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Cronaca 5 luglio 2018

Lavoro nero in agricoltura, multe salate per due aziende di Mordano

La stagione della frutta e dei lavori in campagna procede a pieno ritmo. Il periodo migliore per controllare che tutto funzioni regolarmente. I carabinieri da tempo organizzano delle verifiche periodiche presso le aziende. Recentemente una task force formata da militari dell”Arma (sia della Compagnia di Imola che colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bologna) insieme ai funzionari dell’Ispettorato territoriale del lavoro e dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), è stata impegnata in un servizio coordinato in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle aziende agricole di Mordano e Imola.

Sono state visitate cinque aziende, in tre diverse occasioni e in due di queste, entrambe del mordanese, è stato scoperto che avevano assunto dei braccianti agricoli in nero: cinque in una e uno nell”altra. Nei confronti della prima azienda è scattata una sanzione amministrativa di 15.000 euro e di 3.000 euro per l’altra. 

Da notare che il controllo era più generale e solo queste sono le irregolarità riscontrare sia nei confronti delle aziende che delle persone. I carabinieri hanno detto che questi controlli continueranno. (l.a.)

Foto d”archivio

Lavoro nero in agricoltura, multe salate per due aziende di Mordano
Economia 5 luglio 2018

Food blogger e influencer web le nuove modalità di promozione dei prodotti CLAI

Nonostante siano passati più di vent’anni (erano i primi anni Novanta), chi non ricorda gli sketch di Giovanni Rana alle prese con Marilyn Monroe o Stalin? Allora la scelta dell’imprenditore della pasta fresca di apparire in prima persona negli spazi pubblicitari televisivi e della carta stampata, come testimonial di se stesso e della genuinità del proprio prodotto, fu tanto inusuale quanto vincente: l’intuizione di un marketing personalizzato, infatti, lo rese noto al grande pubblico e trasformò il piccolo pastificio aperto nel 1961 nell’odierno colosso dell’alimentare, che vanta una sede produttiva anche oltreoceano.Le strategie di marketing e pubblicità possono notevolmente influire sul successo di un’azienda.

In pratica, non solo è importante che gli ingredienti del prodotto di un’azienda agroalimentare siano buoni, ma anche che le basi del proprio marketing aziendale siano attuali o addirittura possano precorrere i tempi. Lo sa bene la cooperativa agricola Clai, che da qualche anno ha scelto di differenziare il proprio marketing aziendale puntando contemporaneamente sulle pubblicità tradizionali, quelle online e gli eventi in store.Da un anno a questa parte, inoltre, ha affidato il ruolo di direttore marketing a Gianfranco Delfini, già impegnato nel settore per il salumificio Fratelli Veroni.

«Al mio arrivo ho trovato un’azienda con una buona presenza sul web e sui social network – racconta Delfini -, da un lato maggiore rispetto alla media del settore salumi, dall’altro strutturata attraverso contenuti differenziati e di qualità come ricette, consigli per l’uso dei prodotti e quiz attraverso cui far interagire il pubblico con il marchio. Un’ottima base di partenza per strutturare progetti mirati ai target da conquistare».

Dallo scorso anno Clai collabora con alcuni food blogger, non solo dei recensori ma in alcuni casi vere e proprie star del web. Le opinioni di alcuni contano così tanto da fare marketing?
«Per il secondo anno collaboriamo con una decina di food blogger fra i più seguiti d’Italia, provenienti da differenti regioni, che ogni settimana propongono nel nostro sito e nei loro spazi online proprie ricette realizzate con i nostri prodotti. La forza dei food blogger è la loro naturalezza, ognuno ha il proprio stile di cucinare e comunicare e per questo ognuno di loro raggiunge un pubblico diverso. C’è perfino chi taglia il salame senza preoccuparsi della forma obliqua cui in Emilia Romagna facciamo grande attenzione, ma è proprio la diversità la vera ricchezza. In pratica attraverso i food blogger ci raccontiamo zona per zona. E partendo dal web riusciamo ad arrivare nelle microaree dei consumatori veri. L’opposto dello spot televisivo». (mi.mo.)

L”intervista completa è sul “sabato sera” del 5 luglio

Nella foto i food blogger che ad aprile hanno partecipato al “Blogger Day” organizzato nella sede del “Sonia Peronaci Factory” a Milano

Food blogger e influencer web le nuove modalità di promozione dei prodotti CLAI
Economia 5 luglio 2018

Deloitte premia la cooperativa Clai per performance e impegno verso le persone

Fra le motivazioni con cui la Clai, cooperativa della frazione di Sasso Morelli, è stata premiata fra le “Best managed companies” da Deloitte, azienda di consulenza e revisione prima al mondo in termini di ricavi e numero di professionisti, c’è l’impegno verso le persone, oltre alla strategia, le competenze e le performance. Un impegno che «si basa sulla continuità generazionale, cioè sulle persone e sulla trasmissione di conoscenze e competenze, sulla crescita di anno in anno, con nuove assunzioni di giovani, e sulla sostenibilità», ha spiegato il direttore generale Pietro D’Angeli ritirando il premio alla Borsa di Milano. E grazie a questa politica aziendale, l’età media dei circa 500 lavoratori della cooperativa agroalimentare non supera i 43 anni di età. «Le nuove assunzioni sono importanti per la crescita aziendale, ma per poter assumere – rimarca D’Angeli – occorre che l’azienda sia in crescita. Clai negli ultimi anni ha centrato l’obiettivo di vendere di più sia in Italia sia all’estero. E grazie a questa crescita costante, dal 2001 al 2017 il nostro organico è cresciuto da 359 a 493 persone».

Chi assumete?
«Da un lato, per certi ruoli cerchiamo personale qualificato con esperienza; dall’altro, giovani anche alla prima esperienza lavorativa. Per questa seconda ricerca è efficace il rapporto di collaborazione instaurato con le scuole. Molte delle nostre professionalità tecniche provengono dal corso di laurea in Tecnologie alimentari dell’università di Bologna. Ad esempio i responsabili dei nuovi settori Ricerca e Sviluppo e Qualità sono neolaureati che hanno da poco concluso il percorso di studi. Ci è capitato anche di essere oggetto di tesi da parte di alcuni laureandi, sia sui prodotti sia sull’organizzazione cooperativa. Nei settori della produzione, invece, assumiamo neodiplomati che iniziano il percorso di formazione interno all’azienda che li potrà poi portare a crescere e fare carriera. All’interno dei nostri punti-vendita ospitiamo spesso giovani studenti degli istituti alberghieri di Castel San Pietro e Riolo Terme per stage e tirocini lavorativi. I giovani sono una presenza importante per mantenere giovane un’azienda, non solo nell’età media del personale ma anche per la freschezze delle idee e una diversa visione del mondo; ma per noi è altresì importante l’intergenerazionalità, il dialogo fra generazioni diverse, la maniera di una volta per tramandare il sapere artigianale».

Un valore tipico della cooperazione…
«Crediamo davvero nei valori della cooperazione. Da noi le persone sono importanti e cerchiamo di farle stare bene non per buonismo ma perché crediamo che sia il modo più efficace e più efficiente per una corretta e sana gestione aziendale. Siamo stati fra le prime aziende del territorio ad adottare un sistema retributivo integrativo sulla base di obiettivi aziendali prestabiliti; abbiamo una politica che va incontro alle esigenze degli studenti e delle neomamme con orari ridotti e possibilità di turni; dallo scorso anno abbiamo attivato una piattaforma di welfare aziendale per fornire servizi ai nostri dipendenti. Per noi – conclude D’Angeli – questa politica aziendale non genera maggiori costi ma migliori conti». (mi.mo.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 5 luglio

Nella foto i trofei della Deloitte per le best managed companies  

Deloitte premia la cooperativa Clai per performance e impegno verso le persone
Economia 5 luglio 2018

Telecomunicazioni, le figure professionali più ricercate. I progetti di Teko Telecom

Cercasi ingegneri delle telecomunicazioni, elettronici e del software. Se siete indecisi su quale facoltà universitaria puntare, meglio dare un’occhiata ai progetti di Teko Telecom, che entro la fine del 2020 prevede di assumere ben 260 addetti, di cui 90 laureati (o con titoli superiori), per lo sviluppo di sistemi ad alta integrazione con 5G del segnale cellulare, lo sviluppo e la produzione di sistemi di alimentazione in fibra ottica, lo sviluppo e realizzazione di antenne per segnale cellulare. «Già negli ultimi due anni – dettaglia Marco Della Mora, che in Teko Telecom dirige l’ufficio legale – abbiamo introdotto in azienda una quarantina di ricercatori, ingegneri e tecnici con elevata specializzazione. Il nostro bacino di riferimento è quello della facoltà di Ingegneria delle telecomunicazioni. Collaboriamo molto con l’Università di Bologna, il Centro di ricerca interdipartimentale Ciri e diversi altri atenei. Purtroppo, le facoltà in questione non riescono a fornire un numero di laureati sufficiente a coprire le nostre necessità. Per questo la nostra ricerca si svolge anche fuori regione».

L’età media dei dipendenti di Teko Telecom è 36 anni. «Per trovare i migliori addetti – prosegue – seguiamo diversi canali. La ricerca è estesa a tutta Italia e all’estero, anche se cerchiamo di privilegiare chi è già sul territorio e chi vuole restare nel territorio d’origine. Spesso gli incontri avvengono attraverso i “careers day”, occasioni di incontro tra università e aziende dove la risposta di studenti, neolaureati e ricercatori è entusiastica. Al momento cerchiamo ingegneri sviluppatori software, firmware ed hardware con competenze in radiofrequenze e nei protocolli di comunicazione wireless più evoluti. Inoltre, cerchiamo tecnici meccanici per il testing a supporto dell’attività di ricerca e sviluppo».

Ingegneri giovani, ma anche non al primo impiego. «L’azienda segue comunque i nuovi assunti, per migliorare la loro preparazione, introducendoli ad attività lavorative specialistiche» conclude Della Mora. (lo.mi.) 

Nella foto: sala con pannello dedicato a Guglielmo Marconi nello stabilimento produttivo di Teko Telecom in via Emilia Ponente

Telecomunicazioni, le figure professionali più ricercate. I progetti di Teko Telecom
Economia 5 luglio 2018

Teko Telecom, nuova sede e un «museo» in via Emilia a Castello

Nel terreno su cui sorgerà il nuovo stabilimento di Teko Telecom, azienda di telecomunicazioni della multinazionale americana Jma Wireless, c’è già il cartello dei lavori in corso. L’area lungo la via Emilia Levante, in precedenza di proprietà Piana, è di circa 40 mila metri quadri. «Qui – spiega Marco Della Mora, responsabile dell’ufficio legale di Teko Telecom – realizzeremo il nuovo stabilimento produttivo, che dovrà coprire le nostre esigenze di sviluppo e sostituire, ingrandendolo, quello che ora è in due stabili separati: nella sede di proprietà in via Meucci, di circa 3 mila metri quadri, oggi abbiamo la ricerca e sviluppo, mentre in un secondo capannone in affitto in via Emilia Ponente 380, di circa 5 mila metri quadri, abbiamo la parte produttiva. Nella sede lavorano 70 addetti, mentre nel secondo stabile abbiamo circa 110 unità. Non è comunque escluso che, dopo la realizzazione della nuova struttura, sia per noi necessario mantenere anche i siti attuali come ulteriore cassa di espansione».

Gli interventi più importanti riguardano il circuito di Indianapolis, gli stadi di Torino, Milano e Roma, l’aeroporto di Vienna, gli stadi Tottenham a Londra e King Fahd a Riad in Arabia Saudita. La sfida dei prossimi anni sarà il 5G, le tecnologie di quinta generazione che permetteranno prestazioni e velocità ancora più elevate rispetto alle odierne. «Il 5G diventerà di uso comune nel 2020 – dettaglia Della Mora – ma siamo già al lavoro per preparare per tempo le infrastrutture e rendere compatibili gli standard attuali con i requisiti richiesti ovvero un’alta capacità di trasmissione dati, capillarità della diffusione della rete, qualità del servizio molto elevata. Da qui la necessità degli operatori di rivedere e aggiornare le reti, per renderle capaci di sopportare il carico. Il nostro compito è rendere fruibili le tecnologie per gli operatori telefonici, che sono i nostri clienti. La complessità aumenta con l’aumentare delle richieste e una maggior complessità comporta la necessità di investire di più nella ricerca per aumentare competenze e capacità. Ricerca e tecnologia sono per noi elementi imprescindibili per migliorare e rimanere sul mercato».

Anche per questo, l’azienda prevede di creare 260 posti di lavoro entro la fine del 2020. In virtù dei suoi piani di investimento e sviluppo industriale, del valore complessivo di circa 22 milioni e mezzo di euro, Teko Telecom è una delle 14 imprese a cui la Regione ha concesso fondi, nell’ambito di uno specifico bando finalizzato a promuovere ricerca, sviluppo e innovazione in Emilia Romagna. Per Teko Telecom il contributo pubblico è di quasi 2 milioni e 300 mila euro. «La realizzazione del nuovo stabilimento – precisa Della Mora – non rientra tra gli interventi finanziati dalla Regione, ma è funzionale al progetto di ricerca e sviluppo presentato; il piano industriale complessivo, che include l’acquisizione del terreno, la costruzione del nuovo stabile e l’acquisto di impianti e macchinari costituisce un investimento rilevante per il gruppo Jma Wireless».

Se per l’avvio del cantiere del nuovo stabilimento si dovrà attendere il 2019, in una porzione dell’area, invece, sono già cominciati i lavori. «Il nuovo sito ha anche un’area più piccola, di circa 3 mila metri quadri, dove stiamo ristrutturando due caseggiati preesistenti – aggiunge -. Lì vorremmo realizzare un punto d’incontro con i clienti, dedicato alla tecnologia e alla tradizione del territorio. Teko Telecom ha un forte legame con le radici tecnologiche del bolognese, luogo d’origine di Guglielmo Marconi, una delle pietre miliari delle telecomunicazioni, e dell’Università di Bologna. L’idea è dare rilievo al modo in cui la tecnologia più evoluta parta da un legame con il passato, con una ricaduta importante sulla comunità per l’indotto e il numero di addetti che verrà coinvolto».

Un luogo molto simile a un museo, quindi. «Ci piacerebbe fosse aperto al pubblico – conclude – ma d’altro canto non è questa la nostra attività principale. E’ più probabile che tali spazi saranno aperti su richiesta per visite guidate ad hoc e con modalità di accesso ancora da definire. Stiamo ancora valutando questo aspetto. I lavori dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno».(lo.mi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 28 giugno.

Nella foto (Isolapress): l”area in via Emilia Levante dove «Teko Telecom» realizzerà il nuovo punto d”incontro con i clienti e la nuova sede

Teko Telecom, nuova sede e un «museo» in via Emilia a Castello
Sport 5 luglio 2018

Football americano, domani c'è il «Nine Bowl». I Ravens: «Vogliamo riportare il tricolore a Imola»

Ravens – Elephants Catania: l’ultimo atto della stagione 2018 di Terza Divisione. Domani sera, allo stadio Lanfranchi di Parma (ore 21), andrà infatti in scena il «Nine Bowl», finalissima tra i vincitori della Conference Nord (i Corvi imolesi, appunto) e quelli della Conference Sud (gli etnei). Una finale voluta fortemente dai Ravens, che in questa stagione sono ancora imbattuti, ma nei play-off hanno faticato tantissimo per superare i vari scogli che li hanno portati fino al «Nine Bowl».

Cammino difficile, certo, ma molto stimolante, perché ha dato ai Ravens una grande consapevolezza in vista della battaglia più dura, proprio quella contro la grande favorita Catania. «Ci stiamo preparando nel miglior modo possibile per questa finale – spiega Marco Masi, uno degli allenatori della squadra nero-viola -. Abbiamo raccolto dei video della squadra avversaria e li stiamo analizzando: nel football americano è usanza scambiarsi i video e noi abbiamo mandato a Catania il nostro. Stiamo anche facendo allenamenti integrativi, con tre sedute settimanali invece delle solite due».

Avete conquistato il Nord, ma al «Nine Bowl» di fronte troverete un avversario temibile come gli Elephants Catania. Che partita ti aspetti?

«Credo che gli attacchi la faranno da padrone. Il nostro finora è stato il migliore attacco del campionato, loro hanno un quarterback molto forte: tenderanno a preferire i lanci, mentre noi siamo abituati ad affrontare squadre che preferiscono correre. Penso che verrà fuori una partita con punteggio alto».

Cosa avete in più rispetto a Catania?

«Loro hanno esperienza, ma noi abbiamo una squadra molto giovane, basti pensare che l’attacco ha un’età media di 22 anni. Ci metteremo incoscienza e sfacciataggine, con tanta voglia di dimostrare il nostro valore: sono 6 anni che il tricolore manca da Imola e intendiamo riportarcelo».

Facciamo chiarezza anche sul regolamento: vincere questa finale dà diritto ad una promozione oppure i campionati hanno la classica formula americana?

«Chi vince il Nine Bowl ha diritto a salire in Seconda Divisione, ma poi dipende dalle scelte societarie, perché in quella categoria si gioca a 11 e non più a 9. Sembra che faccia poca differenza, ma in realtà vuol dire due giocatori in più in attacco e due in più in difesa: si passa da un roster da 30 persone a uno da 40-45. Noi già adesso siamo in 25, quindi sarà difficile in ogni caso fare la Seconda Divisione l’anno prossimo. D’altronde, sia noi che Catania avevamo il diritto di giocare la Seconda Divisione già quest’anno, ma ci siamo autoretrocessi».

an.cas.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto (di Giulio Busi, dalla pagina Facebook dei Ravens): i corvi imolesi dopo l”ultima vittoria al Romeo Galli

Football americano, domani c'è il «Nine Bowl». I Ravens: «Vogliamo riportare il tricolore a Imola»
Cronaca 5 luglio 2018

A Fossatone coabitazione per famiglie in difficoltà. Oggi l'inaugurazione ufficiale

«C’è una fascia di persone che, in un certo momento della sua vita, non è in condizioni di accedere all’Edilizia residenziale pubblica né tantomeno agli alloggi in affitto a libero mercato. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere questa esperienza, per dare un sollievo temporaneo alle persone e alle famiglie in difficoltà». Con queste parole l’assessore alle Politiche sociali e abitative, Dilva Fava, descrive il progetto di cohousing (coabitazione) nato di recente al civico 5426 della via San Vitale a Fossatone, frazione di Medicina, nel fabbricato è quello delle ex scuole elementari.

L’inaugurazione ufficiale ci oggi, giovedì 5 luglio, alle ore 18.30, alla presenza del sindaco Onelio Rambaldi, dell’assessore alle Politiche sociali Dilva Fava e della direttrice dell’Asp Stefania Dazzani. In realtà, tuttavia, le persone hanno iniziato ad abitare nel fabbricato già dall’inizio di quest’anno. «Per il taglio del nastro abbiamo deciso di attendere l’allestimento dell’area esterna con i giochi per i bambini, che è avvenuta nelle scorse settimane» motiva Fava. Come dice la parola stessa, cohousing, si tratta di una coabitazione tra nuclei familiari diversi, che quindi possono beneficiare di una propria camera da letto, ma condividono servizi igienici, cucina e sala da pranzo. «Per il Comune di Medicina si tratta del primo progetto del genere – prosegue l’assessore -. In passato avevamo creato condizioni simili per anziani soli, ma non erano state esperienze particolarmente “virtuose”».

La convivenza forzata, si sa, non è sempre semplice. Venirsi incontro e far coesistere abitudini differenti può essere complesso. Per quanto riguarda Fossatone, l’immobile individuato è quello lungo la via San Vitale all’interno del quale, al piano terra, ha sede anche il centro sociale Nuova Vita (che, tra l’altro, offrirà un piccolo buffet in occasione dell’inaugurazione del progetto). Complessivamente, al primo piano sono state ricavate cinque camere da letto, quattro bagni, una cucina e una sala da pranzo, mentre a piano terra c’è il ripostiglio e il vano lavanderia. «E’ un progetto sovracomunale, quindi è possibile ospitare anche persone che provengono da altri comuni del circondario imolese – dettaglia Fava -. In questo momento ci sono tre nuclei familiari, dei quali due provenienti da Castel San Pietro e uno da Imola, più due persone singole, entrambe di Medicina, che occupano le camere più piccole. Complessivamente, ci sono 8 adulti e 6 bambini, tre nuclei sono di nazionalità italiana, mentre i restanti due sono stranieri».

I nuclei che vengono ospitati all’interno del cohousing «pagano una quota mensile molto contenuta da 50 a 123 euro per compartecipare alle spese – aggiunge Fava -. Al massimo, però, possono essere ospitati per un periodo di un anno, eventualmente prorogabile per altri sei mesi. Deve essere chiaro che si tratta di una sistemazione transitoria, per dare una mano in un momento di difficoltà. Appena le condizioni migliorano, ad esempio si trova un altro lavoro, l’Asp li dirotterà verso altre soluzioni».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: l’esterno del fabbricato di Fossatone che ospita il progetto cohousing

A Fossatone coabitazione per famiglie in difficoltà. Oggi l'inaugurazione ufficiale
Cultura e Spettacoli 5 luglio 2018

La Centrale si sposta al lungofiume e la festa parte questa sera con Raul Cremona

Hanno lavorato ininterrottamente dallo scorso 18 giugno per allestire la quinta edizione de La Centrale – Imola Summer Fest, e questa sera si parte. Fino a domenica luglio, infatti, l’area lungofiume di via Pirandello, ospiterà musica e musical, spettacoli per grandi e piccoli, laboratori e mercatini d’artigianato e hand made, gastronomia.

«Iniziamo e chiudiamo con una risata – commenta Giuseppe Bianco, dell’associazione organizzatrice dell’evento App & Down – per stemperare le tensioni e la fatica». Si comincia, infatti, questa sera con Raoul Cremona e si chiude con Beppe Braida, per un programma davvero ricco, che quest’anno durerà ben diciotto giorni: oltre ai comici da Zelig e Colorado ci saranno, tra gli altri, Morgan, Almamegretta, Marco Travaglio.

La Centrale è nata a Montericco come festa della birra e in soli quattro anni si è trasformata in un vero e proprio festival. «La formula vincente è che siamo un gruppo di amici con tanta voglia di fare – spiega Bianco –. Quattro anni fa, contestualmente alla prima edizione de La Centrale, nasceva l’associazione culturale App & Down, niente più che un gruppo di amici con oltre vent’anni di esperienza nel settore della musica e dello spettacolo. Così nell’estate del 2014 abbiamo deciso di fare la nostra proposta con La Centrale, un evento apprezzato che abbiamo poi ripetuto negli anni, migliorato e fatto crescere. Quest’anno la nuova sfida è quella di un festival più lungo e più grande, che speriamo piaccia al pubblico come sono piaciute le precedenti edizioni, merito anche di un programma fatto di nomi noti che convinciamo a venire ad Imola anche grazie al nostro particolare palco che all’occorrenza serve anche per proiezioni monumentali con le luci. E’ un palco unico, che abbiamo studiato per le nostre esigenze artistiche e che abbiamo prima realizzato in scala uno a venti e poi a misura reale per portarlo ad ogni nostra manifestazione».

Quest’anno dunque La Centrale sarà un grande impegno. «Un grandissimo impegno per oltre cento volontari che saranno operativi dal primo all’ultimo giorno. Una sfida che, senza il sostegno degli sponsor che hanno abbracciato il progetto (quest’anno si tratta di ben novanta aziende imolesi), non potremmo né sostenere né allestire ad ingresso libero. Ma anche un impegno che vuole lasciare il segno, così come le altre edizioni e così come Natale Zero Pare: sosterremo infatti il reparto neonatale dell’ospedale di Imola che necessita di un restyling bello e colorato per diventare più accogliente per i bambini e le famiglie che devono trascorrervi del tempo delicato. Del restyling si occuperanno gli artisti locali Andrea Fungo Pelliconi e Pietro Piotr Grandi. Inoltre installeremo un impianto di filodiffusione».

Fra gli spettacoli in programma, solo per citarne qualcuno, oltre al comico Cremona che inaugura giovedì 5, ci saranno i big Gianluca Scintilla Fubelli (martedì 10), Marco Travaglio con lo show Slurp (domenica 15), Morgan (martedì 17), gli Almamegretta (giovedì 19), Beppe Braida (domenica 22) ma anche numerose proposte locali prima degli spettacoli principali che iniziano ogni sera alle 22.15.

mi.mo.

Il programma completo è sul sito www.lacentrale.tv.

L”intervista completa a Beppe Bianco è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 5 luglio.

Nella foto (Isolapress): Gianluca Raffuzzi e Beppe Bianco di App & Down davanti al palco in allestimento

La Centrale si sposta al lungofiume e la festa parte questa sera con Raul Cremona
Cronaca 5 luglio 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

A Imola la sindaca Manuela Sangiorgi presenta la nuova giunta. «Terremoto», intanto, nel Pd con le dimissioni del segretario Raccagna. Anche Area Blu è in fermento con Bertozzi che è pronto a lasciare la presidenza. Sport e disabilità: in città il binomio è possibile. Esuberi alla Coop. Ceramica? Per evitare i licenziamenti si riduce l”orario di lavoro.

A Ozzano il Comune promuove la mostra permamente di Claterna nel Palazzo della cultura. Gli assessori Roi e Minorchio da Medicina fino alla Giunta 5 Stelle di Imola. Trasporti: una corsa del bus in più di notte tra Ozzano e Bologna. A Castello è già tempo di Carrera con la novità dei tempi sul maxischermo.

Sport. Sarà un luglio caldo e decisivo per l”Imolese. Nel basket il nuovo sponsor dell”Andrea Costa potrebbe essere l”Eurovo. Ad Ozzano giocherà una squadra di B2, mentre sotto canestro i Flying iniziano a prendere forma e presentano il nuovo sponsor.

Su «sabato sera due» si attende l”inizio dell”Imola Summer Fest sull”area Lungofiume. I Tm Sky hanno vinto la finale di Gocce di Musica, mentre a Filarmonica Toscanini sarà alla Rocca di Imola. Pieno di risate a Castello con Maria Pia Timo a «Castello”s got talent». A Medicina, invece, non si piange ma parte il weekend al gusto di… cipolla.

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Economia 4 luglio 2018

Alla Cefla premio di risultato anche per gli interinali nel rinnovo del contratto aziendale

Dopo oltre un anno di trattative, lo scorso 28 giugno la direzione aziendale di Cefla, Rsu e sindacati territoriali sono giunti al rinnovo del contratto integrativo aziendale, che riguarda oltre mille lavoratori nel territorio imolese. L’importante risultato ha raccolto il 91,6% dei consensi dei diretti interessati.

«L’accordo, che avrà una durata triennale – informano Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil territoriali – prevede per la parte economica la conferma di un premio di risultato variabile allargato a tre parametri (redditività, produttività ed efficienza), che può raggiungere un valore di 2.900 euro, a cui si aggiunge, dopo quasi trent’anni, l’aumento dei superminimi collettivi aziendali non assorbibili, pari a 600 euro a partire da luglio 2018».

Inoltre, in via sperimentale, viene introdotto un «premio di assiduità», che incentiva chi fa poche assenze, dal valore complessivo, a regime, di ulteriori 600 euro aggiuntivi, erogati semestralmente.Novità assoluta per Cefla, il premio di risultato verrà garantito anche a tutti i lavoratori forniti dalle agenzie interinali, con un anticipo mensile di 50 euro, che produrrà già a partire dal mese di luglio un aumento, per questi lavoratori precari, di oltre 80 euro.

Per Fim, Fiom e Uilm «questo è un obiettivo che risponde all’esigenza di unificare un mondo del lavoro sempre più disgregato e frammentato dove inoltre, con l’estensione della polizia sanitaria integrativa Cefla, dal valore di 346 euro a partire dal 1° gennaio 2019, prima era prevista solo per i lavoratori con una anzianità superiore a 4 anni, permette di allargare diritti a tutti i lavoratori presenti in azienda». (r.e.)

Nella foto un reparto della coop. Cefla

Alla Cefla premio di risultato anche per gli interinali nel rinnovo del contratto aziendale

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