I medicinesi vogliono recuperare l’ex mulino Gordini

MEDICINA
Riqualificare l’area dell’ex mulino Gordini e, perché no, trasformarla in un parco pubblico speculare a quello delle Mondine, che si trova, per l’appunto, in posizione diametralmente opposta rispetto al centro storico di Medicina. E’ questa in estrema sintesi la proposta emersa dai gruppi di lavoro che hanno partecipato a «Partiamo dal futuro», il progetto partecipativo che nei mesi scorsi ha coinvolto cittadini e associazioni medicinesi nella stesura degli obiettivi e delle priorità del Piano strategico locale. In altre parole, determinare gli assi del futuro sviluppo del territorio comunale.

L’ex mulino è un imponente fabbricato all’angolo tra via Licurgo Fava e via Melega, conosciuto come il mulino “vecchio”, a conferma delle sue origini antiche, tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Tuttora l’edificio è della famiglia Gordini, gli ultimi proprietari del mulino, che ha cessato l’attività negli anni Ottanta. E nell’immobile ci vive, tuttora, uno dei figli dell’ultimo mugnaio, Angelo Gordini.

“L’idea emersa dal Piano strategico locale di ricavarne un’area verde credo vada considerata seriamente – commenta il vicesindaco, Matteo Montanari -. In quella zona del capoluogo manca un polmone verde. Ma occorre valutare bene l’insieme, ad esempio la possibilità di valorizzare il canale, che esce dal tratto tombato proprio in quel punto, ma si tratta di una questione complessa, da studiare in accordo con la Bonifica Renana”.

In effetti, ragionare di riqualificazione è suggestivo, ma tutt’altro che semplice, considerando il fatto che, come detto, uno dei fratelli Gordini vive ancora in una parte dello stabile, sul retro.

Altri dettagli e la storia del “vecchio” mulino è su “sabato sera” in edicola dal 25 agosto

Il mulino Gordini come si presenta oggi

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