Effetto RestArt, i murales hanno abbellito le case popolari e il quartiere Marconi

IMOLA
Le ultime pennellate sono state date tra ieri e oggi. I murales nel quartiere Marconi sono terminati e l’edizione 2016 di RestArt va in soffitta: le vecchie case popolari hanno cambiato volto con disegni, colori e nuova vitalità.

Da giovedì a domenica scorsa gli organizzatori parlano di poco meno di 20 mila persone tra eventi, feste e concerti. Nel parco, attorno al centro sociale Giovannini e nel campo della parrocchia c’era sempre qualcosa da fare, dalla mattina alla sera, per grandi e piccoli, famiglie e giovani. Venerdì pomeriggio è stato consegnato anche un defribillatore donato da Never Give Up, 2 Memorial Nicola Ussia, e Noi Giovani ai Redskins Imola Baseball.

“Sono venute delle persone anche da Marche, Veneto e Toscana, ci hanno chiesto dove dormire, alcuni sono venuti in tenda…” racconta Vincenzo Rossi, presidente di Noi Giovani, l’associazione che promuove l’evento ormai da quattro anni. Tra artisti e volontari sono state coinvolte più di cento persone. Gli artisti che hanno dipinto le facciate di palazzi, scuola Marconi, centro sociale Giovannini e pure il sottopassaggio di via I Maggio sono arrivati da tutta l’Italia e pure dall’estero.

Dal momento che l’obiettivo era la riqualificazione urbana, ovvero cercare di far rivivere e coinvolgere un quartiere complicato come il Marconi, alcuni artisti hanno lasciato delle lettere nelle buchette dei residenti dei palazzi che avrebbero dipinto e altri sono andati porta a porta a spiegare cosa avrebbero fatto. “Sono mesi che stiamo lavorando con il quartiere” rivendica Rossi. E se alcuni disegni lasciano un po’ perplessi rilancia dicenco che “alcuni residenti sono venuti a chiederci se potevamo dipingere anche l’altra facciata della loro casa e altri delle case popolari di via Galilei e via Marconi se povamo dipingere anche le loro case. Alla fine c’è stata massima apertura da parte di tutti ed è stato bellissimo. C’era chi offriva un caffè oppure una torta, chi parlava con gli artisti dalle finestre, uno è andato a mangiare da una signora, un’altra si è offerta di ospitarli”. E alla fine quello che conta è che i disegni piacciano a chi nelle case ci abita e vive.

“Ora dobbiamo fare alcuni piccoli interventi nel parco, abbiamo chiuso le buche e abbiamo detto che compreremo la gomma antiurto per i giochi, Hera si è detta aperta a valutare una collaborazione, vedremo… Forse qualcosa ci è scappato ma posso dire che in generale abbiamo seguito le regole (patentini per le piattaforme, cinture, caschi). Non penso di risolvere tutti i problemi del quartiere ma abbiamo fatto qualcosa con un entusiamo meraviglioso dei volontari e di tutti”.

Foto di Isolapress

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