i lavori sul lungomare Canepa, diventato una via alternativa dove far confluire il traffico. Nupi Industrie Italiane è fornitrice delle tubazioni in polietilene per il nuovo gasdotto e per il fangodotto, la struttura avveniristica (di solito usata nelle miniere) che servirà per trasportare lo smarino, il materiale di risulta degli scavi della nuova Gronda autostradale, il tratto progettato per raddoppiare l’esistente A10 nel punto di attraversamento del comune di Genova.

«Il fangodotto – spiega l’azienda – è fondamentale per trasportare lo smarino bagnato ed evitare così che l’amianto eventualmente presente nelle rocce possa essere dannoso».

Il cantiere, che dalla fine di agosto ha lavorato 24 ore su 24 su tre turni, ha chiuso con 45 giorni di anticipo rispetto ai tempi previsti. L’ampliamento della carreggiata ha così reso più scorrevole il traffico in quella zona di città, invasa dai mezzi dopo il crollo del ponte Morandi. Il lungomare Canepa ha riaperto il 7 ottobre scorso.

Nella foto tubazioni in polietilene

La Nupi, azienda con sedi anche a Imola e Castel Guelfo, impegnata a Genova dopo il crollo del ponte Morandi
Economia 13 novembre 2018

Castel San Pietro, inaugurata la nuova struttura logistica di Decathlon costruita in soli due anni

Decathlon ha inaugurato la nuova struttura logistica con una grande festa, alla quale ha partecipato una nutrita delegazione dell’Amministrazione comunale di piazza XX Settembre guidata dal sindaco Fausto Tinti.

«Ringraziamo Decathlon per aver dato fiducia alla nostra Amministrazione, puntando ancora su Castel San Pietro Terme», ha detto Tinti, senza peraltro rinunciare a rivendicare (per sè, per i colleghi di Giunta e per i tecnici comunali) i meriti per i risultati positivi sin qui raggiunti: «In questi quattro anni, con questa Amministrazione – ha tenuto infatti a sottolineare il primo cittadino castellano – abbiamo realizzato l’insediamento o lo sviluppo nel territorio comunale di un’azienda ogni sei mesi»: oltre a Decathlon, l’elenco comprende anche Turolla-Danfoss, Alce Nero, Cartotecnica Moreschini, Teko-Telecom, Bio-on, Robopac, Sacmi, Walvoil, Marchesini. «E lavoreremo fino all’ultimo giorno per insediarne altre», ha aggiunto Tinti, senza però svelare il nome del prossimo arrivo.

Decathlon, gruppo francese di rilevanza mondiale specializzato nella produzione e distribuzione di articoli sportivi, conta oggi in Italia 120 negozi, 2 stabilimenti produttivi e 4 depositi logistici, per oltre 7 mila dipendenti. I centri logistici sono a Basiano (Mi), Maddaloni (Ce), Brandizzo (To) e, da fine 2005, a Castel San Pie-tro. Prima in via degli Artigiani, nella zona Ca’ Bianca, e ora in via Henry Ford. La nuova struttura è notevolmente più grande, al fine di poter gestire in futuro la crescita della rete commerciale, con apertura di nuovi punti-vendita, e l’aumento dei prodotti da trattare.

In verità è stata Fap Investments (società bresciana d’investimento attiva nel campo immobiliare, detenuta al 50% da Fernova Srl, riconducibile alla famiglia Ferrari, e per il restante 50% dalla società Arcese Immobiliare Srl, appartenente alla famiglia Arcese) a realizzare concretamente la struttura in soli due anni, fra procedure, costruzione e consegna. «Dovevamo essere rapidi ed efficienti – ha detto ancora Tinti – e ci siamo riusciti, grazie a Fap, guidata da Fausto Ferrari, e alla nuova generazione del nostro ufficio tecnico, guidato da Angelo Premi, con il fondamentale contributo di Barbara Emiliani, Manuela Mega, Manuela Mongardi e Fausto Zanetti. Una squadra competente e determinata che sta traguardando una linea politica che è quella di portare lavoro nel nostro territorio».

Tempi brevi, anzi brevissimi per un Paese, l’Italia, ove la burocrazia imperversa sovrana con i suoi tempi biblici. Per costruire la nuova piattaforma logistica di Fap-Decathlon è stato individuato infatti un percorso nell’ambito del Piano strutturale comunale che, sfruttando la normativa nazionale di snellimento delle procedure per le imprese, ha consentito di ridurre i tempi di rilascio del permesso di costruire, istruendo contemporaneamente le fasi urba-nistiche. 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il sindaco Fausto Tinti con Felice Di Domenica, responsabile di Decathlon Italia

Castel San Pietro, inaugurata la nuova struttura logistica di Decathlon costruita in soli due anni
Economia 13 novembre 2018

E' in vendita l'area sulla quale doveva nascere lo scalo merci, le offerte si possono presentare fino al 30 novembre

A sei anni dalla messa in liquidazione di Imolascalo, società partecipata dal ConAmi al 31,05%, va all’asta l’area su cui in origine doveva essere realizzato lo scalo merci imolese, infrastruttura ritenuta strategica per incentivare il trasporto merci su rotaia. In tutto, si tratta di oltre 5 ettari e mezzo, adiacenti alla linea ferroviaria e compresi fra le vie Valverda, Lughese e Patarini, con una base d’asta di 1 milione e 510 mila euro.

Il termine per la presentazione delle offerte per l’area in questione è il 30 novembre, mentre l’asta avrà luogo il prossimo 3 dicembre. Gli strumenti urbanistici prevedono che su quell’area possano essere realizzate funzioni di servizio complementari alla residenza, terziarie, commerciali e produttive.

La storia dello scalo merci mai nato è stata travagliata sin dall’inizio. Le buone intenzioni, ovvero dotare Imola e i comuni limitrofi di una struttura moderna per la movimentazione delle merci su scalo ferroviario che potesse diventare anche un efficiente centro logistico, non si sono mai tradotte in realtà. La società Imolascalo era infatti nata nel lontano marzo 1999. A credere nel progetto furono in prima battuta 14 soci, enti pubblici, così come privati, disposti a unire forze e risorse dotando la neonata realtà di un capitale sociale di 1,6 miliardi di lire: Ami (all’epoca socia di maggioranza al 56%), Banca di Imola, Cassa di risparmio di Imola, Atfi, Cefla, Coop. ceramica, Cti, Cuti, Sacmi, La lavorazione del legno, Consorzio autotrasportatori imolese, Camera di commercio, Assindustria di Bologna, Associazione piccole e medie industrie della provincia di Bologna.

La nuova società doveva realizzare lo scalo ferroviario merci e ricevere in permuta dalle Fs l’area del vecchio scalo, che il Prg destinava a residenziale, terziario e servizi. L’importo dell’investimento, stimato all’inizio in 7 miliardi di lire, cominciò a lievitare, mentre la data di realizzazione slittava in avanti. Dopo appena un anno e mezzo, a fine 2000, il primo aumento di capitale di 3 miliardi. Saltata la permuta con le Ferrovie dello Stato, anche la riduzione consistente del traffico merci, che cominciava a essere dirottato verso Lugo dove nel frattempo era nata la piattaforma logistica Lugo Terminal, costrinse i soci a sobbarcarsi i costi dell’investimento. Rispetto al progetto iniziale, si cominciò quindi a prendere in considerazione una struttura più leggera, che potesse crescere nel tempo a seconda delle esigenze. (lo.mi.)

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Nella foto l”area dove doveva sorgere il nuovo scalo merci

E' in vendita l'area sulla quale doveva nascere lo scalo merci, le offerte si possono presentare fino al 30 novembre
Economia 12 novembre 2018

La TeaPak raddoppierà gli spazi nella nuova sede lungo via Gambellara. Il cantiere previsto a primavera

Per i dettagli occorrerà attendere il completamento del progetto esecutivo. Per ora ci sono il terreno, un lotto di 42 mila metri quadri lungo via Gambellara ac-quistato a metà ottobre dalla Cti, e il permesso di costruire. E’ qui che nel 2019 TeaPak, l’azienda imolese controllata dalla multinazionale statunitense Yogi Tea, leader in Europa per tisane e infusi bio, realizzerà la sua nuova sede.

Fondata nel 1991, TeaPak miscela e confeziona i prodotti Yogi Tea per Europa, Africa e Medio Oriente. Conta un centinaio di dipendenti, in maggioranza giovani donne (l’età media è di 37 anni), e oggi occupa un immobile di 6 mila metri quadri, in via Colombarotto. Da diversi anni il business di Yogi Tea cresce in modo costante a doppia cifra e quello di TeaPak va di pari passo. Già negli anni scorsi in via Colombarotto è stato necessario ottimizzare gli spazi sia per supportare l’espansione dell’area produttiva sia per implementare la lavorazione a monte del confezionamento, con il trasferimento dalla Germania a Imola del processo di miscelazione delle materie prime provenienti da tutto il mondo.

Nel 2017 l’azienda imolese ha superato il mezzo miliardo di bustine di tisane prodotte, con un ritmo di crescita che ha reso sempre più esigui gli spazi attuali. «Siamo partiti con uno studio di fattibilità che è durato due anni, periodo durante il quale sono state valutate numerose opzioni» così l’azienda racconta come si è sviluppato il progetto della nuova sede. In un primo tempo è stata presa in considerazione anche la possibilità di decentrare la produzione in altre zone d’Italia o addirittura all’estero. Poi, grazie all’impegno della precedente Amministrazione comunale a garantire pratiche veloci nel quadro del progetto Manufacturing zone restart e grazie al sostegno di Confartigianato, la proprietà dell’azienda si è convinta a rimanere e ad ampliarsi a Imola, investendo a lungo termine sul nostro territorio «per garantire ai dipendenti presenti e futuri di TeaPak una nuova sede produttiva, flessibile abbastanza da supportare la crescita già prevista».

Per TeaPak, che in questo modo potrà trasferire tutte le attività dall’immobile oggi in affitto, si tratta di un investimento ingente, anche se al momento l’azienda non fornisce cifre. L”obiettivo è quello di dare il via alla gara di appalto nel periodo invernale e di iniziare i lavori di costruzione con il ritorno della bella stagione, nel 2019. (lo.mi.) 

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Nella foto l”attuale stabilimento TeaPak in via Colombarotto

La TeaPak raddoppierà gli spazi nella nuova sede lungo via Gambellara. Il cantiere previsto a primavera
Economia 12 novembre 2018

Via Gambellara, al via entro fine dicembre i lavori per costruire un parco, dei parcheggi e una rotonda

Lavori in vista lungo via Gambellara sul terreno compreso tra il canile e via Bicocca. A metà ottobre la Cooperativa trasporti Imola lo ha venduto all’azienda TeaPak, che vi costruirà la sua nuova sede. I primi mezzi in azione saranno però della stessa Cti, alla quale competono le opere di urbanizzazione: un parco pubblico, parcheggi e un intervento sulla viabilità, con la costruzione di una rotonda all’incrocio tra via Gambellara e via Bicocca.

«Il lotto in questione era un terreno agricolo edificabile di 57 mila metri quadri, dove la nostra controllata Caci coltivava ad anni alterni grano e girasoli – dettaglia il presidente di Cti, Luca Montroni -. Lo scorso anno, tra primavera e novembre, qui sono stati effettuati alcuni scavi archeologici dalla Soprintendenza, che al termine ha dato il suo nulla osta». Oltre ad alcune sepolture di età romana, sono stati ritrovati i resti di una cascina, databile tra il I secolo avanti Cristo e il VI secolo dopo Cristo. I reperti, su cui sono ancora in corso gli studi, sono oggi conservati al deposito archeologico all’interno del Sante Zennaro.

«TeaPak ha acquistato un’area di 42 mila metri quadri – prosegue il presidente – e la parte restante, di circa 15 mila metri quadri e oggetto di convenzione con il Comune, sarà quella dove andremo a realizzare le opere di urbanizzazione. Si tratta di due fasce di terreno alle estremità nord e sud del lotto, una più verso il canile e l’autostrada, l’altra costeggiante via Bicocca. I lavori che ci competono inizieranno entro fine dicembre. In queste settimane stiamo definendo la cantierizzazione e il cronoprogramma dei lavori. Entro ottobre 2019, comunque, è prevista la cessione di quei terreni al Comune».

La prima parte dei lavori riguarderà la realizzazione di parcheggi e di un bacino di laminazione delle acque all’angolo fra via Bicocca e Gambellara. Un’opera, questa, obbligatoria quando si realizzano nuove urbanizzazioni. «Eviterà che le acque piovane si riversino direttamente nei canali di scolo, prevenendo gli allaga-menti» spiega il presidente. Accanto al bacino è prevista un’ottantina di posti auto. «La superficie destinata a parcheggio è di 3.100 metri quadri – aggiunge -. Dalla parte opposta, più vicina al canile, sarà invece creato un parco pubblico su una superficie di circa 6 mila metri quadri, con un piccolo accesso per le macchi-ne che si occuperanno della manutenzione del verde».

Qui si farà anche un’area sgambatura cani, che sarà senz’altro apprezzata dagli utenti a quattro zampe del vicino canile municipale. In una fase successiva Cti interverrà sul riassetto di via Gambellara. (lo.mi.)

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Nella foto l”area sulla quale TeaPak costruirà la sua nuova sede

Via Gambellara, al via entro fine dicembre i lavori per costruire un parco, dei parcheggi e una rotonda
Economia 7 novembre 2018

Grande successo per le noci dell'azienda Caci, che per il 2019 prepara un nuovo impianto a Sasso Morelli

Alla Caci la vendita delle noci è cominciata il 17 ottobre scorso e da subito al casolare di via Carpe, là dove si trova anche il noceto, la fila dei clienti è arrivata fin fuori dalla porta. «Il primo giorno in cinque ore abbiamo servito oltre 300 persone» dice soddisfatto Daniele Morini, vicepresidente e responsabile amministrativo della società agricola, controllata dalla cooperativa Cti.

I clienti se ne vanno con grandi borse rigonfie, che contengono la scorta di noci per tutto l’inverno, spesso da regalare o condividere con parenti e amici. «Il più delle volte 10 chili sono il quantitativo minimo che ci viene richiesto» aggiunge Morini, mentre l’addetta alle vendite, Antonella, impugnando una grande paletta, riempie le borse con movimenti energici e fragore di gusci.

Per la Caci quello delle noci è decisamente un ottimo business, avviato nell’ormai lontano 2006, quando in zona non c’erano altri impianti simili. Dopo la messa a dimora di circa 3 mila piante su 11 ettari, nel tempo la superficie coltivata nel podere di via Carpe è aumentata fino agli attuali 33 ettari, ma la previsione è di aggiungerne altri. «Il prossimo anno – anticipa il presidente, Sauro Calderara, che partecipa attivamente alla raccolta in tuta da lavoro – pianteremo altri 7 ettari su un’area di nostra proprietà a Sasso Morelli, oggi coltivata a peschi. Ora stiamo preparando il terreno per la messa a dimora delle prime piante, che si farà tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo».

Affinché il nuovo noceto entri in piena produzione, però, occorrerà aspettare sei anni. In via Carpe, invece, la produttività è ormai a regime, la raccolta è meccanizzata e impegna un paio di persone, che diventano una decina considerando l’intero ciclo di raccolta, lavaggio ed essiccazione. Anche queste due ultime fasi avvengono in loco, in un capannone a poca distanza dal casolare. (lo.mi.)

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Grande successo per le noci dell'azienda Caci, che per il 2019 prepara un nuovo impianto a Sasso Morelli
Economia 6 novembre 2018

Lavoro, tornano le Settimane della sicurezza promosse dal Tavolo 81: primo appuntamento il 7 novembre

«Quest’anno, per le Settimane della sicurezza, ci siamo fatti in quattro», spiega Stefano Bulgarelli, presidente del Tavolo 81, l’associazione che da circa vent’anni promuove e diffonde nel territorio imolese la cultura della sicurezza sul lavoro. Quattro, infatti, le iniziative programmate nei mercoledì del mese entrante.

Eccone date e argomenti: 7 novembre (auditorium Cefla di via Bicocca, dalle ore 14.15) Il sovraccarico biomeccanico lavorativo: esperienze a confronto e nuove prospettive; 14 novembre (sala delle Stagioni di Legacoop, in via Emilia 25, dalle ore 14.30), Sicurezza delle coperture e di impianti e postazioni di lavoro sopraelevate: a che punto siamo?; 21 novembre (Trascoop di Castel San Pietro Terme, dalle ore 14.30) La sicurezza in logistica: dentro e fuori dal magazzino; infine 28 novembre (auditorium Sacmi, sempre dalle ore 14.30) Startup e idee innovative per la sicurezza sul lavoro. La partecipazione è gratuita, ma quest’anno tutti gli eventi sono a numero chiuso e ad iscrizione obbligatoria (online sul sito www.tavolo81imola.org).

Le Settimane della sicurezza giungono a corollario di un anno particolarmente intenso e impegnativo per il Tavolo 81. Il 28 aprile l’associazione ha festeggiato la Giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro aggregandosi al movimento Italia loves sicurezza. Dal 2016 ad oggi, grazie all’opera di proselitismo condotta dal primo ambassador imolese, Andrea Zaratani, questo movimento è cresciuto anche nel circondario imolese. Così quest’anno da metà aprile a metà maggio si sono svolti ben 15 eventi, legati dal filo conduttore «salute e sicurezza sul lavoro» e che hanno coinvolto circa 7.800 persone.

«Eventi non solo tecnici – ha tenuto a sottolineare Bulgarelli -: abbiamo organizzato una camminata salutista, abbiamo partecipato ad una maratona partita dal sud Italia e che ha raggiunto Milano; abbiamo inserito un nostro gadget nel pacco gara della maratona di Rimini; abbiamo svolto eventi in aziende… Tutto questo per diffondere il messaggio della tutela della salute e della sicu-rezza sul lavoro».

Poi c’è il rapporto avviato con le scuole. Piccoli leader in safety è un format sviluppato dalla Fondazione Leadership in health and safety (organizzazione no-profit attiva nella promozione della cultura della salute e sicurezza) e dal Muba (il Museo dei bambini di Milano) e messo a disposizione dei partner del progetto Italia loves sicurezza a cui il Tavolo 81 aderisce. Obiettivo: diffondere una cultura della sicurezza tra i piccoli per avere, in futuro, adulti che si comportino in maniera più sicura.

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Nella foto un momento della conferenza stampa di presentazione delle Settimane della sicurezza 2018

Lavoro, tornano le Settimane della sicurezza promosse dal Tavolo 81: primo appuntamento il 7 novembre
Economia 2 novembre 2018

Alla scoperta del caco, frutta di stagione, i giovani lo preferiscono a polpa soda

Piace ai giovani per il sapore dolce e delicato, per la croccantezza. E la possibilità di tagliarlo a fette, sbucciarlo e mangiarlo senza sporcarsi le mani rappresenta un valore aggiunto (è utilizzabile anche per insalate). E’ il caco a polpa soda, la cui raccolta in Emilia Romagna è partita proprio in questi giorni. Una coltivazione, quella del caco a polpa soda, che la cooperativa faentina Agrintesa (primo player nazionale nei cachi) ha avviato tra i primi in Italia ormai più di dieci anni fa, con investimenti in produzione e nelle tecnologie in stabilimento che si stanno rivelando decisamente azzeccati. Per la campagna 2018 appena iniziata, Agrintesa stima una produzione di circa 2.800 tonnellate della varietà Rojo brillante. «Il caco Rojo brillante si sta affermando sempre più come un’alternativa molto interessante per i nostri produttori – spiega Enrico Bucchi, vicedirettore di Alegra, business unit di Agrintesa -. Attualmente, abbiamo 130 ettari suddivisi tra la Romagna e l’areale modenese, con impianti che vanno dai 12 anni fino a quelli più recenti di 2 anni che ancora devono entrare in produzione. Pertanto prevediamo un aumento delle quantità in futuro di almeno il 10 per cento. Sono circa 250 le aziende agricole del nostro gruppo che hanno investito in questa coltura con metrature significative, trovando nuovi sbocchi commerciali alle loro produzioni e soddisfazioni in termini di redditività».

Al contrario per il caco tipo (quello più tradizionale e aromatico, a polpa morbida e che si consuma al cucchiaio) si stima una produzione di 3.600 tonnellate, con un significativo calo (attorno il 20%) rispetto alla passata stagione. «Si tratta di una riduzione fisiologica – chiarisce Bucchi – che arriva dopo un’annata, come quella del 2017, nella quale si era registrato un considerevole aumento delle produzioni. Ci sono stati fenomeni di cascola (caduta prematura dei frutti, Ndr) e le condizioni meteorologiche di primavera ed estate hanno contribuito a questa riduzione, tuttavia sono situazioni che rientrano nella naturale alternanza produttiva di questo comparto».

Quella appena iniziata sarà anche la prima campagna nella quale entrerà in funzione il nuovo impianto di lavorazione di Agrintesa, dedicato prevalentemente al caco tipo. Un impianto tecnologicamente all’avanguardia, innovativo e unico in Italia, capace di suddividere i frutti per pezzatura e grado di maturazione tramite selezione ottica, ma salvaguardando al massimo la qualità dei frutti. Mentre la commercializzazione sarà compito di Alegra e Valfrutta Fresco, le due business unit del gruppo. (Redazione economia)

L”articolo completo su «sabato sera» del 25 ottobre.

Nella foto: frutti a polpa soda della varietà «Rojo brillante»

Alla scoperta del caco, frutta di stagione, i giovani lo preferiscono a polpa soda
Economia 31 ottobre 2018

Aperture festive, impazza il dibattito. I sindacati invitano a scioperare il 1° novembre

Aperture festive sì, aperture festive no. E’ la vigilia di Ognissanti e anche in questa occasione tiene banco il tema delle aperture dei negozi e dei centri commerciali la domenica e nelle festività.  

Nei giorni scorsi le sigle confederali del terziario di Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna hanno invitato, come già accaduto in altre occasioni, «i lavoratori e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali ad astenersi dal lavoro», mentre le rappresentanze nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno chiesto al Parlamento un’immediata modifica legislativa per regolare la materia e hanno formulato le loro proposte nel corso di un’audizione della Commissione Attività produttive della Camera dei deputati. Ricordiamo che la piena liberalizzazione delle aperture era contenuta nel decreto «Salva Italia» (201 del 2011) del Governo Monti, tuttora in vigore.

Il Governo M5s-Lega ha già detto che è sua intenzione limitare le aperture, sullo strumento da utilizzare si parlava di fissare un numero di domeniche annuali di apertura oppure un meccanismo di turnazione tra gli esercenti. Una posizione avversata dalla maggior parte delle opposizioni, preoccupate che l’eventuale stretta metta a rischio molti posti di lavoro.

Storicamente contro le aperture domenicali e festive la Chiesa cattolica, mentre per una revisione del regime di totale liberalizzazione sono anche le associazioni dei commercianti, in particolar modo a tutela dei piccoli negozianti. A favore, pur con qualche distinguo, le associazioni dei consumatori e gran parte dei marchi della grande distribuzione (anche in questo caso però non mancano esempi contrari).

Intanto, nel territorio imolese domani la grande distribuzione risulta regolarmente aperta, per mezza o per l’intera giornata a seconda degli orari festivi normalmente osservati da ciascun marchio. (m.t.)

Nella foto l”immagine che i sindacati confederali del terziario dell”Emilia Romagna hanno scelto per il volantino che invita i lavoratori del commercio all”astensione dal lavoro il 1° novembre

Aperture festive, impazza il dibattito. I sindacati invitano a scioperare il 1° novembre

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