In Regione risoluzione affinché la vendita di gadget fascisti sia reato

BOLOGNA
L’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha approvato una risoluzione che impegna ad intervenire affinché il reato di apologia del fascismo sia esteso anche alla vendita e diffusione di gadget con immagini del regime e venga inserito nel codice penale, consentendo così la repressione dei reati legati alla riproduzione di atti, linguaggi e simboli del nazifascismo.

La risoluzione è stata presentata dai gruppi Pd, Sel e AltraEr, prima firmataria la consigliera Nadia Rossi (Pd), che hanno votatoa favore, contrari i gruppi Ln, Fi e Fdi-An, mentre si è astenuto il gruppo M5s.

Nella risoluzione si chiede alla Giunta regionale “di intervenire nelle sedi opportune affinché il reato di apologia del fascismo sia esteso anche alla vendita e diffusione di gadget e oggetti con immagini del regime fascista e nazista e venga inserito nel codice penale, consentendo così la repressione dei reati legati alla riproduzione di atti, linguaggi e simboli del nazifascismo”.

La consigliera regionale castellana Francesca Marchetti (Pd) commenta così: “In alcune zone della nostra regione la commercializzazione di gadget ispirati al fascismo è molto diffusa ma non va banalizzata e ridotta a mero fenomeno folkloristico. Rivendichiamo la natura democratica ed ispirata ai valori dell’antifascismo su cui abbiamo costruito la nostra Repubblica anche con un provvedimento come questo che nega la possibilità di lucrare su una delle pagine più buie della nostra storia”.

La consigliera regionale Francesca Marchetti, il segretario Pd Marco Raccagna, il consigliere regionale Roberto Poli

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