Il rapinatore dei casellanti con un passato da investigatore privato

FAENZA-MEDICINA-BOLOGNA
Il giudice ha convalidato l’arresto: i due rapinatori arrestati in flagrante dalla polizia stradale mentre assaltavano il casello autostradale di Faenza della A14 sono ancora in carcere a Ravenna. Si tratta di un ventisettenne di Porretta Terme domiciliato a Bologna, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, e un trentanovenne incensurato, domiciliato a Medicina con un passato da investigatore privato. Al momento risultano entrambi disoccupati.

La stradale li ha bloccati poco dopo la mezzanotte di mercoledì scorso mentre stavano rapinando il casellante. In sella ad uno scooter (risultato rubato in gennaio a Bologna), si sono avvicinati da una strada laterale per non essere ripresi dalle telecamere dell’impianto, poi, passamontagna in testa, hanno raggiunto a piedi il gabbiotto e l’hanno aperto con un’apposita chiave, hanno minacciato con una pistola (risultata poi essere una scacciacani senza tappo rosso) il casellante costringendolo a sdraiarsi sul pavimento. A quel punto sono intevenuti gli agenti che erano appostati poco lontano dato che stavano indagando proprio su varie rapine ai caselli avvenute di recente con analogo modus operandi.

Nell’abitazione medicinese i poliziotti hanno trovato anche un’altra piscola scacciacani, oltre che un taser elettrico, ricetrasmittenti, chiavi modificate e altro materiale sul quale gli agenti stanno ancora indagando. Infatti i due per il momendo devono rispondere solo dell’episodio di mercoledì sera a Faenza, ma si ipotizza che possano essere coinvolti in altre cinque rapine avvenute negli ultimi mesi ai danni caselli Arcoveggio (tre volte), Sasso Marconi e ancora a Faenza. In genere il bottino variava dai 7 ai 3 mila euro. Gli agenti stanno cercando anche di capire come sono riusciti a procurarsi le chiavi adatte ad aprire i gabbiotti.

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