I fyborg di Rfm vanno oltre i cyborg

IMOLA
Rfm è l’acronimo di Robot fitness machine, progetto imprenditoriale nato sei anni fa dall’iniziativa di Stefano Berardo e sostenuto, dal 2010, da Innovami, l’incubatore di impresa imolese.
Bolognese, laureato in ingegneria e da sempre appassionato di sport e meccanica, Berardo ha rivoluzionato il mondo fitness attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie. La prima, in ordine cronologico utilizza, negli allenamenti, sistemi antropomorfi in grado di replicare gli schemi motori del corpo umano, i cosiddetti fyborg. “Con quel termine – spiega Berardo – si identificano tutti quegli elementi estranei al corpo che consentono di potenziarne le espressioni”. Un termine che non nasconde la sua diretta discendenza dal termine cyborg, gli organismi bionici che popolano la letteratura fantascientifica. E seguendo il filone, è nato il progetto Hida, Human interface for dynamic architecture. “Un amico mi ha chiesto un sistema per organizzare i pesi – ricorda Berardo -. Ho pensato ad un contenitore e sono andato oltre, immaginando una panca completa ridotta alle dimensioni di un cubo”.
Nel 2013, per lo sviluppo del progetto Hida entra in società Giuseppe Casisi, ora direttore commerciale di Rfm, ed in seguito, in qualità di collaboratrice, Nina Berardi, laureata in Scienze motorie. “L’estero al momento si profila come il miglior mercato – sottolinea Berardo -. Molti sono i contatti maturati in Cile, Brasile, Marocco, Croazia”. L’intero articolo è pubblicato sul numero del settimanale “sabato sera” in edicola da giovedì 29 maggio.

Stefano Berardo e Giuseppe Casisi al “Rhex” di Rimini ricevono il premio per la migliore innovazione del settore Hotel/Spa

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