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Cronaca 24 aprile 2018

Budrio e Medicina chiedono il completamento della Trasversale, Osteria Grande la Complanare o un casello dell'A14

Regione e Città metropolitana tirate per la giacca dai territori che chiedono il rispetto degli impregni presi sulla viabilità o comunque maggior attenzione per i collegamenti dell’area metropolitana bolognese. Questo il nocciolo di due richieste arrivate pressoché contemporaneamente ma autonome. Da un lato Budrio e Medicina che insieme hanno siglato una nota con la quale chiedono a gran voce il completamento della Trasversale di Pianura, dall’altro quella della consigliera regionale Francesca Marchetti che ha presentato un’interrogazione con la quale chiede “Quale strategia metterà in campo la Giunta per garantire il collegamento viario tra la zona artigianale di Osteria Grande, nel Comune di Castel San Pietro Terme, e l’area metropolitana bolognese, anche per evitare il progressivo abbandono di quella zona ed il suo conseguente impoverimento».  

Due temi, come detto, che viaggiano paralleli ma con analoghe finalità: da un lato completare un asse stradale di grande scorrimento capace di spostare buona parte del traffico pesante dai centri abitati, dall’altro collegare all’A14 e a Bologna l’area industriale della frazione castellana favorendo le imprese e l’appetibilità del territorio. 

Per quanto riguarda la Trasversale di Pianura o provinciale 3 (un progetto i cui primi cantieri risalgono al 1971), è notizia di un anno fa l’inaugurazione del tratto compreso all’interno del comune di Budrio, ora però rimane da fare l’ultimo tratto tra la frazione di Villa Fontana (nel territorio di Medicina) e la località Olmo (che ricade sotto Budrio). L’assessore alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, ha garantito nei recenti incontri ai sindaci Maurizio Mazzanti per Budrio e Onelio Rambaldi per Medicina, l’impegno proprio e dell”intera Giunta Bonaccini. Mazzanti e Rambaldi chiedono nuovamente di “giungere al più presto al finanziamento, alla progettazione e quindi all’avvio dei lavori da tanto attesi”. “Il tratto non completato, Olmo-Villa Fontana, pone degli evidenti problemi di sicurezza – sostengono i due sindaci -; sede stradale stretta e ponti pericolosi, a fronte di un traffico pesante in aumento a seguito della realizzazione degli altri tratti della Trasversale. Inoltre, Medicina puntualizza come “la Trasversale si prefiggeva anche di risolvere il problema del traffico passante all”interno della frazione di Crocetta, tema che dovrà essere ripreso in fase di progettazione”. 

Per quanto riguarda Osteria Grande, la consigliera Marchetti dice di essersi fatta portavoce “dei disagi lamentati dagli artigiani e dagli imprenditori di Osteria Grande, che chiedono da tempo lo sblocco della Complanare oppure la realizzazione di un casello autostradale “veloce” ricordando come “già il piano regionale integrato dei trasporti 1998-2010 prevedeva il potenziamento infrastrutturale dei collegamenti fra Bologna e Imola, attraverso l’eventuale realizzazione della IV corsia dell’autostrada A14 o della complanare”. (l.a.)

Nella foto il tratto di strada tra Villa Fontana e Olmo oggi

Budrio e Medicina chiedono il completamento della Trasversale, Osteria Grande la Complanare o un casello dell'A14
Sport 24 aprile 2018

Contratto rinnovato, la Sbk rimarrà a Imola fino al 2020. Quest'anno la madrina è Aida Yespica

Il round di Imola continuerà ad essere uno degli appuntamenti del Campionato Mondiale Fim Motul Superbike fino al 2020. L’annuncio del rinnovo triennale è stato dato ieri a Milano in occasione della conferenza stampa ufficiale di presentazione dell’ormai prossimo appuntamento dell’11-13 maggio a Imola.

Il rinnovo porterà a 18 le edizioni del Mondiale SBK nell’autodromo imolese. Un tracciato che ha visto imprese leggendarie come l’epico duello tra Edwards e Bayliss nel 2002 o la vittoria iridata di Biaggi con l’Aprilia nel 2010. E che continua ad offrire gare spettacolari ad ogni edizione, tanto da richiamare decine di migliaia di appassionati: nel 2017 furono oltre 75.000, secondo round più seguito di tutto il campionato.

Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche la madrina dell’edizione 2018, Aida Yespica, che prosegue la tradizione delle attrici e show girl che hanno prestato il loro volto all’evento, come Belen Rodriguez, Raffaella Fico e Cristina Buccino.

Non solo. E’ stata anticipata anche un’importante novità per l’appuntamento del prossimo anno, ovvero la concomitante gara di moto elettriche. Grazie alla collaborazione tra Formula Imola, la società che gestisce l”impianto imolese, e Impulse Modena Racing (Imr), gli appassionati potranno assistere ad una gara dimostrativa tra moto sviluppate da team universitari provenienti da tutto il mondo.

Stefano Pacchioli, direttore e amministratore delegato del WorldSBK, ha commentato: “La firma sull”estensione del contratto conferma l”importanza che WorldSBK attribuisce al mercato italiano e al territorio nello specifico”.

Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, ha aggiunto: “WorldSBK è l”evento principale del calendario di Imola dal 2009. Siamo orgogliosi di essere considerati da Dorna uno dei partner migliori e affidabili e di continuare questa fantastica avventura. La nostra volontà è quella di aumentare la nostra identità nel cuore degli appassionati del motorsport per attirare ogni anno sempre più persone nella Motor Valley di Imola”. 

Nella foto Stefano Pacchioli, direttore e amministratore delegato WorldSBK, Aida Yespica e Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola

Contratto rinnovato, la Sbk rimarrà a Imola fino al 2020. Quest'anno la madrina è Aida Yespica
Cronaca 24 aprile 2018

Novità a Castello per nidi comunali e famiglie: apertura ad agosto su prenotazione e sconto sulle rette

Per prima cosa l”apertura dei nidi comunali a partire già dal prossimo mese di agosto. Poi, uno sconto sulla retta degli asili comunali dal prossimo anno scolastico calcolato in base all”Isee con particolare attenzione alle fasce più basse. Dodici posti in più tra il nido Girotondo di via Di Vittorio a Castel San Pietro e il nodo Arcobaleno di via Serotti a Osteria Grande, per ridurre le liste d”attesa. Infine la realizzazione di una sala per la psicomotoria all”interno dell’edificio che ospita l’Arcobaleno a disposizione sia dei bambini che frequentano il nido sia la contigua scuola d”infanzia Grandi. 

Sono alcune delle novità che l’Amministrazione castellana ha intenzione di mettere in atto grazie anche ai 105 mila euro arrivati dal ministero dell”Istruzione, tramite la Regione, nell”ambito del decreto legislativo 65 del 2017 che fa parte del pacchetto della riforma della “buona scuola” approvata dal Governo Renzi. “Sono state individuate ulteriori azioni finalizzate al sostegno delle famiglie con figli che frequentano i nidi d”infanzia – precisa la vicesindaca e assessore alla Scuola Francesca Farolfi con una nota -, come rendere il servizio del nido comunale usufruibile anche nei periodi di sospensione estivi, ovvero nel mese di agosto, e arricchire l”offerta dei servizi per l”infanzia con l”attivazione di laboratori volti all”educazione alla genitorialità e a potenziare le attività formative e scolastiche dei bambini da 0 a 6 anni”. L”idea è aspettare la chiusura delle iscrizioni di quest”anno per calibrare il da farsi.

L”apertura dei nidi comunali ad agosto, invece, verrà attivata su prenotazione settimanale (con un numero minimo di iscritti) e a pagamento con la cooperativa Seacoop. “L”attivazione di tale servizio rappresenta una ulteriore azione volta a promuovere una maggiore conciliazione dei tempi di vita-lavoro dei genitori” sottolineano sempre dal Comune. 

Nel frattempo sabato 28 aprile ci sarà l’Open day di tutti i nidi castellani, comunali, paritari e privati convenzionati, del capoluogo e delle frazioni. Le famiglie potranno visitarli e scegliere quello che preferiscono per iscrivere i propri figli per il prossimo anno scolastico 2018-19. In particolare i bambini nati dall’1 gennaio 2016 al 31 marzo 2018. Le iscrizioni sono aperte fino all’8 maggio. (r.c)

Questo l’elenco:
– comunale Girotondo si trova in via Di Vittorio 28/a, Castel San Pietro
– comunale Arcobaleno, via Serotti 12, Osteria Grande- privato convenzionato La casa di Mamma Oca n. 6 (per bambini dai 12 ai 36 mesi), via Conventino 1531, Gallo Bolognese
– paritario convenzionato Don Luciano Sarti (per bambini dai 12 ai 36 mesi), via Palestro 38, Castel San Pietro
– privato convenzionato L’Arca di Noè (per bambini dai 12 ai 36 mesi),  via Tolara di Sopra 50 presso la facoltà di Veterinaria a Ozzano Emilia

Foto d”archivio

Novità a Castello per nidi comunali e famiglie: apertura ad agosto su prenotazione e sconto sulle rette
Sport 24 aprile 2018

Grande successo e 20.000 presenze alla prima edizione del Motor Legend Festival. IL VIDEO

Il Motor Legend Festival ha fatto centro al primo colpo. Le 20.000 presenze nei tre giorni dichiarate dall’organizzazione hanno reso splendido il colpo d’occhio e confermato un successo che alla vigilia non era scontato, ma che, complice anche un inconsueto e invidiabile anticipo d’estate, è stato pieno e convincente. Ma a certificare la riuscita di una manifestazione così ricca di eventi dentro e fuori la pista, con gare, esibizioni, parate, incontri, tributi agli scomparsi Ayrton Senna, Jim Clark, Elio De Angelis, Ludovico Scarfiotti (con la sala conferenze sempre esaurita), presentazioni di volumi (un successone il libro dell’ingegner Mauro Forghieri sulla Ferrari e anche le pubblicazioni di Mario Donnini dedicate ad pluricampione del mondo Agostini), mostre e mercatini vari, è stata soprattutto la quantità di personaggi intervenuti, fra i quali molti ex piloti delle due e delle quattro ruote motorizzate, come Giacomo Agostini, Johnny Cecotto, Freddie Spencer, Phil Read, Carlos Lavado, Riccardo Patrese, René Arnoux, Jacky Ickx, Arturo Merzario, Emanuele Pirro, Paolo Barilla, Giancarlo Martini.

Per non parlare dell’imponente schieramento di F1 (col Ferrari Corse Clienti che l’ha fatta da protagonista), di prototipi Le Mans, di Gran Turismo, che si sono anche sfidati in pista in vere e proprie gare. E poi le leggendarie Mv Agusta 3 cilindri, le Benelli 250 e 500, la Suzuki Rg 500, le Honda 500 3 e 4 cilindri, Yamaha, Bsa, Ducati. Insomma, un grandioso schieramento di mezzi che, riempiendo interamente paddock 1 e 2 dell’Enzo e Dino Ferrari, hanno reso il Motor Legend Festival, messo in piedi magistralmente dagli organizzatori Andrea Gallignani e Vito Piarulli, simile ad un’immensa fiera del motore.

r.s.

Nella foto: Jackie Ickx alla guida della Ferrari 312B, sulla sinistra Rene” Arnoux, Guido Schittone e Paolo Barilla. Con il casco Riccardo Patrese

Grande successo e 20.000 presenze alla prima edizione del Motor Legend Festival. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 24 aprile 2018

Il musical «Billy Elliot» pronto a regalare emozioni allo Stignani di Imola

Quando, alla fine del film, usciva in scena come un cigno forte e leggiadro, le lacrime scorrevano a fiumi. Perché Billy Elliot è la classica storia di riscatto e coraggio, quella della fatica, del sudore, del crederci sempre contro tutto e tutti, del sostegno e dell’amore, della forza di volontà. E, dopo il film, anche il musical porta le stesse atmosfere: lo spettacolo diretto e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo, dopo il grande successo al teatro Arcimboldi di Milano e al teatro Sistina di Roma, arriva anche al teatro Stignani di Imola da domani fino al 29 aprile.

Prodotto da PeepArrow Entertainment e da Il Sistina, Billy Elliot, il Musical promette nuove emozioni grazie a un cast rinnovato: a vestire i panni del giovane ballerino sono tre giovani allievi dell’Accademia il Sistina, Tancredi Di Marco, Davide Fabbri e Matteo Valentini. Con loro sul palco anche Sabrina Marciano, l’insegnante di danza Mrs. Wilkinson, Luca Biagini nel ruolo del padre Jackie Elliot, Donato Altomare, che interpreta il fratello Tony, e un’orchestra dal vivo con un cast di trenta performer coreografati da Roberto Croce.

Lo spettacolo, basato sull’omonimo film di Stephen Daldry, vanta le musiche di Elton John e vede alla direzione musicale Emanuele Friello, alle scene Teresa Caruso, ai costumi Cecilia Betona e all’impianto luci Umile Vanieri. Il musical ha debuttato nel West End (Victoria Palace Theatre, Londra) nel 2005 ed è stato nominato per nove «Laurence Olivier Awards», il massimo riconoscimento europeo per i musical, vincendone ben quattro. L’incredibile successo conseguito ha fatto sì che lo spettacolo approdasse anche a Broadway nel 2008 dove ha vinto dieci «Tony Awards» e dieci Drama Desk Awards.

Biglietti: da 40 a 20 euro

r.c.

Approfondimenti su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto (di Antonio Agostini): un momento del musical

Il musical «Billy Elliot» pronto a regalare emozioni allo Stignani di Imola
Cronaca 24 aprile 2018

Teleriscaldamento, la replica di Hera a Telerimborsati: «Il confronto va fatto a parità di servizio»

Hera conferma che «un uso corretto e oculato del servizio del teleriscaldamento, comparato con i costi complessivi del gas, può determinare un risparmio». Nella nota diffusa nei giorni scorsi, Hera replica così al comitato Telerimborsati. «I temi sollevati – si legge – sono i medesimi già espressi più volte e in altre occasioni dalle stesse persone, non aggiungono nulla di nuovo e rilevante, e sui quali Hera ha già puntualmente risposto, intervenendo rispetto a informazioni fuorvianti e non corrette.

Come già evidenziato più volte, la riconversione al teleriscaldamento è quasi sempre conveniente nel caso di condomini con riscaldamento centralizzato a gas, mentre lo è sempre, sotto tutti i punti di vista, nel caso di un impianto a gasolio. Abbiamo anche sempre spiegato che per essere corretto, il confronto di costo va fatto a parità di servizio. Non si può cioè confrontare il costo del solo gas metano con il costo del servizio teleriscaldamento, non tenendo in adeguato conto, nella comparazione, i costi evitati nel caso del teleriscaldamento come quelli di acquisto e manutenzione della caldaia, e trascurando alcuni valori intrinseci al servizio come il pronto intervento 24 ore 24 tutto l’anno, la sicurezza e la comodità, le ricadute positive sull’ambiente».

Per quanto riguarda invece l’efficienza e i benefici ambientali della centrale, spiega Hera, «il teleriscaldamento da cogenerazione garantisce un rendimento energetico nel complesso più alto rispetto alle caldaie tradizionali. La centrale a ciclo combinato permette di produrre insieme energia elettrica e calore, riducendo i consumi rispetto alla loro produzione separata. Inoltre, l’impianto ha caratteristiche tecniche tali da garantire elevati rendimenti, a fronte di ridotti livelli di emissioni in atmosfera, rispettando limiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla normativa».

La centrale di via Casalegno copre circa un terzo del fabbisogno di energia elettrica del circondario imolese e circa il 20% dei consumi di calore delle famiglie del comune di Imola. «In termini di risparmio energetico medio annuo – si aggiunge – parliamo di circa 11 mila tonnellate equivalenti di petrolio. E, in termini di minori emissioni, di 84 mila tonnellate di anidride carbonica non emesse in atmosfera in un anno, quantità equivalente a quella assorbita da 600 mila alberi durante il loro ciclo vitale; di 172 tonnellate in meno di anidride solforosa; di 230 tonnellate in meno di ossidi di azoto, quantità equivalente a quella emessa da 90 mila auto diesel euro5 che percorrono 15 mila chilometri all’anno; oltre a un pressoché azzeramento dell’emissione di polveri sottili, che sono misurate in continuo con i risultati pubblicati online. Le Pm10 e le Pm 2,5 vengono inoltre monitorate trimestralmente da un laboratorio esterno, con risultati sempre inferiori al limite di rilevabilità dello strumento». «Dispiace quindi che l’utilizzo strumentale e la non corretta informazione – conclude Hera – cerchino di influenzare la percezione della gestione del teleriscaldamento, che a Imola ha favorito risultati ambientali di non poco valore». 

r.c.

Nella foto (dal sito Hera): la campagna per il teleriscaldamento

Teleriscaldamento, la replica di Hera a Telerimborsati: «Il confronto va fatto a parità di servizio»
Cronaca 24 aprile 2018

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

Il comitato Telerimborsati torna sul tema delle tariffe del teleriscaldamento. «Sono più alte rispetto ad altre municipalità. Qui il costo è di 12-13 centesimi per kilowattora; altrove, invece, è di 7-8 centesimi» sostiene Massimo Bolognesi, l’ingegnere incaricato dal comitato di analizzare costi e convenienza.

Nel 2016, una palazzina di 6 appartamenti nei pressi della piscina comunale Ruggi si è staccata dalla rete del teleriscaldamento, passando al gas metano. Si tratta del secondo caso a Imola, dopo quello del condominio in via San Francesco staccatosi nel 2013. Come già fatto la prima volta, anche in questo caso il comitato ha presentato i dati dell’intervento, il tutto per dimostrare che il passaggio al gas metano consente comunque un risparmio di almeno il 30%. «Il secondo intervento di distacco dalla rete, con installazione di una caldaia da 35 kilowatt – dettaglia Bolognesi – ha avuto un costo complessivo di 13.096 euro. Sull’anno di riferimento, con tariffa binomia, quella applicata da Hera sino al distacco dell’impianto, la spesa del teleriscaldamento sarebbe stata pari a 8.198 euro. La spesa a gas metano, invece, è stata di 5.361 euro, con un risparmio del 34,6 per cento. Fra detrazioni fiscali e costi di manutenzione, nel complesso i costi gestionali si riducono di circa 4 mila euro all’anno, consentendo di recuperare l’investimento in circa 3,2 anni».

Secondo Bolognesi «il maggior costo applicato, consente a Hera di tenere bassi sul mercato i prezzi di gas ed energia elettrica, a scapito degli utenti del teleriscaldamento».Anche per quanto riguarda l’impatto ambientale della centrale di via Casalegno Bolognesi obietta, basandosi sui dati della Dichiarazione ambientale 2016 di Hera: «L’energia termica prodotta per il teleriscaldamento è solo il 19 per cento del totale, inferiore anche alle emissioni al camino, che sono il 35 per cento. Serviva una centrale più efficiente, con meno dispersioni» chiosa.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: Massimo Bolognesi

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»
Imola 23 aprile 2018

#ElezioniImola2018, Vediamoci chiaro chiede ai candidati l'impegno scritto: no alla discarica, sì al porta a porta

La campagna elettorale per le amministrative del 10 giugno entra nel vivo. Dopo volti e nomi dei candidati sindaco (sette, ad oggi) spuntano solo dichiarazioni sui programmi.

Il comitato Vediamoci chiaro prova a far scoprire le carte chiedendo apertamente ai «candidati sindaco di sottoscrivere, e alle forze politiche di mettere integralmente nel programma elettorale» una serie di impegni sul tema a loro caro, ovvero la chiusura della Tre Monti e una diversa gestione dei rifiuti. «Poi informeremo i cittadini e li inviteremo a votare esclusivamente le forze politiche che avranno preso questi impegni» hanno detto all’unisono.

Quali sono gli impegni? Primo la chiusura, messa in sicurezza e bonifica della discarica Tre Monti di Imola; poi l’affidamento ad una propria società pubblica la gestione dei rifiuti togliendola ad Hera; l’adozione tramite delibera della strategia rifiuti zero in accordo con l’associazione Zero Waste Italy e la Rete Rifiuti Zero Emilia Romagna (che prevede la raccolta differenziata porta a porta), infine «far valere le proprie quote in Hera per modificare le politiche di questa società verso la strategia rifiuti zero e mettere ai vertici dell’azienda esperti che condividono tale strategia».

In teoria non vi sono preclusioni politiche ma «è chiaro che non ci fidiamo nel modo più assoluto delle forze che fino ad oggi hanno governato la città, viste le forti azioni in direzione opposta a quanto da noi auspicato» dicono. «La Tre Monti è stata vista come la cassaforte del Comune. Ora basta». (l.a.) 

Nella foto i rappresentati del comitato Vediamoci chiaro Alfredo Sambinello di Legambiente, Natale Belosi dell’Ecoistituto Faenza e Zero Waste Italy, Cinzia Morsiani di Panda Imola e Marco Stevanin, ingegnere ambientale tra i sostenitori della lista Focus per Imola che appoggia il candidato sindaco del centrodestra Giuseppe Palazzolo

#ElezioniImola2018, Vediamoci chiaro chiede ai candidati l'impegno scritto: no alla discarica, sì al porta a porta
Sport 23 aprile 2018

Calcio, intervista all'imolese Daniele Ferri dopo l'operazione al ginocchio. «Vorrei più giocatori di Imola in rossoblù»

C’è poco da fare, quando l’Imolese in campionato incrocia la Pianese, sono sempre e solo dolori. Lo scorso anno furono Mammetti e Golfo a fare male ai rossoblù, domenica 15 aprile, invece, è stato di nuovo Golfo a ripetere ciò che all’andata era riuscito a Daniele Ferri, ovvero battere Rossi e consegnare un risultato positivo ai bianconeri amiatini.

Stavolta però, contrariamente alla fine di novembre, Daniele Ferri non era in campo, anzi era nei primi giorni della convalescenza post operatoria dopo la rottura del collaterale rimediata contro la Colligiana. «Mi sono operato a Faenza il giovedì prima della gara con l’Imolese – dichiara il centravanti imolese, che ha fatto armi e bagagli da Piancastagnaio per restare ora a casa a Imola – ed è andato tutto bene: ora mi attendono 2-3 mesi di rieducazione con Marco Cola («mago» romagnolo per i giocatori che devono recuperare da lunghi infortuni, nda) poi fra 4-5 mesi potrò tornare in campo».

Questo infortunio davvero non ci voleva.

«Le cose stavano andando per il meglio, avevo segnato 10 gol ed ero riuscito a trovare lo spazio che cercavo per provare a tornare nei professionisti e c’era già qualche squadra che si era interessata alla mia situazione».

Un girone che ha visto il Rimini tagliare il traguardo a braccia alzate, lasciando all’Imolese la possibilità di chiudere «solo» al secondo posto.

«Non mi aspettavo questo finale: per me l’Imolese ha un organico superiore al Rimini e i biancorossi a livello di gioco non mi hanno assolutamente impressionato, anche se hanno fatto qualcosa di grande a livello di continuità di risultati».

Ai rossoblù quindi cosa può essere successo?

«Le sono girate male parecchie cose, basti pensare ai tanti infortuni che hanno avuto in attacco Ferretti e Titone e poi anche Belcastro nel girone di ritorno ha saltato 7 partite: ad Imola in questi anni si è alzata molto l’asticella ed anche il fatto che i gol segnati da Ferretti siano considerati qualcosa di normale o di sottotono rispetto al previsto, lo fa capire».

Si può mettere una… pezza?

«Adesso l’Imolese deve provare a vincere i play-off e può farcela, poi magari si penserà al ripescaggio e potrebbe risentirsi l’attaccamento della città alla propria squadra, anche passando dalla presenza di giocatori di Imola con la maglia rossoblù. Ho sempre in mente la partita di andata: quando segnai, ci fu più esultanza per il mio gol da parte dei miei amici che per il gol con il quale l’Imolese pareggiò quella partita…».

an.mir.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto (Isolapress): da sinistra, Daniele Ferri dopo l”intervento al ginocchio. A destra lo stesso Ferri al Galli in un contrasto con Torta

Calcio, intervista all'imolese Daniele Ferri dopo l'operazione al ginocchio. «Vorrei più giocatori di Imola in rossoblù»
Cultura e Spettacoli 23 aprile 2018

Le danze orientali come sport, intervista alle campionesse Gaia Chillo e Giulia Guccini

A differenza di quanto si potrebbe pensare, la danza orientale non è un ballo esclusivamente singolo: per sei anni negli ultimi sette, cioè dal 2011 e fino allo scorso anno (ad eccezione del 2014), le castellane Gaia Chillo e Giulia Guccini si sono laureate campionesse italiane di Oriental dance duo della Fids, Federazione italiana danza sportiva.

Si tratta di una disciplina agonistica basata sui molteplici fondamenti delle diverse discipline orientali e premia la coreografia e la sincronizzazione della coppia. “Oriental dance è una disciplina culturale oltre che sportiva – spiega Chillo – che valuta non solo la bravura tecnica ma anche la contestualità di costumi ed accessori”. Per tre anni, dei sette di medaglie, le due hanno vinto il primo premio con coreografie e costumi ideati da loro stesse, così come anche l’anno scorso quando hanno trionfato con lo show oriental dance ispirato al film Memorie di una geisha.

Come nasce una così grande passione per la danza orientale?

«Entrambe balliamo da quando eravamo adolescenti, condividiamo la stessa passione anche perché siamo amiche fin dalla nascita – racconta Guccini –. Prima abbiamo imparato i balli latino-americani e poi ci siamo date al sincro moderno, disciplina coreografica. Per scherzo abbiamo seguito le nostre mamme, anche loro amiche, ad un corso di danza del ventre e dopo la diffidenza iniziale ci siamo appassionate. Così dal gioco siamo passate all’agonismo».

Cosa cambia fra ballare per gioco e ballare come una vera disciplina sportiva?

«Amiamo la danza a prescindere – precisa Chillo – ma ballare come disciplina aggiunge una sfida nella sfida: da un lato devi imparare alla perfezione le tecniche, i movimenti e il contesto, che nella danza orientale è oggetto di valutazione perché all’interno della stessa materia vi sono molteplici sfumature. Poi devi dare sfogo alla fantasia per realizzare la tua personalissima esibizione ed interpretazione di una cultura ricca e stimolante come quella orientale. Per ogni coreografia, da quando abbiamo iniziato a idearle da noi, va scelta la musica giusta, i movimenti e i passi indicati, l’abbigliamento più idoneo e gli eventuali accessori permessi a seconda del grado di esperienza della competizione. Avendo avuto entrambe una formazione di balli moderni, nelle nostre prime esibizioni, ad esempio, peccavamo di spettacolarità, mentre la danza orientale è una disciplina più composta e questa sua caratteristica fa parte dell’arte che è. Abbiamo dovuto trovare la giusta via di mezzo fra espressività e imperturbabilità».

Essere grandi amiche vi ha aiutato?

«Senza dubbio – concordano –. Caratterialmente siamo i due lati della stessa medaglia, ci compensiamo a vicenda, ci stimoliamo e ci diamo forza quando serve. Abbiamo raggiunto un tale livello di complicità che ci capiamo con uno sguardo, cosa che aiuta sia a ideare coreografie buone, sia ad improvvisare».

Quali difficoltà avete trovato nel vostro percorso?

«Provenendo dai balli moderni, nelle discipline orientali ci siamo scontrate con differenze importanti: ad esempio il tempo di ritmo e movimento non è strettamente cadenzato come in altri stili, dove a percussione corrisponde passo. Nel ballo orientale è tanto importante seguire il tempo quanto la melodia, in un certo senso devi lasciarti trasportare. Questo rende il sincro ancora più complesso ma anche emozionante, e non c’è cosa più bella di fare qualcosa che ti emoziona con qualcuno che ti emoziona – ammette Chillo –. È proprio perché si tratta di una disciplina emozionante che riesce ad emozionare lo spettatore».

Nella vita, oltre a ballare per passione, studiano e lavorano. Giulia, ventiquattrenne, è laureata in Scienze motorie e sta frequentando la magistrale per specializzarsi nell’ambito riabilitativo; inoltre è istruttrice in palestra ed insegnante di ginnastica. Gaia Chillo, venticinquenne, si sta invece preparando per fare l’insegnante della scuola dell’infanzia e lavora contemporaneamente in un asilo nido e un pub.

«Crescendo aumentano gli impegni – non nascondono le ballerine – e proprio recentemente si è sciolto il gruppo di danze orientali della scuola Ballando Ballando, nel quale eravamo ormai solo in cinque a continuare lo studio della disciplina. Come spesso accade, forse per colpa delle mode che cambiano, qualche anno fa eravamo molte di più a praticare danze orientali».

«Ma da esperta di scienze motorie voglio consigliare le danze orientali per i molteplici benefici che la danza del ventre può donare alla mobilità articolare e alla spina dorsale – aggiunge Guccini –. Non solo può migliorare fisicamente i piccoli dolori della schiena, ma dal punto di vista mentale, rilassa e dona una maggiore consapevolezza corpo-mente».

«Noi comunque non vogliamo assolutamente abbandonare la danza orientale, ma per quest’anno non gareggeremo – concludono –. Ci prendiamo un anno sabbatico e poi torneremo in pista per sport, passione, amicizia».

mi.mo

Nella foto: le due ballerine ai campionati italiani a Rimini nel 2013

Le danze orientali come sport, intervista alle campionesse Gaia Chillo e Giulia Guccini

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