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Cronaca 8 luglio 2018

Il ritorno del lupo, l’allevatore Turrini: «Bene la prevenzione, ma non basta»

In località Gesso, Astro Turrini, presidente di zona di Coldiretti, alleva bovini. La sua azienda agricola è stata visitata dal lupo undici volte negli ultimi tre anni. «Abbiamo avuto quattro attacchi nel 2016, sei l’anno scorso e uno quest’anno – spiega -. Abbiamo circa 180 capi, che da aprile fino a fine novembre stanno all’aperto e pascolano su circa 300 ettari. Cerchiamo di tenere nella stalla i soggetti più deboli, le vacche gravide e i vitelli, che per precauzione facciamo uscire solo quando hanno più di trenta giorni, anche se non è proprio l’ideale per il loro ambientamento». Ma non è sufficiente.

L’ultimo caso, infatti, ha riguardato un vitellino di 45 giorni. «In collaborazione con la Regione – prosegue – ho appena installato un recinto sperimentale con bandelle elettrificate e cosparse di una sostanza dissuasiva (nella foto). Servirà a proteggere i capi a rischio, su un’area di sei ettari, che comprende anche un laghetto. L’alternativa sarebbe una rete interrata e alta 2,25 metri, ma ha costi altissimi per appezzamenti non piccoli». Per Turrini «la prevenzione è senz’altro importante, ma non risolutiva». A volte, infatti, teoria e pratica non collimano. «E’ impossibile riuscire a recintare una estensione di parecchi ettari – dice -. Poi ci sono tante variabili, difficili da prevedere. Pochi giorni fa, ad esempio, una vacca ha partorito all’aperto, prima del termine previsto dal veterinario. Per fortuna me ne sono accorto in tempo. La presenza dei cani pastore è efficace più per le pecore, che per i bovini. E per un allevamento come il mio ne servirebbero almeno una decina, da addestrare, ambientare e alimentare. Un costo non da poco».

Gli allevatori che, tramite certificazione del veterinario dell’Ausl attestano la perdita di un animale a causa di un lupo, possono chiedere il risarcimento alla Regione. «In genere il rimborso arriva dopo circa un anno – conclude Turrini -. Ma copre solo il costo dell’animale, stimato in base alle quotazioni della Camera di commercio, e non il mancato guadagno. E rimborso a parte, per un allevatore trovare un animale morto non è per niente piacevole». (lo.mi.)

L”articolo sul “sabato sera” del 5 luglio.

Nella foto lupi nella zona dei Casoni di Romagna (foto di Gianni Neto)

Riproduzione riservata

Il ritorno del lupo, l’allevatore Turrini: «Bene  la prevenzione, ma non basta»
Cronaca 8 luglio 2018

Il ritorno del lupo, una convivenza possibile. Gam, Ausl e naturalisti fanno il punto

E’ difficile e raro avvistarlo, ma c’è. Dall’inizio degli anni Duemila il lupo ha fatto ritorno anche sul nostro territorio, dopo decenni di assenza. Storicamente presente anche nelle nostre zone montane, già alla fine degli anni ’50 sull’Appennino tosco-emiliano era diventato raro incontrarlo. Negli anni ’70 ha rasentato addirittura l’estinzione, dato che in tutta Italia gli esemplari non superavano il centinaio. Nel 1976 il lupo è stato riconosciuto specie protetta e da questo momento in poi è iniziata la graduale ricolonizzazione anche della catena appenninica.

Il suo ritorno, positivo per l’ecosistema, ha però riproposto anche il tema della contiguità con gli animali da allevamento e le zone abitate dall’uomo, visto che negli ultimi anni è stato sporadicamente avvistato anche non lontano da centri nella bassa collina, come Dozza o Ponticelli, e in zone pianeggianti, lungo la via Emilia. In parallelo, anche nelle vallate del Santerno e del Sillaro si sono verificati casi di predazione su ovini e vitelli. L’ultimo in ordine di tempo si è verificato a inizio giugno nell’imolese, alla fattoria Romagnola in località Bergullo. Quando la convivenza diventa conflittuale, il rischio è che si alimenti il fenomeno illegale del bracconaggio, con ripercussioni negative sull’equilibrio dell’ambiente.

Per fare chiarezza sull’argomento, il Corpo delle Guardie ambientali metropolitane (Gam) ha organizzato il 22 giugno il convegno dal titolo “Il lupo nell’imolese: problema o risorsa?”, invitando a intervenire Gabriella Martini, responsabile dell’unità operativa di Igiene veterinaria dell’Ausl di Imola, i biologi Mia Canestrini e Luigi Molinari del Wolf Apennine Center del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, il farmacista Alessandro Magnani, qui nella veste di appassionato naturalista, e Gianni Neto, guardia ambientale metropolitana e fotografo naturalista.  «Spesso si parla del lupo in modo approssimativo, mistificatorio e strumentale – ha esordito Ivano Cobalto delle Gam – per questo abbiamo voluto mettere a disposizione dei partecipanti dati aggiornati e informazioni su basi scientifiche oggi disponibili sul ritorno nelle nostre zone di questo grande predatore. Questo per la migliore comprensione della realtà e per fugare preconcetti attualmente molto in voga». 

Alessandro Magnani e Gianni Neto, dal 2001, in modo parallelo e in collaborazione con l’allora Provincia, hanno iniziato a censire le marcature dei lupi, dalle tracce agli escrementi. Anche per loro è difficile stabilire il numero esatto di esemplari presenti nel circondario imolese. «Si tratta solo di stime – sottolinea Neto – anche perché è possibile che uno stesso gruppo, spostandosi, venga avvistato in zone diverse, come il territorio della Valquaderna, che confina con il Parco dei Calanchi dell’Abbadessa». Le immagini catturate dalle videotrappole in dotazione alle Gam e al gruppo di ricerca di cui fa parte Magnani hanno individuato una ventina di esemplari. «Nel versante da Codrignano, a Monte Battaglia, Valmaggiore, fino al confine con la Toscana – dettaglia Magnani – abbiamo avvistato due famiglie di lupi, con 6-7 elementi. Va anche detto che non tutti i componenti di un branco sopravvivono e a mesi di distanza li abbiamo rivisti passare, ma in numero inferiore. Nel versante Valsellustra, Rio Mescola, Bordona, Sassoleone e Monte la Fine verso la Toscana abbiamo individuato un altro gruppo di 5-6 elementi. Le videotrappole hanno anche rilevato un gruppo di 5 lupi più verso la pianura».  

Per sapere invece quanti attacchi si sono verificati negli ultimi anni ci viene in aiuto Geremia Dosa, veterinario dirigente della Sanità animale all’Ausl di Imola. «Il picco – spiega – c’è stato nel 2014 con 33 episodi accertati di predazione da parte di lupi su capi di allevamento. Le modalità e i segni rilevati durante i nostri sopralluoghi non ci hanno mai dato modo di contestare che l’episodio in questione non fosse attribuibile al lupo. Negli anni seguenti il numero si è stabilizzato al di sotto dei venti casi all’anno, segno che si è creato un equilibrio tra predatori e numero di prede. Nel 2017 i casi sono stati 15; quest’anno, finora, una decina. In genere, in nove casi su dieci le prede sono ovicaprini, mentre l’attacco di vitelli al pascolo capita in media una o due volte all’anno. Gli episodi si verificano soprattutto in primavera, estate e autunno, spesso ad opera di un solo lupo e non di un branco».

C’è anche un altro aspetto che il veterinario sottolinea: «Non abbiamo mai avuto casi di aggressioni a persone. Il lupo sa distinguere una potenziale preda. Probabilmente ci incrocia più volte di quanto noi stessi ci accorgiamo di lui. E ci evita. In genere si sposta nelle ore serali e all’alba, quando c’è un minimo di oscurità a proteggerlo. Il nostro è un territorio per lui ideale, ci sono diverse aree di parco, con cinghiali e caprioli. Un bovino al pascolo, adulto e in buono stato di salute, non è una preda appetibile per un lupo».  

In questi anni l’Ausl di Imola ha svolto anche un lavoro capillare di informazione rivolta agli allevatori, per spiegare l’importanza della prevenzione, attraverso una serie di semplici accorgimenti: far coricare al coperto le greggi e i capi più vulnerabili; chiudere bene le stalle; non lasciare nelle immediate vicinanze animali morti in attesa di smaltimento, scarti di macellazione, le placente degli animali appena nati, resti di cibo; tenere custoditi cani e gatti di casa. Inoltre, l’uso di reti elettrificate, dissuasori luminosi e cani da guardiania, come i pastori maremmani abruzzesi, aiutano a evitare il peggio.  Come sottolineato al convegno dagli esperti Wolf Apennine Center del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano «la convivenza è possibile».

L’Emilia Romagna, oltre a risarcire dei danni gli aventi diritto, ha stanziato diversi milioni di euro per la protezione del bestiame domestico. «Là dove sono state messe in atto opere di prevenzione – concludono i biologi portando l’esempio delle zone di Parma e Reggio Emilia – i danni si sono azzerati». (lo.mi) 

L”articolo sul “sabato sera” del 5 luglio.

Nella foto lupi nella zona di monterenzio (foto di Gianni Neto)

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Il ritorno del lupo, una convivenza possibile. Gam, Ausl e naturalisti fanno il punto
Sport 8 luglio 2018

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve

Terzo posto per Alessia Patuelli della Re Artù Factory Team che ieri, ai Campionati italiani Allieve disputati alle Terme di Comano (Trento), si è dimostrata una delle migliori cicliste del panorama nazionale nella sua categoria.

L”imolese, dopo quasi 58 km di corsa, era nel gruppo finale di sei atlete che si è giocato la vittoria in volata, ma si è dovuta arrendere sul traguardo arrivando alle spalle delle portacolori del Piemonte Camilla Eleonora Gasparrini e Sylvie Truc.

d.b.

Nella foto (dal sito dell”evento): Alessia Patuelli, la prima a destra, con la medaglia di bronzo

Ciclismo, medaglia di bronzo per l'imolese Alessia Patuelli ai tricolori Allieve
Sport 8 luglio 2018

«La mia Africa», la famosa corsa Cape Argus raccontata dal giornalista-ciclista Nino Villa

Se non fosse avvincente e divertente – per un turista ciclista – non mi sarei unito per la quarta volta alla carovana organizzata da Tonino Scarpitti della www. giromondo.org per il Sudafrica. Reduce dal capodanno ciclistico in Marocco, in ebollizione per la preparazione del Giro di Sardegna dei cicloamatori a fine aprile ed in attesa dei primi iscritti del ciclogiro in Perù (Cuzco, Machu Picchu, lago Titicaca, Nazca dal 26 agosto all’8 settembre 2018) Tonino ha realizzato ancora un grande programma nella patria di Mandela. Dato che al Piratello non c’è il bancomat, ho deciso di spenderli tutti prima (gesti scaramantici poco fini…) ed è probabile che nel 2019 la Cape Argus mi riveda ancora alla partenza assieme ad altri 35.000 partecipanti.

Lunedì 5 marzo: incontri notturni a Dubai. All’aeroporto Marconi ci incontriamo con chi parte da Bologna: Carla da Trento che non ha portato la bici e Pierpaolo da Castel San Pietro ma originario di Castel Bolognese, pluri infortunato però con bici al seguito. E vai con Emirates. Incontro con gli altri a Dubai, di notte. Rita e Guido alla quarta apparizione, poi Tonino, Paolo che starà solo la prima settimana, Giorgio e Michela, Eliseo, Franco – con cui scambiamo ricordi e aneddoti del ciclismo anni ’40, ’50 e ’60 – e Vanda, Elena, due maratone di New York portate a termine.

Martedì 6 marzo: «sabato sera» per Mornè. A Cape Town ci aspetta Mornè, autista tuttofare. Ho nascosto per lui una bottiglia di rum nel portaborraccia: «For your birthday e perché l’anno scorso, al braai (braciolata sudafricana) ti abbiamo vuotato la cantina». Tonino traduce e l’abbraccio è allegro e sincero. Gli porto anche le pagine di «sabato sera» con la sua foto e il resoconto del 2017. Arriviamo al «Inn in the Square», albergo che ci ha ospitato altre volte e alcuni del personale ci salutano come vecchi amici. Soprattutto quelli del bar. Montaggio bici e buffet in loco, poi a nanna. Sono in camera con Pierpaolo ed iniziamo a sfidarci a base di citazioni dai «Sonetti romagnoli» di Olindo Guerrini: «Don Vituperi, e paroc di Tri Pont…».

Mercoledì 7 marzo. Non siamo a Cesenatico Il programma è quello di tutti gli anni: Gordon Bay e verso Ermanus su un percorso ondulato. Ci sono lavori di asfaltatura e qualcuno si ritrova con la bici incatramata. Provvederà Mornè a trovare un prodotto per la pulizia. Facciamo 60 km controvento incrociando alcuni gruppi in gara e molti in allenamento. Dopo l’annullamento dell’anno scorso sono tornati in tanti per fare la Cape Argus. Il ciclismo sudafricano è in grande crescita (le «Strade Bianche» di Selleri e il Palio del Recioto sono stati vinti da Stef De Bod, campione Under 23 su strada e a crono sudafricano) e anche l’organizzazione si sviluppa. Cena a Waterfront. Devo istruire i miei compagni che vogliono mangiare il pesce: non siamo a Cesenatico o Porto Corsini, al Capo l’unico pesce servito a tranci è il kingklip, molto buono, ma non ci sono ombrine, ricciole, branzini, orate. Io sto sul filetto di kudu, un’antilope, e i vini sono ottimi.

to be continued…

n.v.

Due pagine complete della quarta puntata del viaggio in Africa di Nino Villa su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: paesaggio sudafricano

«La mia Africa», la famosa corsa Cape Argus raccontata dal giornalista-ciclista Nino Villa
Cronaca 7 luglio 2018

Lucarelli legge l'incipit di Turno di Notte

Mai vista una notte così bella.

Una luna da favola, un cielo da poesia.

L”aria bruna, dorata addirittura, appena fresca.

Unica nota stonata: il ricordo di quella voce.

Sottile, tagliente, feroce.

Una voce cattiva.

Appena un sussurro: “Buona fortuna”.

Questo è l”incipit che Carlo Lucarelli ha scritto per il concorso letterario Turno di Notte organizzato da Officine Wort in collaborazione, fra gli altri, con Bacchilega Editore. Il testo è stato reso noto alle 22 di sabato 7 luglio e 162 partecipanti si stanno cimentando nella scrittura di altrettanti racconti.

I concorrenti partecipano da sei differenti sedi tra Dozza, Riva del Garda, Raffa di Puegnago del Garda, Magenta, Castelvetro e Iglesias, ma anche da casa. Il termine per inviare il proprio racconto è fissato per le 5:00 dell”8 luglio.

Lucarelli legge l'incipit di Turno di Notte
Cronaca 7 luglio 2018

Provoca un incidente, era alla guida con un tasso di alcol 5 volte il consentito

Nei giorni scorsi, a metà pomeriggio, la polizia municipale è intervenuta su richiesta di un cittadino per il rilievo di un incidente appena verificatosi in via I Maggio. Giunti sul posto gli agenti hanno accertato che trattava di un tamponamento tra due veicoli, fortunatamente senza lesioni per gli occupanti delle auto coinvolte. Il conducente dell’auto che aveva tamponato, un uno di 42 anni, era evidentemente alticcio. Alla domanda se avesse bevuto prima di mettersi alla guida, ha risposto “Solo un’aranciata…”.

A quel punto è stato comunque sottoposto alla prova dell’etilometro, utilizzando l’apparecchiatura in dotazione alla pattuglia dei carabinieri, giunta nel frattempo sul posto. L’esito della prova ha confermato i sospetti degli agenti della municipale, non solo, l’uomo è risultato avere nel sangue un tasso alcolemico 5 volte oltre il valore consentito (che è di 0,50 grammi per litro di sangue).

Il 42enne è stato quindi denunciato per guida in stato di ebbrezza con ritiro della patente di guida. La pena prevista, avendo l’uomo causato un incidente stradale,  è una multa da 3.000 a 12.000 euro e l”arresto da un anno a due anni. Sarà il giudice a stabilirlo. (r.c.)

Foto d”archivio

Provoca un incidente, era alla guida con un tasso di alcol 5 volte il consentito
Sport 7 luglio 2018

L'autodromo di Imola anche nel calendario del Mondiale Motocross 2019. Intanto si lavora per settembre

Nel calendario provvisorio del Mondiale Motocross Mxgp 2019, pubblicato dalla Youthstream, la società che organizza l’evento, compare anche Imola. Questo significa che il cross dovrebbe riproporsi sul Santerno il prossimo anno. Per ora la data, come detto, è provvisoria, ma sicuramente lascia ben sperare e motiva ancor di più i vertici dell’autodromo impegnati nell’organizzazione della prima volta del round Mxgp prevista per i prossimi 29 e 30 settembre.

Roberto Marazzi, il direttore dell’Enzo e Dino Ferrari conferma: «La data nel calendario provvisorio 2019 ribadisce quella che è sempre stata l’intenzione di Formula Imola: dare continuità ad un evento che trova all’interno del nostro impianto una dimensione decisamente prestigiosa e di grande appeal. Nel frattempo stiamo lavorando con grande passione e professionalità per far sì che il round del prossimo settembre sia un evento indimenticabile, con l’obiettivo di alzare l’asticella il prossimo anno».

Imola sarà ancora una volta l’ultimo round del campionato e soprattutto è stata la riconfermata la titolazione «Mxgp d’Italia». «Un riconoscimento all’importanza e una promozione fantastica per tutto il territorio» ha sottolineato Marazzi. La data fissata è il 21-22 settembre. Le support classes al momento previste sono l’Europeo 125, 250 e 300. Il calendario vede le novità di Cina e Hong Kong, con l’Italia che ospiterà altre due prove: il Gp Trentino ad Arco di Trento ad aprile e il Gp Lombardia a giugno in una sede ancora da definire. Per quanto riguarda le gare extraeuropee, confermate Argentina e Indonesia (due round). Il Motocross delle Nazioni si disputerà ad Assen in Olanda, la settimana successiva ad Imola.

Per quanto riguarda il round del prossimo settembre, invece,. i biglietti sono già in vendita su imola.motocross-tickets.com e su ticketone.it Tra l’altro per i residenti dei 23 Comuni del Consorzio ConAmi e quelli dell”Area Metropolitana di Bologna  ci sono gli abbonamenti ad un prezzo super scontato per i due giorni di gara acquistabili alla biglietteria dell”autodromo oppure online sul sito www.autodromoimola.it: 35 euro Prato Circolare, 40 euro Tribuna HR Rivazza, 60 euro Tribune Centrali XY. I biglietti scontati sono disponibili solo in prevendita ed in numero limitato fino ad esaurimento.

L'autodromo di Imola anche nel calendario del Mondiale Motocross 2019. Intanto si lavora per settembre
Sport 7 luglio 2018

Beach tennis, la mordanese Giulia Gasparri si è laureata campionessa italiana

Toh, ha vinto la Gasparri… La mordanese a Lido di Spina, in coppia con la ravennate Federica Bacchetta, si è aggiudicata il campionato italiano in due set (7-5, 6-2), contro le classiche avversarie: la dozzese Sofia Cimatti e la romana Flaminia Daina.

Entrambe le coppie finaliste erano arrivate in finale dopo un percorso semplice fino alla semifinale, dove c’era stato da soffrire sul serio (vittorie al long tie-break con scarto minimo). Chissà che la prossima volta non possano mischiarsi le carte: le 4 migliori giocatrici del mondo sono state infatti convocate per l’Europeo a squadre che si giocherà in Lettonia, a Jurmala, dal 12 al 15 luglio.

an.mir.

Nella foto: Giulia Gasparri insieme alla sua compagna di squadra Federica Bacchetta

Beach tennis, la mordanese Giulia Gasparri si è laureata campionessa italiana
Sport 7 luglio 2018

Judo, 7° posto per l'imolese Leonardo Carnevali agli Europei U18 di Sarajevo

Sarajevo chiama, Leonardo Carnevali risponde. Il 17enne atleta del Judo Imola, infatti, nello scorso week-end ha conquistato il 7° posto individuale agli Europei Cadetti (Under 18) nella categoria 90 kg della disciplina olimpica. Nonostante un sorteggio sfavorevole, Leonardo è riuscito subito, nel gruppo C, a superare con un Ippon (atterramento dell’avversario sulla schiena) ai tempi supplementari il turco Acet, prima di essere sconfitto dal russo Kanikovskiy, futuro campione continentale e testa di serie numero 3 del torneo.

A quel punto si è giocato il tutto per tutto per il bronzo e la vittoria contro il tedesco Mai, però, è stata vanificata dall’olandese Heeren che gli ha infranto, di fatto, il sogno di una medaglia. «Siamo molto contenti della sua gara – ha commentato Vito Ponzi, tecnico e presidente del Judo Imola – perché si sfidavano 28 dei migliori atleti europei ed è stato bravo a lottare per il podio». Peccato per il sorteggio non proprio fortunato. «Battere il turco è stato liberatorio perché era un po’ la sua bestia nera, mentre il russo Kanikovskiy ha dimostrato di essere tra i migliori nella categoria (6° nel ranking mondiale, nda)».

C’è, comunque, la sensazione, che il movimento italiano sia un po’ indietro rispetto ad altre realtà.

«Abbiamo conquistato un oro, quattro argenti e un bronzo e nel medagliere siamo finiti al terzo posto dietro a Russia e Francia (nella gara a squadra gli azzurri, invece, sono usciti al primo incontro contro la Georgia, nda). Noi come club facciamo i miracoli per portare gli atleti fino a qui, ora però questi ragazzi devono avere più possibilità per dimostrare il loro valore. In Italia c’è bisogno di una riorganizzazione sportiva ma forse rimarrà solo un sogno».

Adesso per Leonardo sarà tempo di vacanze o è già pronto per tornare sul tatami?

«Ora si dovrà riposare e, prima di pensare ad allenamenti e stage, dovrà studiare per recuperare una materia in cui è stato rimandato».

Intercettato telefonicamente sulla strada del rientro dalla Bosnia Erzegovina, anche Leonardo Carnevali ha voluto commentare questa bella avventura europea. «Sono felice – ha detto il judoka imolese – perché il livello era altissimo e questo risultato me lo tengo molto stretto».

Un incontro che ti ha bruciato più di tutti perdere?

«Il russo è un fenomeno e devo ammettere che non poteva finire diversamente, visto anche come ha massacrato poi tutti gli altri. Nel ripescaggio contro l’olandese, invece, c’è un po’ di rimpianto per essermi fatto fregare nonostante avessi lavorato molto su uno stile di judo simile».

d.b

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: il 17enne Leonardo Carnevali. Dietro di lui Vito Ponzi

Judo, 7° posto per l'imolese Leonardo Carnevali agli Europei U18 di Sarajevo
Cultura e Spettacoli 7 luglio 2018

Indigest Festival, un fine settimana con la musica indipendente a Castel San Pietro

Dopo la prima serata di ieri, prosegue oggi e terminerà domani l”Indigest Festival, il festival di musica indipendente organizzato dall’associazione castellana Uroboro, in collaborazione con Pro Loco, VariChina, Bar Tennis, Accademia del Pomelo, Lagosteria, Giaz Cafè, Ex Aequo ed Ex Asilo.

Questa sera in programma le esibizioni dei The Cyborgs, della band spagnola Niña Coyote eta Cico Tornado, seguita dai Superhorror e dai Sweet Insanity.

Domani, invece, domenica 8 luglio ci sarà la finale del Ganesh music contest (le cui preselezioni si sono tenute in giugno), che vedrà sfidarsi i gruppi Sleap-e, Yatra, Dreadful Imbroglio. In più, grazie alla collaborazione con Varichina, uno spazio dedicato a tre giovani artisti emergenti, Antonio Mirizzi, Marco D’Alessandro e Francesco Mazzoli, che disegneranno, circondati da una mostra delle loro opere originali. Sarà presente anche un’esposizione delle migliori opere del concorso Smacchiart 2017 sul tema “Il giro d’Italia a tavola”.

L’appuntamento è a partire dalle ore 18 al Parco Casatorre, nell’area del campo da basket all’aperto, contornato per l’occasione da bancarelle con street food, gelati, birre, cocktail e molto altro ancora. L’ingresso è libero.

Per ulteriori informazioni consultare le pagine facebook di Uroboro e dell’Indigest Festival o seguire l’evento su Instagram.

Nella foto l”edizione 2017 dell”Indigest Festival (dalla Pagina Fb dell”evento)

Indigest Festival, un fine settimana con la musica indipendente a Castel San Pietro

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