Discarica, Hera deve eliminare le due vasche “incriminate”

IMOLA
Ieri è stata pubblicata sul sito di Arpae Bologna la decisione della Conferenza dei servizi sulle misure da prendere per risolvere il problema della perdita di percolato verificatasi nella discarica Tre Monti nell’ottobre 2015. Acqua contaminata venne rinvenuta nei pozzi spia attorno alle vasche di contenimento.

In questi mesi la Conferenza dei servizi si è riunita più volte per valutare i risultati delle varie analisi e verifiche, fatte sia da Arpae che da Heraambiente, gestore dell’impianto. Esclusa ogni contaminazione oltre il perimetro della discarica, sia del rio Rondinella che delle falde, Hera dovrà comunque mettere in campo una bonifica radicale per evitare ulteriori problemi in futuro, ovvero dovrà eliminare le due vasche “incriminate” V1 e V2 e buona parte della terra attorno ad esse.

“I lavori della Conferenza dei servizi della Città Metropolitana, pur nella loro complessità, consegnano a tutti conclusioni molto chiare” commenta l’assessore all’Ambiente del Comune di Imola, Davide Tronconi, con un comunicato. “In primo luogo che dal punto di vista igienico – sanitario non sussistono in alcun modo rischi relativi alla contaminazione della falda idrica sotterranea a servizio del sistema idrico potabile della città. In secondo luogo – conferma Tronconi –le indagini analitiche eseguite hanno evidenziato l’assenza di contaminazione per la matrice suolo sullo strato di argilla compatta. In terzo luogo, che il rio Rondinella non è stato e non è interessato dai valori riscontrati nel ‘catino’ al di sotto delle vasche di contenimento del percolato V1 e V2”.

“A questo si aggiunge un’importante prescrizione che prevede la rimozione delle vasche del percolato V1 e V2. Pur non essendo più in uso da tempo, tale prescrizione è indispensabile per intervenire sotto le vasche stesse (il cosiddetto catino) dove l’incontro fra acque meteoriche e percolato ha generato valori fuori norma. La totale bonifica delle terre di contenimento delle vasche, cioè del catino, è un’ulteriore garanzia di ripristino complessivo delle aree all’interno della discarica ma soprattutto una modifica sulle moda-lità gestionali alla ricerca di una sempre maggiore sicurezza”.

Soprattutto per Tronconi “questo circoscrive i problemi riscontrati e consen-te alla Conferenza sulla Via, presieduta dalla Regione Emilia Romagna, di lavorare con maggiore serenità”. Con queste parole l’assessore si riferisce all’altra Conferenza dei servizi aperta della quale è atteso a fine estate il pronunciamento sul via libera oppure il diniego per l’ampliamento e sopraelelevazione della discarica.

Vasche del percolato nella discarica

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