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La Befana della Coop di Consumo

La Befana della Coop di Consumo

La Befana della Coop di Consumo

La Befana della Coop di Consumo

IMOLA
I dirigenti le commesse del negozio della Coop di Consumo di Imola (l’antenata dell’attuale Coop) distribuiscono regali ai bambini in occasione della Befana del 1955. Iniziative del genere erano organizzate di frequente sia da aziende che da enti e associazioni, compreso lo stesso Comune. Va detto, inoltre, che fino agli anni Sessanta, nella zona imolese, come in altre parti d’Italia, la maggior parte dei regali per i bambini arrivava dalla Befana e non da Babbo Natale.

Un “arzdòr” della Fantuzza

Un “arzdòr” della Fantuzza

Un

Un “arzdòr” della Fantuzza

FANTUZZA, MEDICINA
L’uomo ritratto in questa foto è Riccardo Zuppiroli, l’arzdòr di un podere nella zona della Fantuzza, a Medicina. La foto è stata scattata nell’aia del podere in cui viveva, negli anni Sessanta, qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1968. Riccardo, nonostante la famiglia patriarcale e il mondo rurale a essa collegato stesse per scomparire, è ritratto nell’abbigliamento tradizionale delle nostre campagne: capparella, giacca, gilet, camicia di fustagno e pantaloni di velluto.

Le prime donne col tailleur

Le prime donne col tailleur

Le prime donne col tailleur

Le prime donne col tailleur

IMOLA
Questo è il particolare di un ritratto di tre donne che, circa nel 1920, si fecero fotografare con un abbigliamento all’ultima moda, almeno per Imola, cioè il tailleur. Bisogna dire che in quell’epoca, le novità venivano acquisite molto più lentamente e, dopotutto, in Italia, quel completo era in uso da poco più di una quindicina di anni…

L’antica Fornace Gallotti

L’antica Fornace Gallotti

L'antica Fornace Gallotti

L’antica Fornace Gallotti

IMOLA
La sala macchine della Fornace Gallotti con i compressori che fornivano l’energia per i macchinari, fotografata nel 1912. La fabbrica era situata tra via Zanotti e la via omonima, nel quartiere Zolino, ed estraeva l’argilla da un’area prossima alla ferrovia, nei pressi dell’attuale centro sociale. L’eredità della Gallotti fu raccolta dalla “Laterizi”, anch’essa scomparsa, che si trovava dove oggi sorge il Centro Leonardo.

La via Cairoli che non c’è più

La via Cairoli che non c’è più

La via Cairoli che non c'è più

La via Cairoli che non c’è più

IMOLA
Questa foto, scattata tra il 1949 e il 1950, riprende un tratto di via Cairoli che non esiste più, perché gli edifici che si vedono vennero demoliti per consentire il prolungamento di via Cavour fino a viale Carducci. Nelle facciate si distinguono il laboratorio del falegname Giuseppe Emiliani, detto “Fafétta” e la vecchia sede della sezione del Pci Domenico Rivalta. Oggi, al posto delle case, c’è un giardinetto che si estende fino a via Case di Dozza; per ricordare com’era questo angolo di Imola sono state lasciate le tracce dei muri e la targa di vicolo Tartagni, che si spingeva verso via della Salute e via Case di Dozza.

Prigionieri di guerra… automuniti

Prigionieri di guerra… automuniti

Prigionieri di guerra... automuniti

Prigionieri di guerra… automuniti

DISS, SCOZIA
Un gruppo di cinque militari italiani prigionieri presso il campo di Diss, in Scozia, accettò la sfida di alcuni artigiani locali per la costruzione di oggetti con materiali di recupero. Vinsero largamente la sfida, anche se non ebbero nessun premio, con una piccola automobile, funzionante, la cui costruzione iniziò nell’ottobre del 1945 e terminò nel marzo del 1946. Tra questi intraprendenti costruttori c’era anche l’imolese Leonardo Nanni (il terzo da sinistra); nella foto manca il quinto partecipante, che probabilmente non si dispiacque di non venir fotografato, perché era appena stato rimpatriato.

I mille soci della Cooperativa di Sesto

I mille soci della Cooperativa di Sesto

I mille soci della Cooperativa di Sesto

I mille soci della Cooperativa di Sesto

IMOLA, SESTO IMOLESE
L’assemblea annuale del 1954 dei soci della Cooperativa Braccianti di Sesto Imolese nella sala della locale Casa del popolo. La cooperativa, costituita nel 1920, fu sciolta durante il fascismo e ricostituita nell’immediato dopoguerra, con una partecipazione straordinaria. Negli anni Cinquanta giunse a contare oltre un migliaio di soci.

Brindisi con mina, in Libia

Brindisi con mina, in Libia

Brindisi con mina, in Libia

Brindisi con mina, in Libia

LIBIA
L’imolese Peppino Maranini andò a lavorare in un cantiere ferroviario in Libia, per la costruzione di una linea litoranea che doveva giungere fino al confine con la Tunisia, negli anni della Seconda guerra mondiale. Un giorno, nei pressi del cantiere, venne ritrovata una mina navale in riva al mare. Passata la preoccupazione iniziale, visto che la mina era inoffensiva, Peppino pensò bene di brindare allo scampato pericolo.

L’ultimo birrocciaio in viale Dante

L’ultimo birrocciaio in viale Dante

L'ultimo birrocciaio in viale Dante

L’ultimo birrocciaio in viale Dante

IMOLA
In questa foto vediamo transitare il birroccio di Luciano Sangiorgi, seduto (si fa per dire) a cassetta, lungo viale Dante, con la cavalla di razza austriaca Paula protetta da una coperta, come si faceva d’abitudine quando si doveva preservare la salute del cavallo. Siamo nel 1969, un’immagine di questo genere a Imola è già rara, ormai i mezzi a motore hanno decretato la scomparsa degli animali da traino e dei birrocciai. Luciano fu l’ultimo imolese appartenente a questa categoria e anche lui, dopo pochi anni, avrebbe abbandonato l’attività.

I ciclisti dell’Unione sportiva imolese

I ciclisti dell’Unione sportiva imolese

I ciclisti dell'Unione sportiva imolese

I ciclisti dell’Unione sportiva imolese

IMOLA
Ecco una formazione di ciclisti dell’Unione sportiva imolese che ottenne numerose soddisfazioni dall’attività agonistica. Nella foto, scattata nel 1948, si riconoscono, tra gli altri, da sinistra: Piatesi, Rivola, Dondi, Dalpozzo, Minardi e Assirelli.

Il vaiolo a San Prospero

Il vaiolo a San Prospero

Il vaiolo a San Prospero

Il vaiolo a San Prospero

IMOLA, SAN PROSPERO
Questo è un dettaglio della foto ricordo di Francesco Cacchi di San Prospero con la moglie Mariuccia Zardi e il figlio Cesare, scattata tra la fine del 1915 e l’inizio del 1916. Non avrebbe nulla di particolare, come tante altre foto del genere che i soldati conservavano al fronte e le famiglie a casa per mantenere vivo un legame che poteva interrompersi da un monento all’altro. Per la famiglia Cacchi la foto divenne speciale perché fu l’unica a ritrarre il piccolo Cesare, che da lì a poco sarebbe morto nell’ultima epidemia di vaiolo che colpì le nostre terre, proprio a San Prospero, causando 21 morti.

Bambini di Napoli ospiti a Imola

Bambini di Napoli ospiti a Imola

Bambini di Napoli ospiti a Imola

Bambini di Napoli ospiti a Imola

IMOLA
Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta a Imola furono ospitati, da famiglie che si impegnarono volontariamente, dei bambini napoletani in condizioni di bisogno. L’iniziativa si protrasse per alcuni anni, nonostante i numerosi intralci burocratici che ostacolarono lo svolgimento di questa attività solidale. La fotografia è stata scattata in piazza Codronchi nel 1951, i bambini di Napoli posano insieme alle persone che li hanno ospitati.

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