Furti nelle case, i dati rassicurano ma il fenomeno esiste. Il vicesindaco Visani “Non va sottovalutato. Diritto alla sicurezza”

IMOLA-PONTICELLI-CASOLA CANINA -DOZZA
Sicurezza e furti in appartamento. Nelle ultime due settimane sono stati denunciati vari casi. A destare più scalpore e timori quello di martedì 26 settembre a Ponticelli in via Stazione Ponticelli, dove una donna anziana è stata svegliata sulle 20.30 dai ladri che le rovistavano in camera da letto. Erano in tre, a volto scoperto, non l’hanno aggredita ma semplicemente uno le ha intimato in italiano di stare zitta e buona, “pensa a dormire” mentre “facciamo il nostro lavoro”. La donna ha obbedito e loro hanno messo a soqquadro un po’ di cassetti poi in due sono saliti nell’appartamento del figlio, che era fuori per una pizza, mentre il terzo era rimasto a controllare che la donna non si alzasse o accendesse la luce. Poi sono scappati da dove sono entrati: dal portone, che hanno forzato svitando i cardini, saltando poi la rete del giardino sul retro. A dare l’allarme alla polizia alla fine è stato il figlio contattato sulle 21 da una vicina. Ha raccontato tutta la storia anche sulla sua pagina Facebook: “Sono arrabbiato, confuso e deluso. Noi siamo una famiglia aperta e solidale ma la violazione della casa non ci sta. Io sono cresciuto in una grande casa dove nessuno chiudeva la porta a chiave…”. Sangue freddo e coraggio da parte dell’anziana. I ladri se ne sono andati, tra l’altro, con un bottino da poco (l’orologio del figlio ricevuto in dono dai colleghi per il pensionamento).

Negli stessi giorni in Pedagna est a Imola, in via Cicalini, una coppia ha sentito dei rumori provenire intorno alle 21 dall’appartamento al piano di sotto della quadrifamigliare in cui vivono, il cui proprietario era in ferie. Quando si sono affacciati dal terrazzo hanno notato prima un giovane in giardino poi altri tre che scappavano dall’appartamento del vicino per salire poi tutti su un’auto bianca. Alla fine la scoperta che una finestra era stata forzata e l’appartamento del vicino messo sottosopra ma è stato rubato poco o nulla. L’intervento dei vicini ha fatto desistere i ladri. Il 29 settembre ancora furto, in via Malcantone nelle campagne di Casola Canina. Anche in questo caso i ladri hanno agito tra le 19.30 e le 22 quando non c’era nessuno in casa e rubato videogiochi, gioielli e cellulari per circa 3.000 euro. Infine a Dozza in via Calanco, sempre tra le 20 e le 22, i ladri hanno visitato le case di madre e figlia, due edifici distinti ma vicini, a distanza di un paio di giorni un furto dall’altro. In un caso hanno forzato una finestra, nell’altro hanno approfittato di una finestra lasciata socchiusa; in una delle abitazioni c’era il figlio in casa ma non ha sentito nulla. In questo caso un bottino complessivo stimato in circa 6.000 euro in gioielli. I carabinieri stanno cercando indizi nelle immagini delle telecamere della zona, si vede un’auto chiara ma è troppo presto per dire se si tratta sempre della stessa auto.

Carabinieri e polizia non si sbilanciano a parlare di numeri. Per entrambi è un tipo di reato generalmente viene fatto da “gente che viene da fuori, agisce in posti diversi per qualche giorno, magari qua ha appoggi o contatti, poi se ne va”. Proprio per questo è difficile trovare prove ed identificarli. Per i carabinieri non è un “momento di picco”. Sollecitano la collaborazione dei cittadini per le segnalazioni e invitano ad attrezzare case e negozi con allarmi o altre misure passive: “E’ un fenomeno che non possono sconfiggere le sole forze dell’ordine e non dobbiamo pensare che è una sconfitta chiudere la porta a chiave anche se in passato non lo facevamo, semplicemente è un segno dei tempi”.

Giovedì 28 settembre, il vicensindaco Roberto Visani delegato alla Polizia municipale, in Consiglio comunale, in risposta ad una sollecitazione del consigliere Nicholas Vacchi (Forza Italia) sulla sicurezza ha riportato i dati del questore di Bologna che indicano un -8,4% dei furti totali per il nostro territorio con un -5,4% dei furti in appartamento e del -15,3% di quelli nei negozi. Riguardano però l’anno 2016. Forse nuove indicazioni arriveranno dalla prossima visita a Imola del Comitato per la sicurezza e del prefetto si prevede “a breve”. Nel frattempo Visani conclude: “Siamo vicini alle forze dell’ordine e possiamo chiedere al questore una dotazione che possa garantire il presidio del territorio, così come abbiamo cercato di ammodernare e rafforzeremo le dotazioni tecnologiche ma credo molto anche nelle segnalazioni dei cittadini, fondamentali per le indagini e cogliere in flagranza di reato. La Giunta non sottovaluta la questione, il diritto la sicurezza che riguarda soprattutto gli strati deboli della popolazione perché chi sta bene economicamente se non altro può acquistare strumenti passivi per tutelarsi (come gli allarmi, ndr) che costano”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *