Comune unico, nuove regole e… l’opzione Castel del Rio?

CASALFIUMANESE-BORGO TOSSIGNANO-FONTANELICE-CASTEL DEL RIO
Nuove regole per i Comuni che si vogliono fondere o unire. L’Assemblea legislativa regionale le ha approvate modificando le leggi in materia: la 24 che risale al 1996 e la 21 del 2012.

La novità più importante riguarda i referendum consultivi dei cittadini. Finora era la Regione ad avere l’ultima parola. Le nuove regole fissano meglio con quali modalità. «Si tratta di una modifica chiesta dalle opposizioni» dice Roberto Poli, consigliere regionale e relatore del progetto di legge per la fusione dei tre comuni della vallata del Santerno (Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice che andranno ai referendum il 16 ottobre). In particolare, ora si prevede esplicitamente che la fusione non possa avvenire qualora il «No» prevalga sia nella maggioranza degli elettori che nella maggioranza dei singoli comuni interessati. Qualora i «Sì» alla fusione prevalgano nella maggioranza dei cittadini, ma non nei singoli Comuni, la nuova legge prevede che, nei Comuni «contrari» si passi la palla ai Consigli comunali. «Potranno approvare la fusione con almeno tre quarti di favorevoli in ciascun Consiglio» continua Poli. Particolari che chiariscono e chiamano in campo direttamente la politica, ma non soddisfano del tutto le opposizioni.

La nuova norma prende in considerazione anche lo scenario della «fusione per incorporazione». «Nel caso in cui un Comune voglia unirsi ad un Comune unico appena formato – chiarisce Poli -, sarà possibile farlo con una procedura più snella». Impossibile non pensare a Castel del Rio, ad oggi rimasto fuori dal progetto di fusione.

Le nuove direttive non si applicano alle fusione in corso, quindi non interessano la vallata del Santerno. L’Assemblea regionale, però, si è impegnata con un ordine del giorno a «tenere in considerazione i principi dettati dalla nuova normativa anche per i referendum del 16 ottobre». Ergo, sarà la Regione a decidere ma, se ci sarà una maggioranza assoluta di «No», è probabile che il Comune unico non nasca.

Il consigliere regionale Roberto Poli

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