Impiegate assenteiste condannate, ricorrono appello

IMOLA – BOLOGNA
Sono state tutte condannate per truffa aggravata continuata in concorso ai danni dello Stato le tre dipendenti del Centro per l’impiego (Cip) di Imola, finite sotto la lente della Procura di Bologna quattro anni fa. Si tratta dell’allora responsabile e due impiegate.

Per tutte e tre la scorsa settimana il giudice Paola Palladino ha emesso una sentenza di un anno e sei mesi di reclusione e 500 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

La vicenda è iniziata con filmati e pedinamenti, un’indagine che mostrava numerose assenze dall’ufficio di via Boccaccio in orario di lavoro tra dicem-bre 2011 e aprile 2012. In pratica uscivano dal lavoro senza smarcare per fare la spesa o sbrigare faccende personali. Nell’ottobre del 2012 le tre furono spostate nella sede del Cip di Bologna, dove si trovano tuttora in attesa del processo. Il Cip dipendeva dalla Provincia (oggi Città metropolitana), e l’allora assessore al Personale, Emanuele Burgin, definì il trasferimento «tecnico-organizzativo».

Le tre rischiano il licenziamento, ma il provvedimento disciplinare è sospeso e, con ogni probabilità, lo rimarrà fino all’ultimo grado di giudizio. Tutte e tre, infatti, beneficiano della sospensione condizionale della pena, ma gli avvocati hanno già presentato ricorso in appello.

Il giudice Palladino ha stabilito anche 15 mila euro di provvisionale, sempre a favore della Citta metropolitana (l’ufficio a suo tempo dipendeva dalla Provincia, che ne aveva chiesti oltre 100 mila).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *