News

Cronaca 16 luglio 2018

TaxiRail, il taxi ferroviario autonomo pensato dall'ingegnere di Castel del Rio Federico Bernabei

L’idea, va detto, non è di facile e immediata attuazione, ma ha un potenziale rivoluzionario. E sarebbe di certo il sogno dei tanti pendolari costretti a passare parte delle loro giornate in viaggi spesso scomodi e sovraffollati, attese e contrattempi a catena dovuti a ritardi imprevisti. L’idea in questione è di Federico Bernabei, trentatreenne di Castel del Rio, che nel 2011 si è laureato in Ingegneria del veicolo all’Università di Modena. Dopo la laurea ha lavorato per alcuni anni in Germania, dove è stato anche progettista per la Hyundai Motorsport.

I veicoli ad altissima efficienza energetica sono la sua passione e cinque anni or sono ha cominciato a dare forma alla sua idea. L’ingegnere ha infatti immaginato e progettato un sistema di trasporto su binari alternativo al treno, pensato per ospitare piccoli nuclei di persone (fino a 6) o anche merci. Il nome, ancora provvisorio, è TaxiRail e sintetizza in parte le principali caratteristiche del progetto: un taxi ferroviario autonomo con servizio a chiamata, disponibile 24 ore su 24 e prenotabile attraverso una App, a minor consumo e impatto ambientale rispetto a un normale treno, che verrebbe sostituito da piccoli e aerodinamici veicoli elettrici, pronti a partire in qualsiasi momento, in grado di coprire la distanza, ad esempio, fra Imola e Bologna in 12 minuti senza fermate intermedie e a una velocità che può raggiungere i 200 chilometri orari, con costi inferiori rispetto a quelli di un normale biglietto ferroviario. «Il mio obiettivo – così Bernabei spiega da dove è nata l’idea – era riuscire a progettare il veicolo più efficiente possibile su rotaia e a farne un mezzo di trasporto di massa. Ho voluto attaccare l’assioma “treno”, un concetto rimasto lo stesso per oltre 150 anni; sono convinto che oggi si possa fare di meglio e ho voluto dimostrarlo. Le tecnologie sono quelle attuali, per cui, in teoria, il progetto è già applicabile».

A mancare, in pratica, sono i costosi investimenti che servirebbero per costruire le infrastrutture ad hoc, necessarie al sistema di trasporto: veicoli, binari, linee, stazioni. Per realizzare una linea a binario singolo servono investimenti ingenti (almeno 5 milioni di euro a chilometro), «ma sarebbe comunque meno costosa e impattante rispetto a una normale ferrovia – precisa l’ingegnere -. Questo sistema è molto ambizioso – ammette poi – e dovrebbero essere i Governi a scegliere di investire su un’opera di questo tipo. Se in Europa è molto difficile, credo sia attuabile nei Paesi che stanno facendo nuove infrastrutture, come gli Emirati Arabi o la Cina. Un altro ambito di applicazione potrebbe essere la connessione versatile fra aeroporti e terminal. Oppure TaxiRail potrebbe essere realizzato, in via sperimentale, per la conversione di reti ferroviarie obsolete, improduttive o inutilizzate».

Ad oggi, non a caso, l’Università di Modena sta valutando la possibilità di avviare uno studio di fattibilità per applicare questo sistema sulla linea ferroviaria Modena-Sassuolo, sottoutilizzata mentre il traffico automobilistico lungo la vicina statale cresce ogni giorno di più. «Se si riuscisse a realizzare un progetto pilota – aggiunge – i vantaggi rispetto al sistema ferroviario tradizionale sarebbero evidenti. In questa fase – conclude Bernabei – sono alla ricerca di altri collaboratori, soprattutto nel settore marketing e business development, per proporre l’idea in giro per il mondo. Una sfida, che lancio a più persone possibili».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: l”ingegnere Federico Bernabei

TaxiRail, il taxi ferroviario autonomo pensato dall'ingegnere di Castel del Rio Federico Bernabei
Cronaca 16 luglio 2018

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione

L’Ausl di Imola sta visitando a tappeto tutte le strutture residenziali autorizzate al funzionamento che ospitano anziani, le famose cra. Siano esse pubbliche, private o accreditate. Sono controlli per valutare i requisiti e la qualità dell’assistenza. Analoghi controlli, ma per censire la situazione e riscontrare eventuali criticità, stanno coinvolgendo le case-famiglia con capienza fino a sei posti letto. Complessivamente si tratta di 29 case di riposo e 8 case-famiglia.

«L’attività sulle strutture autorizzate è iniziata ad aprile e si completerà in un triennio, come previsto dal progetto proposto in accordo con i dieci Comuni del Circondario imolese» spiega Gabriella Martini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl. La Regione ha stanziato circa 12.300 euro euro per il primo anno, «mentre i due anni successivi saranno finanziati in base al programma delle attività da svolgere». Per quanto riguarda le case-famiglia, invece, la verifica è stata avviata l’anno scorso su richiesta della Regione stessa, e dovrà essere completata entro il 2018.  

«Dopo l’autorizzazione o l’accreditamento di fatto non vediamo più queste strutture, a meno che non vi siano segnalazioni di problematicità da parte del Comune, di un parente o delle forze dell’ordine. Però si tratta di un servizio potenzialmente a rischio vista l’utenza fragile – motiva Martini -, secondo noi occorreva coprire questo “buco”, da qui la nostra proposta che è piaciuta alla Regione tanto da erogare le risorse aggiuntive per metterla in atto». Le visite dei tecnici, tra l’altro, avvengono in «orari non convenzionali, cioè di sera oppure la domenica» chiarisce Martini. «Ad oggi ne abbiamo controllate quattro e non abbiamo trovato difformità tali da pregiudicare il funzionamento della struttura – sottolinea Martini -, solo qualche problema di pulizia oppure ritardi nella manutenzione straordinaria per una porta rotta oppure il rivestimento di un bagno da sistemare. Si tratta di violazioni sanabili, per cui abbiamo chiesto delle prescrizioni di adeguamento ma nessuna sanzione o richieste di chiusura».

Situazione tranquilla anche sul fronte delle case-famiglia. «L’anno scorso ne abbiamo visitata una a Castel del Rio e tre a Imola, quest’anno stiamo procedendo con le rimanenti – spiega Martini -. Fino ad ora non abbiamo riscontrato non conformità tali da dover sospendere l’attività. Abbiamo, però, segnalato alla Regione alcuni elementi che noi riteniamo siano da considerare con attenzione per le prossime stesure normative. Tra questi c’è la qualifica degli operatori, perché in alcune realtà il gestore è un infermiere mentre in altre cono persone che hanno sempre fatto altro nella vita. Tutto questo ad oggi non è vietato, vedremo come si orienterà in futuro la Regione…». Per queste strutture, infatti, non esistono parametri di riferimento se non quello del numero massimo degli ospiti (6 posti) e i requisiti minimi di igiene e conformità (come l’impianto elettrico e termico) ma la Regione ha intenzione di metterci mano a breve. (l.a. ) 

Altri particolari negli articoli sul “sabato sera” in edicola dal 21 luglio. 

Nella foto Gabriella Martini

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione
Economia 16 luglio 2018

La Cti cambia i vertici, guarda verso Bologna e punta sui lavori stradali

Cambio al vertice di Cooperativa Trasporti Imola. Dallo scorso maggio Luca Montroni è subentrato a Fabio Piancastelli nel ruolo di presidente, dopo la conclusione del suo mandato triennale. Anche il Consiglio di amministrazione a cinque si è rinnovato con l’ingresso per la prima volta nella storia della cooperativa (fondata nel 1930) di una donna, Eva Bolognesi, impiegata amministrativa. Oltre a lei, new entry è Massimo Zanelli, mentre Patrick Pagani (vicepresidente) e Giuliano Camorani facevano parte anche del precedente Cda. «C’è stato un ricambio importante – spiega il neopresidente – anche se in realtà il passaggio di consegne è stato soft, perché i predecessori sono ancora in azienda e sono un valore aggiunto per il nuovo Cda. Il cambiamento è stato condiviso e metabolizzato, aspetto questo molto positivo per la cooperativa».

Classe 1976, Montroni lavora in Cti da 23 anni. «E’ stato il mio primo lavoro – racconta – subito dopo il diploma di geometra all’Istituto Paolini. La mia classe è stata la prima a concludere questo corso, prima non presente a Imola». Negli anni Montroni ha ricoperto diverse mansioni. «Operaio di cantiere – elenca – addetto al carico dell’impianto calcestruzzo, addetto all’ufficio qualità nel laboratorio, infine funzionario commerciale. In questo ruolo seguivo la vendita di materiali inerti, dei conglomerati bituminosi, dei calcestruzzi e i preventivi per la realizzazione di strade, opere di urbanizzazione e i lavori infrastrutturali. Lo rifarei, perché mi è stato utile sia a livello professionale, per capire la cooperativa a 360 gradi, sia personale per il rapporto con tutti i colleghi. In questo modo si riescono a percepire e capire tutte le sfumature che stanno dietro a ogni tipologia di lavoro».

Oggi la cooperativa di via Ca’ di Guzzo conta un centinaio di dipendenti, di cui circa 60 soci. Negli ultimi mesi sono entrati in organico una decina di nuovi addetti. Dopo anni difficili, si torna a crescere. Le attività storiche sono strettamente legate a questo settore e comprendono l’estrazione e la lavorazione di ghiaia, il trasporto e la vendita di materiali inerti provenienti dai cantieri che Cti ha presso le frazioni imolesi di Zello e Linaro, in via Sbago, e a Castel San Pietro, in via Viara, la produzione di conglomerati bituminosi (asfalto) e conglomerati cementizi (calcestruzzo). Nel 2004 si sono aggiunti i lavori stradali e, dal 2014, quelli infrastrutturali, entrambi per cantieri pubblici e privati, nei quali Cti esegue in prevalenza opere di sbancamento e realizzazione di sottofondi stradali, piazzali e fognature e dove oggi sono impiegati circa 30 addetti. Una fetta di lavoro, quest’ultima, che oggi va a coprire circa il 35% del fatturato. «Nel 2008 il nostro fatturato era di circa 30 milioni di euro – dettaglia Montroni -. Con la crisi si è quasi dimezzato. Nel 2017 è stato di circa 17 milioni, in linea con gli ultimi anni. La Cesi era il nostro primo cliente e soprattutto dopo la sua messa in liquidazione (avvenuta quattro anni fa, Ndr) abbiamo cercato di differenziare ancor di più il nostro “core business”, puntando molto sul settore delle infrastrutture. Una fetta di mercato che prima non coprivamo, proprio perché c’erano altre aziende. E’ invece ancora ferma la nostra parte immobiliare, che si occupava della costruzione di capannoni o villette su terreni di nostra proprietà. In questo settore non vediamo ancora la ripresa».

Nel futuro prossimo della cooperativa c’è l’impegno a sviluppare ancor di più il settore dei lavori stradali e delle infrastrutture. In questa direzione va anche l’ultimo investimento fatto in ordine di tempo: l’acquisizione, avvenuta lo scorso novembre, di un impianto per la produzione di conglomerati bituminosi a Ponte Rizzoli, a Ozzano Emilia. «E’ un investimento pensato nel 2015 in periodo di piena crisi – spiega – per cercare di mantenere il nostro mercato e di espanderlo verso il bolognese, dove avevamo già qualche cliente. Puntiamo a vendere servizi e prodotti di qualità, pertanto stiamo continuando a investire in ricerca e sviluppo con il nostro laboratorio analisi, presente nel cantiere di Linaro, per prodotti ecologicamente compatibili e per una maggior cura dell’ambiente. Siamo consapevoli che i lavori che dovrebbero partire a breve per la quarta corsia dell’autostrada e, forse, nell’asse attrezzato per il completamento della bretella, rientrano nel nostro raggio d’azione. Per cui, direttamente o indirettamente, potremmo averne qualche beneficio».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: il nuovo cda della cooperativa con, da sinistra, Massimo Zanelli, Patrick Pagani (vicepresidente), Luca Montroni (presidente), Eva Bolognesi e Giuliano Camorani

La Cti cambia i vertici, guarda verso Bologna e punta sui lavori stradali
Cronaca 16 luglio 2018

I vini di Tre Monti e Merlotta premiati tra le migliori Albana della Romagna

Nei giorni scorsi a Casa Spadoni di Faenza si è svolta la premiazione delle migliori Albana della Romagna, individuate da una giuria d’esperti e dal pubblico in piazza. Due i riconoscimenti assegnati: l”Albana Dèi ai migliori Romagna Albana Docg di tipologia secco e L’Indigeno del Cuore premio Valter Dal Pane. 

Ad aggiudicarsi la prima posizione nella categoria Albana Dèi è stato “Cinquecento” 2017 di Tenuta Diavoletto di Bertinoro, seguito da “Valleripa” di Tenuta Casali di Mercato Saraceno e “Fondatori GP” dell”azienda agricola Merlotta di Imola, entrambe annata 2017.

Nella sezione L’Indigeno del Cuore, invece, si è imposto “Vitalba” 2017 dell”azienda agricola Tre Monti di Imola, seguito da “Amedeo” 2016 di Zavalloni Stefano di Cesena e “Fiorile” 2017 di Fondo San Giuseppe di Brisighella.

La selezione delle Albana si è svolta in due momenti fra maggio e giugno. Il primo riservato alla giuria tecnica – composta da critici delle principali guide del settore, esperti enogastronomici, sommelier professionisti e commerciali vino – che ha degustato alla cieca i 48 vini in concorso determinando la classifica dell’Albana Dèi e selezionando i finalisti che hanno poi affrontato anche il giudizio popolare (oltre 250 votanti) per determinare la classifica de L’Indigeno del Cuore.

Nella foto premiati e organizzatori

I vini di Tre Monti e Merlotta premiati tra le migliori Albana della Romagna
Cronaca 15 luglio 2018

Tre giovani romagnoli in un «coast to coast» a piedi dell'Italia per sostenere i progetti di Montecatone

Tre giovani romagnoli: Alan Lucarelli, Lucio Tamburini e Marco Bazzotti, hanno iniziato lunedì 9 luglio la loro avventura. Percorreranno 300 km a piedi per sostenere i progetti dell’ospedale di riabilitazione di Montecatone. «Quando mio fratello è stato ricoverato per mesi in ospedale, dopo un brutto incidente in bici, ed è uscito, ho deciso di fare una promessa: attraversare a piedi l’Italia, coast to coast». Sono le parole di Lucarelli, l’ideatore del progetto, che vive a Riccione.

La partenza è stata dal porto di Rimini e, dopo 12 tappe, il terzetto arriverà a Marina di Pisa (sabato 21 luglio). Ad ogni tappa incontreranno i pazienti che hanno ripreso in mano la loro vita e il loro futuro dopo aver fatto un lungo percorso riabilitativo proprio grazie al periodo trascorso all’Istituto di Montecatone di Imola, specializzato nella riabilitazione delle persone con gravi lesioni spinali e cerebrali. La raccolta fondi, sia in maniera classica sia online, punta a finanziare la Fondazione e tutti i suoi progetti tra i quali c’è anche l’annuale manutenzione di un esoscheletro, uno strumento che aiuta le persone paraplegiche e tetraplegiche a fare riabilitazione.

Si può seguire la camminata sulla pagina Facebook denominata «Trekking Romagna per Montecatone».

r.c.

Nella foto: da sinistra Alan Lucarelli, Marco Bazzotti e Lucio Tamburini

Tre giovani romagnoli in un «coast to coast» a piedi dell'Italia per sostenere i progetti di Montecatone
Sport 15 luglio 2018

Basket Over 65, quinto posto agli Europei di Maribor per l'Italia allenata da Tullio Chiocciola

L”imolese Tullio Chiocciola è stato chiamato per allenare la nazionale italiana Over 65 ai campionati europei di basket a Maribor, in Slovenia, vista l’indisponibilità del coach titolare: Gianni Trevisan. «Ci siamo allenati qualche volta in giro per l’Italia e siamo partiti per la Slovenia – ricorda lo Zione -. Il leader dellas quadra azzurra era Roberto Quercia, abbiamo battuto la Germania B e perso dalla Russia, un autentico squadrone che poi ha vinto la competizione, schierando anche l’oro olimpico di Monaco 1972, Zharmukhamedov».

Gli azzurri hanno poi perso contro la Lituania e infine contro la Germania A (di un solo punto) per il bronzo. Dunque quinto posto finale e tanti ricordi, incontrando pure vecchi amici passati un bel dì per Imola, come «Nane» DeAngelis, Mario Porto, Roberto Gianni e altri, che facevano parte delle varie selezioni di altre età.

r.s.

Nella foto: la nazionale italiana di basket Over 65 allenata da Tullio Chiocciola (in piedi al centro)

Basket Over 65, quinto posto agli Europei di Maribor per l'Italia allenata da Tullio Chiocciola
Cultura e Spettacoli 15 luglio 2018

Jin Ju apre domani i concerti dell'Imola Summer Piano Academy & Festival che porta a Imola 200 giovani talenti

Due settimane di alta formazione musicale e di concerti che porteranno nella città i migliori giovani talenti da tutto il mondo. È l’Imola Summer Piano Academy & Festival, che giunge alla settima edizione: organizzato dall’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola, dal 16 al 30 luglio vedrà più di duecento ragazzi e ragazze arrivare a Imola da tutto il mondo per partecipare alle lezioni tenute durante il giorno dagli insegnanti dell’ente di formazione musicale d’eccellenza che ha sede nella Rocca sforzesca, mentre alla sera sono previsti concerti ad ingresso gratuito.

Contrariamente agli scorsi anni, non si terranno nel cortile di palazzo Monsignani ma al teatro dell’Osservanza: «È un’esigenza nata per via delle nuove norme di sicurezza – spiega Franco Scala, direttore dell”Accademia -: nel cortile di palazzo Monsignani non avremmo potuto ospitare più di duecento persone, ma sono molti di più gli spettatori interessati ai concerti del festival». Il teatro dell’Osservanza, infatti, ha più di quattrocento posti ed è anche dotato di aria condizionata. Quest’anno al festival c’è una collaborazione forte tra l’Accademia e la Nuova scuola di musica comunale Vassura Baroncini. «Abbiamo già una convenzione con l’Accademia per cui le aule della scuola sono a disposizione degli allievi dell’Accademia che vogliono provare – spiega Luca Rebeggiani, direttore dei teatri imolesi e della scuola di musica -, e lo stesso accadrà durante l’Imola Summer Piano. In più la scuola ospiterà un concerto, nel pomeriggio del 26 luglio».

I concerti, appunto. Si terranno alle 21.30 e, quasi tutti, al teatro dell’Osservanza. L’inaugurazione sarà domani, lunedì 16 luglio, è affidata alla pianista cinese Jin Ju. La sera dopo si terrà il concerto cameristico su «Chausson e l’impressionismo francese» preceduto alle 20.30 dalla consegna della Lucerna d’oro, premio per arte, cultura e spettacolo promosso dall’associazione culturale «Giuseppe Scarabelli» di Imola, dedicato da quest’anno all’ideatore Valerio Berardi scomparso nel 2017, e assegnato ai ceramisti Bertozzi & Casoni e agli attori Lucia Ricalzone e Giorgio Barlotti. Mercoledì 18 luglio Andrea Bacchetti e Michele Di Toro si muoveranno dalla classica al jazz, giovedì 19 si esibirà Ziqi Fang, venerdì 20 il pianista Alessandro Marino darà vita a un programma virtuosistico e funambolico, sabato 21 e lunedì 23 saliranno sul palco i migliori talenti del festival, domenica 22 ci sarà un concerto a due pianoforti con André Gallo e Igor Roma. Martedì 24 si terrà un concerto di lirica e musica vocale da camera (preceduto alle 18.30 da una conferenza-concerto alla Rocca sulla «opera a chiave Kramerspiegel» di Richard Strauss). Mercoledì 25, nella sala Mariele Ventre, si esibiranno il chitarrista Giuseppe Buscemi e il pianista Gianni Bicchierini, mentre il 26 ci si sposta alla Scuola di musica alle 18.30 con la violinista Slawomira Wilga e la pianista Marianna Tongiorgi, e si torna al teatro in serata con William Chen e i suoi giovani talenti. Venerdì 27 si esibiranno le pianiste Eleonora e Beatrice Dallagnese per i 130 anni della Croce Rossa, sabato 28 si terrà il concerto cameristico per archi con il primo violino della Royal Opera House di Londra Peter Manning e gli allievi del Dipartimento di archi dell’Accademia.

Domenica 29 e lunedì 30 saranno riservati al Premio Città di Imola, assegnato agli allievi più talentuosi del festival: domenica alle 17 ci sarà la finale con partecipazione del pubblico alle votazioni, lunedì alle 21.30 la cerimonia con concerto e assegnazione del Premio (in palio un montepremi di 20mila euro offerti da istituzioni e privati cittadini, comprensivo del Premio al Talento «Florence Daniel Marzotto» donato da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della Contessa Florence, e dei premi dedicati al «M° Umberto Micheli e Lelia Magistrelli» messi a disposizione dal presidente dell’Accademia di Imola, Francesco Micheli). (s.f.)

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti. Info: 0542/30802 o www.imolasummerpiano.com

L”articolo completo è su «sabato sera» di giovedì 12 luglio

Nella foto Jin Ju, che inaugura l”Imola Summer Piano Academy & Festival

Jin Ju apre domani i concerti dell'Imola Summer Piano Academy & Festival che porta a Imola 200 giovani talenti
Cultura e Spettacoli 15 luglio 2018

Marco Travaglio sul palco della festa de La Centrale nel lungofiume

Questa sera sul palco del La Centrale – Imola Summer Fest, la festa organizzata dall”associazione App & Down nel lungofiume, arriverà Marco Travaglio con il suo spettacolo «Slurp – Lecchini, Cortigiani & Penne alla Bava».

Il direttore de Il Fatto Quotidiano, giornalista specializzato in giudiziaria, un passato come collaboratore del Giornale per poi passare a La Voce di Montanelli, in seguito a Repubblica e come editorialista a l’Unità, tra le altre cose, per poi approdare nel 2015 a Il Fatto Quotidiano, da sempre è agguerrito censore dei politici. Attivo anche in tv, si è dedicato anche a monologhi di teatro civile. Nel suo ultimo spettacolo, l’obiettivo dichiarato, e come sempre volutamente polemico, è «la stampa al servizio dei potenti che ci hanno rovinati», con la partecipazione di Giorgia Salari per la regia di Valerio Binasco. 

La Centrale entra così nell’ultima settimana, ogni sera con concerti e spettacoli. Il programma completo sul sito www.lacentrale.tv e ogni giorno sull’app gratuita AppU Imola. (l.a.)

Marco Travaglio sul palco della festa de La Centrale nel lungofiume
Sport 14 luglio 2018

Mondiale motocross, a Imola cresce l'attesa con la rievocazione storica e i filmati inediti di Luciano Costa. IL VIDEO

Certe volte il caso si diverte a incastrare storie e anni in maniera inimmaginabile. Ed è così che il caso ha voluto far coincidere il ritorno del grande motocross a Imola, in programma dal 28 al 30 settembre, col 70º anniversario della prima gara che si disputò alle Acque Minerali nel 1948. Scadenza temporale perfetta, dunque, per celebrarlo degnamente. Come? Organizzando una rievocazione storica ancora più ricca di quelle viste recentemente. E a cogliere la palla al balzo non poteva che essere Luciano Costa, che con la tempestività che gli è propria in pochi mesi ha creato le basi per la sua quinta rievocazione.

E per rendere piacevole l’attesa, ha pensato di postare su Youtube e su Facebook alcuni interessanti filmati a colori con immagini di gare disputate a Imola negli anni ’60. I video si possono vedere su Youtube digitando «motocross a Imola 1963 e 1964»; e su Facebook sulla pagina «Imola Mxgp 1948 – 2018 The Great Return». «Questa straordinaria sovrapposizione fra il 70º anniversario della prima corsa di motocross e il mondiale Mxgp, mi ha suggerito l’idea dei filmati – ha spiegato Costa -. E c’è anche un terzo video, Imola Mxgp il grande ritorno, dove si vedono alcune immagini dell’epoca, quella di Tony Cairoli che vince, e la ruspa che lavora all’interno della Rivazza per sistemare la collina e ricavarne una parte del percorso».

Come ti sei procurato i filmati?

«Sono in formato Super 8, girati allora da imolesi appassionati di motocross che me li hanno dati e che io ho fatto digitalizzare. Quello del ’63, in un giorno ha registrato più di 500 visualizzazioni. Erano filmati muti e per renderli più fruibili ed emozionati bisognava sonorizzarli. Un lavoro lungo, che ho fatto riprendendo i suoni delle nostre rievocazioni, cercando di abbinare il rombo delle moto storiche a quelle che appaiono nelle immagini. Ne sto sistemando altri che vedrete prima dell’evento. Metterò anche video relativi alle quattro rievocazioni storiche organizzate dal 2010. Perché se dopo 52 anni il motocross è tornato a Imola, nella sua sede d’origine, lo si deve anche al successo delle rievocazioni».

Sarà una rievocazione diversa dalle altre. Come si articolerà?

«Il format dell’Asi Motocross Show cambierà perché quest’anno devono convivere due anime: quella moderna e quella d’epoca. La concomitanza fra il 70º anniversario e il Mondiale ha creato la fila fra i collezionisti che vogliono venire. Stavolta ci sono anche quelli che gli anni scorsi si erano tirati indietro. L’evento sarà amministrato dal Crame e verrà organizzato in collaborazione con Formula Imola, che ci metterà a disposizione la terrazza attigua al museo Checco Costa per consentirci di organizzare una hospitality per gli ex campioni, ma anche per le 90 moto da cross in mostra che abbracceranno un arco temporale che va dal ’48 al ’98. Non mancheranno Torsten Hallmann, Rolf Tibblin, Jeff Nilsson, Kenneth Lundin, Derek e Donald Rickman, e tanti altri, fra i quali gli italiani Ostorero, Cavallero e Forni. Si partirà dall’autodromo, arrivando prima in via Romeo Galli davanti al Bar Renzo, dove nel ’48 ci fu la partenza della prima gara di motocross a Imola, e poi nel centro storico. L’idea è di ripetere la sfilata anche il sabato sera».

Per quello che riguarda la pista dove si correrà il Mondiale, sono iniziati i lavori di costruzione, in vista dell’ultimo week-end di settembre. Sulla montagna di terra lunedì scorso si è presentato un testimonial d’eccezione come Marco Melandri, pilota Ducati in Superbike e grande appassionato di cross. I lavori hanno riguardato la zona della collina della Rivazza, la parte alta del tracciato, che vedrà lo sviluppo principale nel paddock, al quale si accederà con un salto che attraverserà la pista in asfalto. All’opera Armando Dazzi, uno dei più importanti specialisti a livello mondiale, che già in pochi giorni darà un’impronta delineata a questa parte di tracciato definito tradizionale. La parte posizionata nel paddock verrà invece costruita nelle due settimane precedenti la gara.

I biglietti sono in vendita sulla piattaforma ufficiale Mxgp e su ticketone. I residenti dei 23 Comuni del Conami e dell’Area Metropolitana di Bologna possono acquistare gli abbonamenti per i due giorni di gara ad un prezzo super scontato, a partire dai 35 euro per il prato, fino ai 60 euro delle tribune centrali. I biglietti in promozione sono già acquistabili alla biglietteria dell’autodromo e sul sito. E non finisce qui, perché Imola è stata inserita anche nel calendario provvisorio del 2019, sempre come ultima gara del Mondiale, il 22 settembre.

a.d.p.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nelle foto: Luciano Costa con la sua creatura, la Bianchi Kcs Special Cross. Marco Melandri assiste all”inizio dei lavori per la pista sul monte della Rivazza

Mondiale motocross, a Imola cresce l'attesa con la rievocazione storica e i filmati inediti di Luciano Costa. IL VIDEO
Sport 14 luglio 2018

Il giovane pallavolista medicinese Giovanni Sanguinetti convocato per gli Europei U20

E’ di Medicina e ha giocato a Imola fino a due anni fa uno dei 12 azzurri convocati da Monica Cresta per i campionati europei Under 20 che si disputano in Belgio e Olanda. Si tratta di Giovanni Sanguinetti, nato nel 2000, che qualche anno fa si allenava per la Pallavolo Imola – Solovolley nella palestra di Villa Fontana, sotto gl isguardi attenti di Mauro Monti. Gioca al centro, è alto 204 centimetri e inizierà la sua avventura europea a Kortrijk, in Belgio, affrontando la Francia oggi (pensate che data per affrontare i transalpini…).

Poi se la vedrà in rapida successione contro Turchia, Russia, Belgio e Polonia. Le migliori due si trasferiranno in Olanda, a Den Haag (L’Aia), nel week-end successivo, dove si disputeranno le semifinali incrociando l’altro girone. Quest’anno Sanguinetti giocava nella seconda squadra del Modena di A1 che ha vinto la serie C e quindi il prossimo anno giocherà in B. Col Modena ha conquistato anche il titolo regionale Under 18 e partecipato alle finali nazionali di categoria dove ha chiuso al quinto posto. Da segnalare che in Nazionale con lui ci sono i figli di Gardini, Cantagalli e Recine.

c.a.t.

Nella foto: Giovanni Sanguinetti

Il giovane pallavolista medicinese Giovanni Sanguinetti convocato per gli Europei U20

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast