Dubbi sull’illuminazione a led, la Regione rassicura: “Nessun pericolo”

MEDICINA
Le luci a led, recentemente installate sui lampioni dell’illuminazione pubblica di tante città e paesi, possono causare dei danni alla salute? Il dubbio è venuto ai consiglieri comunali medicinesi del Movimento cinque stelle dopo aver visto su Raitre la trasmissione “Presa diretta” nella quale venivano “riportati diversi studi scientifici condotti in alcune università, i quali dimostrano come l’esposizione alla luce bianca dei led a 4000 gradi Kelvin (K) possa provocare gravi danni alla salute” dicono i pentastellati. Sotto accusa c’è la componente blu (“fredda”) molto alta di queste luci che scompenserebbe il nostro orologio biologico e l’alternanza giorno-notte, il cosiddetto ritmo circadiano.

A Medicina la nuova illuminazione a led installata di recente nel centro storico è tutta a 3.000 K. “Come chiesto espressamente dalla Soprintendenza perché la luce “calda” è considerata meno impattante dal punto di vista estetico” sottolinea il vicesindaco Matteo Montanari. Invece in via Marconi e in alcuni parchi cittadini, in particolare nell’Area Pasi, in effetti i led sono da 4.000 K e risalgono ad appena due o tre anni fa. I tecnici regionali, però, non ritengono ci siano problemi sull’illuminazione pubblica della città del Barba-rossa: “Non solo rispetta la normativa regionale in vigore, ma non costituisce elemento di pericolo per la cittadinanza” scrivono.

Cristian Cavina, capogruppo del M5S, non può fare a meno di rilanciare: “Ci sarebbe piaciuto ottenere l’impegno del Comune a sostituire anche quei pochi lampioni che hanno led a 4.000 K”.

Altri dettagli su “sabato sera” in edicola dal 30 marzo

Nella foto: i nuovi led installati a Medicina

One Response to Dubbi sull’illuminazione a led, la Regione rassicura: “Nessun pericolo”

  1. Nel mondo politico e tra i tecnici sprovveduti, il metodo “atrazina”, ILVA, Caffaro di Brescia, inceneritori, discariche, ecc, hanno fatto scuola…, tra l’altro con tanto di certificazione degli organi di controllo!
    Evviva la libera interpretazione dei dati scientifici….

    Legambiente ImolaMedicina
    31 marzo 2017 at 18:36
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