Carne rossa, parla l’oncologo Maestri

IMOLA
Carne rossa ed insaccati messi sullo stesso piano delle sigarette come causa del cancro. L’allarme lanciato dall’Oms è rimbalzato sui giornali e sulle tv di tutto il mondo creando una fibrillazione costante che ancora non si placa. Da una parte i consumatori che si vedono costretti a rinunciare alla fettina in cambio magari di ipotetici manicaretti agli insetti (che non è chiaro come facciano ad essere sicuramente sani), dall’altra allevatori e macellai, ancora una volta penalizzati da queste tempeste mediatiche. Per capire quanto questo allarme sia fondato, giriamo la questione a chi con i tumori ha a che fare tutti i giorni, cioè con Antonio Maestri, primario dell’Oncologia all’Ausl di Imola e capo del dipartimento Medico.

“Essere grassi espone al rischio, ma non è sufficiente mantenere un peso corretto per evitarlo dice l’oncologo -. Fondamentale è seguire una dieta sana, povera di carne, ricca di frutta e verdura, oltre che di legumi e cereali, possibilmente integrali. Questo rende più difficile sia la comparsa di tumori che di altre malattie come il diabete, ischemie e ipertensione”.

Può spiegare meglio quali sono le carni rosse e quali sono le quantità di carne accettabili nella dieta? “La carne rossa è quella del maiale, dell’agnello, della capra, della pecora, del bue e del cavallo. Di questi sarebbe opportuno non superare i 500 grammi alla settimana, nel caso di carne cotta, cruda saliamo a 750 grammi. In pratica circa 70 grammi al giorno”.

L’intervista completa e altre curiosità su “sabato sera” in edicola dal 12 novembre

Il primario dell’Oncologia all’Ausl di Imola, Antonio Maestri

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