Economia

Economia 18 maggio 2018

I mattoni fatti a Bubano vanno in tv con “Cambio Casa, Cambio Vita!” di Andrea Castrignano

I mattoni fatti a Bubano nello stabilimento Wienerberger “debuttano” in tv nel docu-reality “Cambio Casa, Cambio Vita!” che su La5 vede l’interior designer Andrea Castrignano come sempre impegnato a trasformare normali abitazioni in case da sogno.  

Wienerberger  è il più grande produttore al mondo di laterizi, un gruppo con un fatturato globale di oltre 3 miliardi di euro nel 2017 e 197 stabilimenti dislocati in 30 Paesi, quattro sono in Italia guidati per l”appunto da quello presente nella frazione mordanese. Le soluzioni proposte da Wienerberger spaziano dai blocchi portanti a quelli da tamponamento, oggi sempre più virati al risparmio energetico e alla tecnologia, dalla sicurezza in zona sismica all’isolamento acustico. 

La nuova stagione di “Cambio Casa, Cambio Vita!” va in onda tutti i venerdì alle 23.15 (e in replica il sabato alle 16.40 e la domenica alle 14.10) e Wienerberger è protagonista degli episodi di questa sera, venerdì 18 maggio, poi dell’1 giugno e del 6 luglio. In particolare, nella prima puntata di questa sera, dal titolo “Una cucina per Angela”, l’interior designer ha scelto per l’isolamento della stanza dei bambini Porotherm Plana+ Revolution spessore 8 cm, il cappotto in laterizio (struttura porosa e anima isolante in lana di roccia) che unisce in un unico prodotto i vantaggi dei materiali isolanti con quelli del laterizio. (l.a.)

Nella foto Andrea Castrignano con Massimo Sella di Wienerberger

I mattoni fatti a Bubano vanno in tv con “Cambio Casa, Cambio Vita!” di Andrea Castrignano
Economia 14 maggio 2018

Pac 2020-2027, al convegno Cia Imola l'europarlamentare Dorfmann: «Brexit pericolo per l'agricoltura, tagli ai fondi Ue»

La Politica agricola comune 2020-2027 è stata la protagonista sabato scorso al convegno in programma a palazzo Sersanti e organizzato dalla Cia Imola. «Questo iniziativa – ha spiegato il presidente di Cia Imola Giordano Zambrini –  è, solo l’inizio di un percorso che vuole dare gambe ad una progettualità nel nostro territorio che coinvolga tutti i settori e non solo quello agricolo. Gli agricoltori, infatti, non possono farsi carico da soli della tutela dell’ambiente perché tutti noi siamo custodi di un territorio da lasciare in condizioni migliori di oggi a chi verrà dopo di noi. Dai programmi e dalle proposte della nuova Pac vogliamo cogliere tutte le possibilità da trasferire anche nelle nostre aree. Dobbiamo, perciò, avere un metodo di lavoro e creare le condizioni alle aziende agricole di poter sopravvivere». 

Presente anche l’europarlamentare altoatesino e membro della Commissione Agricoltura Herbert Dorfmann. «A livello comunitario stiamo pensando a come portare avanti la Politica Agricola nel futuro. L’agricoltura riceve un terzo del budget dell”Unione Europea e il Commissario Europeo dell”Agricoltura Phil Hogan ha già proposto un taglio del 5% dei fondi causa un buco di 20-25 miliardi dovuti almeno per metà dalla Brexit. Personalmente posso dire che non sono d”accordo con questa decisione. L’idea è quella di sviluppare la Pac in maniera più chiara per renderla meno complicata rispetto a quella odierna. Una proposta piò essere quella di un nuovo modello di gestione dove l’Europa fissa le regole lasciando però agli Stati membri il modo di raggiungere gli obiettivi, pur cercando di mantenere il mercato il più comune possibile. Oggi la distribuzione dei fondi tra i vari Stati membri non è adeguata e si può pensare di creare criteri specifici di assegnazione. Un altro problema è il “Greening” che non accontenta né gli agricoltori né gli ambientalisti e cambiare il sistema, però, non vuol dire avere meno impegni ambientali. Va migliorata anche la burocrazia ed evitare che gli agricoltori possano ricevere i soldi dopo un’attesa troppo elevata. Infine è fondamentale migliorare i fondi disponibili per gestire le crisi e rompere il principio di annualità, aumentando così la possibilità di interventi futuri».

Ambiente è sinonimo di mutamenti climatici e cambiamenti globali. E’ questo quanto illustrato, in seguito, da Carlo Pirazzoli, professore ordinario al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università di Bologna. «Le temperature negli ultimi 30 anni sono aumentate di 0.9 gradi e si è superata la soglia di sicurezza di CO2 nell’aria. A questa emergenza climatica bisogna rispondere in maniera adeguata e pensare in maniera diversa come, ad esempio, piantare specie resistenti alla siccità. Un suggerimento può essere anche quello di introdurre agricolture di precisione che rispettino l’ambiente, riducendo gli impatti delle colture intensive e l’utilizzo di fertilizzanti. Bisognerà attrezzare le imprese con strumenti e infrastrutture e, soprattutto, fare un corretto uso dell’acqua. In pratica somministrare ciò che serve al momento giusto perché l’acqua è indispensabile per produrre con qualità e in quantità. Anche le innovazioni sono importanti e bisogna avere l’umiltà di imparare da esse».

Quando si parla di innovazioni impossibile non pensare ai giovani e al mondo della scuola. «I ragazzi devono avere delle buone competenze – commenta Vanna Monducci, dirigente scolastico dell’Istituto Alberghetti di Imola – e bisogna formare delle persone in grado di adattarsi ai cambiamenti. Importante anche la capacità di lavorare in gruppo e relazionarsi con gli altri oltre a mettere in pratica ciò che si conosce. Le scuole devono porre ai propri studenti delle sfide per risolvere dei problemi e guardare così al domani perché solo quando escono dalla scuola sono a contatto con la realtà. In fondo si diventa davvero competenti solo quando si mettono in pratica le nozioni teoriche».

Ma com’è il mondo del lavoro in agricoltura per un giovane? «Non è così roseo come vogliono farci credere – spiega Stefano Calderoni, presidente Cia Ferrara -. Uno su dieci non ce la fa e dopo cinque anni chiude l’azienda. La statistica diventa uno su due se la persona non ha alle spalle una famiglia di agricoltori. Quello che ci viene prospettato non parla la pelle viva degli agricoltori ed è più una vocazione che un’esperienza felice. La crescita percentuale delle nuove imprese è aumentata, ma solo perché come contrappasso si sono dimezzate quelle già presenti. Tanti progetti come la Banca delle Terre non hanno portato benefici e partire da zero per un giovane è un’impresa quasi impossibile. Il nuovo programma si deve interrogare su questo e eliminare quelle barriere che esistono in agricoltura come i problemi nell’acquisto o nell’affitto della terra o nell’accesso ai crediti. Purtroppo solo chi lavora la terra sa davvero quanto sia dura».

Chiusura del convegno che spetta al presidente Cia Nazionale Dino Scanavino. «Il cambio generazionale è un punto della Pac che non è stato raggiunto e certamente bisognerà trovare delle soluzioni alternative. Visto che si parla di un taglio del budget l’efficienza della spesa è un qualcosa di importante per mitigare questa prospettiva. L’economia, infatti, si fa spendendo bene i soldi. La Pac attuale è complessa e, in certi casi, inaderente alla realtà. In vista del 2020-2027 il percorso è ancora lungo, ma nei prossimi mesi intensificheremo l’attività per creare una progettazione in grado di mettere in piedi una strategia che dia più voce agli agricoltori».

r.e.

Nella foto (di Stefano Manaresi): da sinistra, il moderatore del convegno e direttore del mensile Agricoltura Trentina Michele Zacchi, la dirigente scolastica Vanna Monducci, il presidente Cia Imola Giordano Zambrini, l”europarlamentare Herbert Dorfmann, il presidente di Cia nazionale Dino Scanavino, il professore ordinario del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari Università di Bologna Carlo Pirazzoli e il presidente Cia Ferrara Stefano Calderoni

Pac 2020-2027, al convegno Cia Imola l'europarlamentare Dorfmann: «Brexit pericolo per l'agricoltura, tagli ai fondi Ue»
Economia 11 maggio 2018

Agricoltura, domani l'europarlamentare Herbert Dorfmann ospite della Cia Imola spiega le linee guida della Politica agricola comune 2020-2027

“I nuovi indirizzi della Politica agricola comune 2020-2027. Stato dei lavori e delle elaborazioni”. Sono questi i temi di cui si parlerà sabato 12 maggio a Imola a Palazzo Sersanti (Piazza Matteotti) in un convegno organizzato dalla Cia di Imola (ore 9.30) con un ospite d”eccezione: Herbert Dorfmann, europarlamentare relatore del rapporto Politica Agricola Comune 2020-2027.
Dopo i saluti del presidente della associazione di categoria imolese, Giordano Zambrini, interverranno il professore Carlo Pirazzoli (Agraria, Universita` di Bologna) con la relazione “Criticita` e fattori di sviluppo per un’agricoltura locale orientata al futuro”, la dirigente scolasitica Vanna Monducci “Formare le capabilities per costruire il proprio futuro: cosa puo` fare la scuola”, Herbert Dorfmann “Nuovi indirizzi della politica agricola comune 2020-2027” e Stefano Calderoni (presidente Cia Ferrara) “Il ricambio generazionale”. Concluerà il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino; modera il giornalista Michele Zacchi.

Agricoltura, domani l'europarlamentare Herbert Dorfmann ospite della Cia Imola spiega le linee guida della Politica agricola comune 2020-2027
Economia 10 maggio 2018

Florim, due gruppi di lavoro per risolvere i disagi causati dal rumore e dall'odore

Creare due gruppi di lavoro distinti (odori da una parte, rumore e vibrazioni dall’altra) per cercare di risolvere, o quantomeno mitigare, i disagi lamentati dai residenti della borgata di Chiavica, che abitano vicino al nuovo stabilimento Florim entrato in produzione lo scorso autunno e dove attualmente è in funzione una linea continua per i grandi formati. E’ questa la proposta emersa nel corso dell’incontro pubblico davvero partecipato organizzato giovedì 3 maggio alla sala civica di Bubano dopo che, dallo scorso novembre, i cittadini hanno segnalato ripetutamente puzza, rumore e vibrazioni.

All’incontro erano presenti come relatori la direttrice di Arpae Bologna Maria Adelaide Corvaglia, il responsabile del presidio territoriale di Arpae a Imola Tiziano Turrini, il dirigente dell’area Igiene e Sanità pubblica Gabriele Peroni, il direttore tecnico degli stabilimenti Florim Oscar Iseppi e il direttore dello stabilimento mordanese Lorenzo Righini, oltre che il sindaco Stefano Golini e l’assessore all’Ambiente Gianni Duri. Tra il pubblico numeroso, invece, erano presenti i referenti del comitato costituito dai cittadini, ossia Massimiliano Benfenati, Gabriele Marani, Federico Squassabia e Cristian Venieri. «Sulla salute dei cittadini, dei lavoratori e sulla qualità dell’ambiente non si transige – ha esordito il sindaco Golini -. Dall’altra parte, l’investimento del gruppo Florim è un’opportunità importante per tutto il territorio e uno stabilimento così all’avanguardia mantiene e genera sviluppo economico». Azienda che, per bocca del direttore tecnico Iseppi, ha tenuto a ribadire «a nome del presidente e di tutti noi il dispiacere per il disagio riscontrato e la massima volontà di collaborare per individuare le cause dei disagi percepiti».

Dal canto suo, Turrini di Arpae ha precisato che «Florim sta rispettando le prescrizioni contenute nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e tutti i campioni effettuati da noi direttamente riportano valori inferiori ai limiti di legge e sovrapponibili con quelli effettuati dall’azienda. Per quanto riguarda gli odori, abbiamo fatto sei interventi e in tre di questi si percepiva un’emissione odorigena di intensità lieve, ma bisogna considerare il lasso di tempo che intercorre tra la segnalazione e l’intervento dei tecnici sul posto. Stiamo cercando di mettere in correlazione l’odore percepito con il tipo di inchiostro usato in quel momento, ma non c’è una normativa specifica. Per quanto riguarda il rumore e le vibrazioni, invece, per ora non siamo riusciti ad associarlo a nessuna sorgente. Come per gli odori, per le indagini serve tempo e chiediamo ai cittadini di segnalare sempre». 

Tuttavia, nei fine settimana e in orario serale (ore 18-8), quando il rumore è più percepito, è in funzione soltanto il servizio di pronta reperibilità ambientale gestito dai carabinieri forestali. In caso di rumore non viene considerata un’emergenza e i tecnici Arpae non intervengono immediatamente, mentre questo avviene per gli odori forti. Durante la serata, è stato ricordato anche che qualche cittadino ha segnalato casi di lingua gonfia, problemi respiratori e arrossamenti di pelle e occhi in concomitanza con i fenomeni odorigeni. «Uno studio epidemiologico su una popolazione così limitata probabilmente non avrebbe significato – ha tenuto a precisare Peroni dell’Ausl -. E’ difficile mettere in correlazione i fumi della fabbrica con gli effetti sulla persona».

L’idea emersa, come detto, è quella di creare due gruppi di lavoro per decidere i prossimi passi da fare e dei quali faranno parte referenti del comitato, Florim, Comune, Arpae e i tecnici competenti per i rilievi da effettuare. Per il rumore il comitato ha proposto lo Studio 2 di Gianluca Barbi di Ferrara per effettuare dei rilievi in continuo e confrontarli con quando lo stabilimento non è in funzione. Per gli odori, invece, si è pensato di coinvolgere il professor Paolo Zannini dell’Università di Modena. Per adesso si sa che il gruppo sul rumore si riunirà per la prima volta lunedì 21 maggio alle ore 9 presso lo stabilimento Florim. «Sono molto soddisfatto perché stiamo remando tutti nella stessa direzione, senza polemiche né pregiudizi – ha commentato l’assessore Duri -. Tra l’altro, Florim si è detta disponibile a farsi carico delle spese da sostenere per coinvolgere gli studi tecnici di fiducia del comitato dei cittadini».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 maggio.

Nella foto: l”incontro pubblico

Florim, due gruppi di lavoro per risolvere i disagi causati dal rumore e dall'odore
Economia 10 maggio 2018

«Co Pro Working», da oggi sei incontri organizzati da Innovami, Giovani Cooperatori e Ca’ Vaina per parlare di futuro e nuove forme di lavoro

Inizia oggi a Casalfiumanese «Co Pro Working», ciclo di incontri organizzati da Innovami, Giovani Cooperatori di Imola e Ca’ Vaina per parlare di futuro, nuove forme di lavoro e per presentare il nuovo spazio serale aperto al centro giovanile imolese. I sei appuntamenti sono inseriti nel cartellone di CooperAttivaMente. Il primo appuntamento è dunque oggi alle ore 17 alla Biblioteca comunale (via A. Costa 27) di Casalfiumanese.

Relatori degli incontri Christian Gironi (direttore di Innovami), Mirco Mongardi (portavoce e collaboratore dei Giovani Cooperatori di Imola), Enrico Gianstefani (referente del Centro Giovanile Ca’ Vaina).

Gli altri appuntamenti sono martedì 15 maggio (ore 17) a Castel Guelfo (Sala Viola accanto alla biblioteca comunale, via Gramsci 22); lunedì 21 maggio (ore 18) a Medicina (villa Pasi, via Osservanza 84); giovedì 24 maggio (ore 17) a 
Toscanella di Dozza (Sala Martelli, Piazza della Libertà); giovedì 31 maggio (ore 18) a Castel San Pietro (Bocciodromo, viale Terme 740) e giovedì 7 giugno (ore 17) a Imola (Centro giovanile Ca’ Vaina, viale Saffi 50/B).

«Co Pro Working», da oggi sei incontri organizzati da Innovami, Giovani Cooperatori e Ca’ Vaina per parlare di futuro e nuove forme di lavoro
Economia 3 maggio 2018

Il gruppo Ima rileva la maggioranza azionaria dell'azienda guelfese Tmc

Piazza affari ha apprezzato con un rialzo del valore del titolo la notizia dell’accordo per l’acquisto da parte di Ima dell’82,5% delle azioni di Tmc, il gruppo guelfese che produce e commercializza macchine automatiche e linee per il confezionamento e la gestione di prodotti tissue e personal care e dei relativi servizi di assistenza post vendita.

Tissue machinery company si è costituita nel 1997 su iniziativa di Vanni Angeli, Matteo Gentili e Valter Macolini, andando ad occupare alcune nicchie di mercato quali il confezionamento (primario e secondario) dei rotoli casa e rotoli di carta igienica, il confezionamento (secondario) di prodotti per la cura personale quali pannolini per bambini, per adulti e prodotti per l’igiene intima femminile. «Questa operazione è per noi di grande soddisfazione – ha commentato Matteo Gentili, presidente di Tmc -. In Ima abbiamo individuato il miglior partner per proseguire il percorso di sviluppo della nostra società e per raggiungere ulteriori traguardi tecnologici e commerciali nel settore tissue e personal care. Entrando nel gruppo Ima siamo certi di poter accelerare il nostro progetto di rafforzamento tecnologico, sviluppo prodotti ed espansione geografica. Personalmente rimarrò in prima fila nella gestione strategica del gruppo Tmc, in pieno allineamento di interessi con Ima, con l’obiettivo di far diventare Tmc il riferimento globale, sia in termini tecnologici sia di servizio ed attenzione al cliente».

L’operazione prevede un esborso per Ima di 58,5 milioni di euro e l’opzione sul restante 17,5% da esercitarsi entro aprile 2023. «Tale operazione – ha commentato dal canto suo Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – è strategica per il nostro gruppo e la partnership con Matteo Gentili, utilizzando Tmc come piattaforma per lo sviluppo del progetto, ci consentirà di creare un polo internazionale leader indiscusso nel settore tissue e personal care. Con questa operazione Ima continua il percorso di valorizzazione e crescita di marchi leader di mercato, rafforzando ulteriormente la propria presenza industriale in Italia».

r.e.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima

Il gruppo Ima rileva la maggioranza azionaria dell'azienda guelfese Tmc
Economia 3 maggio 2018

Problemi coop. Cims, sciopero e presidio dei lavoratori contro il taglio degli stipendi

E” previsto per domani, venerdì 4 maggio il primo pacchetto di 8 ore di sciopero, indetto da Cgil e Cisl a fronte delle riduzioni di stipendio stabilite dall’azienda. In parallelo è stato organizzato il presidio dei lavoratori dalle ore 10 alle 12 davanti alla sede imolese della Cims, in via Molino Rosso.

Nei giorni scorsi, le categorie Fillea, Flai e Filcams della Cgil di Imola, assieme alla Filca-Cisl Area metropolitana bolognese hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato lo sciopero, in risposta alla decisione della cooperativa di Borgo Tossignano di procedere con la riduzione degli stipendi. «L’azienda ha scelto di applicare la legge 142 non sul salario variabile, come avevamo suggerito nei mesi scorsi, ma sulla paga base dei lavoratori, cosa che comporta la riduzione dei minimi contrattuali – spiega Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola -. Questo va ad inficiare anche gli appalti. I protocolli Anci e Hera, infatti, definiscono che gli appalti non devono andare al di sotto dei minimi contrattuali. Il rischio è che gli appalti possano essere annullati o non rinnovati. Per quanto riguarda i lavoratori non soci, l’azienda ha fatto firmare una lettera di conciliazione non in presenza del funzionario sindacale conciliatore, come invece dovrebbe avvenire in questi casi».

Venerdì 27 aprile si è svolto un incontro al Circondario per informare i sindaci del territorio in merito alla situazione, alla presenza anche della Lega delle cooperative imolesi. Il presidente della Cims ha ribadito la volontà di proseguire nel percorso intrapreso. Di conseguenza, “visto che il tentativo di intervento chiesto da Cgil e Cisl alle amministrazioni locali nell”incontro del 24 aprile scorso sempre al Circondario non ha portato ad una sospensione di tale procedura, le organizzazioni sindacali proseguono con le azioni di lotta previste” hanno puntualizzato i sindacati con una nota. (lo.mi.)

Problemi coop. Cims, sciopero e presidio dei lavoratori contro il taglio degli stipendi
Economia 2 maggio 2018

Turolla (Danfoss) festeggia i settant'anni nella sede di via Salieri a Castello

Nel 1948 l’ingegnere Marco Turolla fondava a Bologna un’azienda per la produzione di produzione di pompe oleodinamiche ad ingranaggi, chiamandola con il suo cognome. Dal 2000 Turolla fa parte della multinazionale danese Danfoss, che opera nell’ambito dei sistemi di controllo climatico, energetico, dei componenti e sistemi oleodinamici. Nel 2015 il gruppo Danfoss ha preferito concentrare a Castel San Pietro tutta la produzione europea di pompe oleodinamiche ad ingranaggi esterni.

Ed è proprio nella sede di via Salieri, in zona Ca’ Bianca, che domani verrà festeggiato il settantesimo anniversario di Turolla, alla presenza di clienti, distributori e dei vertici danesi del gruppo. «Settant’anni fa – spiega Riccardo Carra, vicepresidente e direttore generale di Turolla – il visionario e innovativo Marco Turolla ha fondato una azienda di produzione di pompe ad ingranaggi, posizionandola nel terreno più fertile per la tecnologia oleodinamica, l’“hydraulic valley”. In settant’anni, grazie anche alle radici ben piantate in quel fertile terreno, la pianta è cresciuta e è ora robusta e ben salda. Quasi tutto è cambiato da allora, dalle esigenze del cliente alle tecnologie produttive, ma il Dna delle persone che hanno portato Turolla fino a qui è rimasto lo stesso».

Ad oggi Turolla detiene vendite consolidate globali per oltre 50 milioni di euro, la metà delle quali destinate al mercato americano. Tra i suoi clienti principali ci sono realtà quali Caterpillar, John Deere, Cnh Industrial e Bobcat. «Negli ultimi anni – aggiunge Carra – Turolla ha attraversato una fase di grande trasformazione per rispondere agli stimoli provenienti dai nostri clienti e da Danfoss. La trasformazione ha avuto esito positivo e riteniamo di avere ora una consistente base su cui costruire un solido piano di crescita. Prevediamo un aumento significativo della quota di mercato nei prossimi cinque anni».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: la sede di «Turolla» a Castel San Pietro 

Turolla (Danfoss) festeggia i settant'anni nella sede di via Salieri a Castello
Economia 2 maggio 2018

Florim, i cittadini lamentano puzza, rumore e vibrazioni, controlli e un incontro pubblico

Odori sgradevoli, rumore e vibrazioni. Sono questi i disagi che da alcuni mesi lamentano i residenti della borgata di Chiavica e dintorni, che abitano non lontano dal nuovo stabilimento Florim entrato in produzione lo scorso autunno e dove attualmente è in funzione una linea continua con tecnologia Sacmi per i grandi formati. Una nuova fabbrica che, per il gruppo modenese di cui fa parte anche l’ex Cerim di via Selice, ha comportato un investimento da 70 milioni di euro.

«Le prime segnalazioni sono arrivate in Comune a novembre, poi è stata firmata una petizione da 49 cittadini – ricostruisce l’assessore all’Ambiente, Gianni Duri -. Il nostro compito è quello di fare da raccordo tra i cittadini, le agenzie pubbliche e l’azienda. Per questo motivo, abbiamo promosso un incontro pubblico per rendere massima l’informazione sulle attività di analisi e controllo effettuate, nonché la partecipazione e il confronto sulle misure da attuare». L’incontro, aperto a tutti i cittadini, è in programma per domani, giovedì 3 maggio, alle ore 20.30 presso la sala civica in via Lume 1889 a Bubano e vi parteciperanno rappresentanti di Arpae, Ausl e della direzione Florim.

«Siamo stati interessati da metà febbraio e finora abbiamo effettuato una decina di sopralluoghi – spiega Tiziano Turrini, responsabile del presidio territoriale di Arpae a Imola -. Inoltre, abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di quattro o cinque persone che si stanno facendo portavoce anche per gli altri cittadini. L’azienda ha tutte le autorizzazioni in regola ed è disponibile a collaborare».Per quanto riguarda il rumore e le vibrazioni, «finora non siamo riusciti ad associarlo a nessuna fase del ciclo produttivo e alcuni macchinari, come i rulli della pressa o i mulini per le argille, sono sempre in funzione e, di conseguenza, il rumore e le vibrazioni sarebbero sempre percepite» abbozza Turrini. Tuttavia, nei fine settimana e in orario serale (ore 18-8), quando il rumore è più percepito, è in funzione soltanto il servizio di pronta reperibilità ambientale gestito dai carabinieri forestali.

Il rumore non viene considerata un’emergenza e i tecnici Arpae non intervengono immediatamente, mentre questo avviene per gli odori forti. Il tema della puzza è sicuramente quello più complesso. In questo caso, le indagini si stanno concentrando sugli inchiostri che danno, di volta in volta, l’effetto del marmo, del legno o altro e che, mentre le piastrelle cuociono nei forni, potrebbero sprigionare gli odori dei quali si lamentano i residenti. «Ogni volta che riceviamo una segnalazione compiliamo una scheda che metta in correlazione quanto viene percepito con il tipo di inchiostro usato in quel momento, la velocità e la direzione del vento – aggiunge Turrini -. La definizione degli odori richiede tempo. Per questo motivo chiediamo ai cittadini di contattarci ogni volta che sentono qualcosa». Un’idea per raccogliere molti dati potrebbe essere quella di utilizzare un naso elettronico, uno strumento realizzato anche da Sacmi e utilizzato ad esempio per la discarica Tre Monti oppure, di recente, anche per cercare di risolvere il problema degli odori della Ge. Fe. Polymers Srl di Toscanella, azienda che si occupa della rigenerazione degli scarti di nylon. In questo momento, però, i due nasi elettronici di proprietà di Arpae sono impegnati per altre rilevazioni, ergo potrebbe essere la Florim direttamente a farsi carico di noleggiarne uno. Si vedrà.

Dal canto suo l’azienda, che si dice «assolutamente trasparente e aperta al dialogo con i residenti», ha incaricato dei consulenti sia per parte acustica che per quanto riguarda gli odori e, sotto la supervisione di Arpae e Ausl, ha effettuato un paio di campionamenti ai camini dei forni, i cui risultati potrebbero essere resi noti proprio in occasione dell’incontro del 3 maggio.

Qualche cittadino però ha segnalato anche casi di lingua gonfia, problemi respiratori e arrossamenti di pelle e occhi in concomitanza con i fenomeni odorigeni. «E’ difficile mettere in correlazione i fumi della fabbrica con gli effetti sulla persona – dice Gabriele Peroni, dirigente dell’area Igiene e Sanità pubblica dell”Ausl -. Da parte nostra c’è comunque la volontà di non nascondere nulla e studiare a fondo la questione».

All”inizio di aprile i cittadini interessati dal problema si sono costituiti in un comitato che ha come referenti Massimiliano Benfenati, Gabriele Marani, Cristian Venieri e Federico Squassabia che, in attesa dell’incontro e di conoscere i primi risultati delle analisi effettuate, preferiscono non rilasciare ulteriori dichiarazioni. (gi.gi.)

Nella foto il nuovo stabilimento della Florim di notte

Florim, i cittadini lamentano puzza, rumore e vibrazioni, controlli e un incontro pubblico
Economia 30 aprile 2018

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

Il consorzio Cevico (che nel territorio imolese ha come socio la Cantina dei Colli Romagnoli) e Caviro (che qui annovera tra i soci la Cavim di Sasso Morelli) insieme per valorizzare il Trebbiano (14.700 ettari di impianti in Romagna) e conquistare il mondo delle bollicine. E’ questa la rivoluzione presentata al Vinitaly con Bolé, una società controllata esattamente a metà dai due colossi cooperativi, che produrrà vino con l’omonimo marchio secondo la nuova ”Doc Romagna Spumante – Novebolle” per i circuiti Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café, ossia si troverà – oltre che nelle enoteche – in hotel, ristroranti e bar) e per il mercato estero. La potenza in campo è da player mondiale: Caviro associa infatti 13mila viticoltori (7 milioni di quintali di uva), mentre altri 5mila ne raggruppa Cevico (circa 1,5 milioni di quintali di uva lavorata).
Bolé è ufficialmente la prima etichetta di Novebolle, frutto della collaborazione di un team di enologi esperti che hanno felicemente unito in questa linea di spumanti, al momento un Brut e un Extra Dry realizzati con metodo Martinotti-Charmat.
Il consiglio di amministrazione è composto da cinque consiglieri: due per parte e un indipendente, Ruenza Santandrea, che è anche presidente. Così, attraverso un progetto imprenditoriale che guarda in grande, vengono così superate le divisioni di un mondo passato (quello ”bianco” di Caviro e quello ”rosso” di Cevico) in nome della cooperazione e della ricerca del massimo valore aggiunto possibile per i soci. E’ una svolta epocale, impensabile fino a 10-15 anni fa.

c.f.

Nella foto, da sinistra: il presidente di Caviro, Carlo Dalmonte, la presidente di Bolé, Ruenza Santandrea, il presidente di Cevico, Marco Nannetti e Damiano Bandini de La Vecchia Stamperia di Faenza che ha curato la ricerca del lettering stile liberty.

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

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