Il ministro Galletti e la discarica: inquina, anzi no

IMOLA-ROMA
Le analisi dell’Arpa “hanno evidenziato per le acque sotterranee uno stato di contaminazione riconducibile a perdite di percolato” nell’area della discarica Tre Monti di Imola. Anzi no, perché le perdite di percolato “non sono state tali da comportare la contaminazione delle acque superficiali del Rio Rondinella, perchè sono contenute in strati argillosi con velocità di deflusso pressoché nulle”. Cioè, quindi?

Quindi la risposta scritta data dal ministro Gian Luca Galletti mercoledì 6 all’interrogazione della senatrice Anna Maria Bernini rimbalzata sulle agenzie di stampa, ha fatto drizzare i capelli in testa a molti. Nel dettaglio, il ministro ha scritto che «dall’esame del quadro riepilogativo dello studio di Arpa emerge la conformità per tutti i parametri (tra cui monossido di carbonio, arsenico, nichel e piombo), ad eccezione dell’ozono, per cui si sarebbe verificato il superamento della soglia di attenzione e 15 superamenti dei valori obiettivo», che sarebbero però «imputabili non a emissioni del sito, ma alle caratteristiche del luogo». E fin qui nulla di nuovo.

Poi però aggiunge che le analisi dell’Arpa «hanno evidenziato per le acque sotterranee uno stato di contaminazione riconducibile a perdite di percolato». Una dichiarazione esplosiva e, ad oggi, un’eventualità negata da ogni ente della Conferenza dei servizi. Tempo ventiquattrore e dal ministero dell’Ambiente arriva una nota “di integrazione” che aggiusta il tiro. In sostanza conferma quanto si affanna a dire da mesi da Hera e ha appurato l’Arpa cioè che le acque contaminate, rilevate effettivamente nei pozzi spia, non sono arrivate al Rondinella, ovvero non sono uscite dal perimetro della discarica neppure infiltrandosi sottoterra, ergo nessun problema con la falda. “Sono comunque già state per tempo attivate dalle autorità locali le misure necessarie per la rimozione delle sorgenti dell’inquinamento e per la bonifica definitiva dell’area” precisa sempre il ministero.

Insomma la vicenda ricorda un po’ quella del famoso comunicato del ministero guidato dalla Gelmini sul tunnel dei neutrini tra Cern e Gran Sasso che tanto ha impazzato in rete qualche anno fa.

Ma l’occasione è ghiotta per chi è contrario al progetto di ampliamento del’impianto come il M5S sin dall’inizio al fianco delle associazioni ambientaliste che chiedono invece chiusura totale e bonifica. Parole durissime sono arrivate dalla consigliera regionale Giulia Gibertoni: “La Regione sta facendo di tutto per nascondere ai cittadini la verità sui veleni che provengono dalla discarica. Noi abbiamo chiesto, senza mai ottenere un parere positivo dalla Giunta, che si procedesse con un’indagine ed una valutazione di impatto sanitario sulla popolazione e che le indagini venissero fatte da un soggetto esterno neutrale e non da Arpae. Tutte richieste che sono cadute nel vuoto”.

Anche per il consigliere comunale Isv di Imola Nicolas Vacchi “la risposta del dicastero all’ambiente rileva un fatto gravissimo. Come consigliere comunale della Città di Imola, ritengo sia opportuno porre freno al progetto di ampliamento. Mi impegno a depositare un atto in consiglio comunale, attraverso questa istanza cercheremo di fare luce sulla vicenda. Dopo questi fatti, serve un progetto di bonifica dell’intera area e non certo di ampliamento”. Stessa linea anche per il segretario Lega Nord sezione Imolese Marco Casalini: “Se è vero quello dichiarato dal ministro servirà subito un intervento opposto all’ampliamento, ovvero una chiusura immediata del sito e la sua bonifica”.

A questo punto cresce l’attesa per scoprire cosa deciderà la Conferenza dei servizi decisiva sulla Valutazione di impatto ambientale sul progetto. Terminata la fase delle osservazioni, ora la Regione ha 90 giorni di tempo per le valutazioni e convocarla. Il sindaco Daniele Manca ha detto più volte, che se vi saranno valutazioni di impatto ambientale, fatte dalle autorità proposte, che parlano di rischi per la salute, l’ampliamento della discarica non si farà. E che intende comunque avviare un percorso per migliorare la parte gestionale corrente dell’impianto.

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