Discarica, 5 milioni all’anno per Imola

IMOLA
“Ogni anno ci arrivano oltre 5 milioni di euro dalla discarica, l’equivalente di 5 punti di Irpef” ha affermato l’assessore all’Ambiente Davide Tronconi durante il Consiglio comunale di giovedì 5 novembre. Sacrificare la salute per il vil denaro è chiaramente un’assurdità, ma non ha neppure senso fingere che la discarica Tre Monti, ovvero far parte della filiera dello smaltimento dei rifiuti, rappresenti solo un problema per i cittadini imolesi.

Prima di tutto ci sono i circa 2 milioni che ogni anno ci vengono girati come indennità per il disagio ambientale dovuto all’impianto (200 mila li incassa Riolo Terme dato che in parte la discarica insiste sul suo territorio). Imola li mette a bilancio sulla spesa corrente, cioè i servizi per il welfare o far funzionare gli asili. Dalla primavera del 2014 una quota di 300 mila euro vanno obbligatoriamente per progetti di mitigazione effettiva del disagio, come mettere delle piante o sistemare le strade di accesso alla discarica. Entro fine 2015, ad esempio, serviranno per lavori già decisi sulle vie Pediano, Bergullo, Calunga Buore e Gratusa. Sempre ogni anno, poi, ConAmi passa a Imola circa 3,3 milioni di euro dal riparto degli utili dei dividendi provenienti dalla discarica che si sommano a 4-500 mila di canone di gestione.

Molti, soprattutto in queste giornate di accese polemiche, hanno chiesto al Comune di utilizzare i fondi del disagio ambientale o i dividendi ConAmi per abolire o ridurre la Tari, la bolletta che pagano i cittadini sull’imposta che copre i costi del servizio smaltimento rifiuti urbani. In città abbiamo una sola fetta di cittadini che non pagano la Tari. Si tratta delle 300 utenze residenti nelle vie che risentono concretamente del transito dei camion dei rifiuti su e giù per la discarica.

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La discarica Tre Monti

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