Discarica, acqua contaminata nei pozzi spia

IMOLA
“A Imola di impianti che mettono a rischio la salute dei cittadini non se ne fanno”. Il sindaco Daniele Manca non usa giri di parole. La notizia che i controlli fatti dall’Arpa il 12 e il 17 ottobre hanno trovato dell’acqua con contaminazioni oltre i parametri per i metalli (solfati, cromo, arsenico e nichel) nei pozzi spia attorno a due vasche di contenimento del percolatodotto non ha i contorni di un’emergenza ambientale, ma in un periodo in cui la discarica Tre Monti è sorvegliata speciale, al centro di polemiche di ogni tipo, soprattutto politiche, un problema come questo merita di essere preso con ogni cautela.

Così ieri Manca si è seduto al centro del tavolo tra l’assessore all’Ambiente Daniele Tronconi, il direttore di ConAmi Stefano Manara e i tecnici di Arpa e Ausl, e davanti a taccuini e microfoni l’ha detto chiaro e tondo: “Non si fa un metro quadrato in più di rifiuti finché non ho la garanzia che il diritto alla salute dei cittadini è tutelato, sia per quanto riguarda la vecchia discarica sia per l’ampliamento”. Tradotto, finché Hera non dimostra di aver individuato e risolto il problema e che questo non ha ricadute anche solo potenziali su quanto previsto negli studi sul progetto di sviluppo, scordiamoci il pezzo della sopraelevazione, ovvero di uno dei due tasselli dell’ampliamento presentato da Hera e ConAmi. Hera si è affrettata a dire che ha già trovato il problema cioè la rottura di una vasca e l’ha “confinato”.

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La discarica Tre Monti

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