Lo yoga non fa passare la paura, però aiuta

OZZANO EMILIA
L’ozzanese Tiziano Fusella, di solito giornalista per “sabato sera”, qua è impegnato come volontario nella tendopoli di Cavezzo dove trascorre il fine settimana. Uno dei suoi hobby è lo yoga e ciò di cui hanno bisogno molte persone di fronte allo stress post-terremoto è rilassarsi, e con il caldo non è facile. Un po’ di sollievo può arrivare proprio dalle tecniche yoga.
Questa la sua esperienza:
“Sono molto complessi i problemi nelle tendopoli delle zone terremotate. Specie in questo periodo con temperature che, all’esterno, possono arrivare a 38°. Figuriamoci all’interno. Eppure, lo yoga qualche sollievo sembra averlo dato. Del resto, scopo dell’antica disciplina indiana è proprio quello di ritrovare l’equilibrio di ciascuno. “Yogash cittah vritti nirodha”, “lo yoga (lett. congiunzione) avviene quando le modificazioni su corpo e mente si acquietano”, si legge dall’antico testo Yoga-Sutra del maestro Patanjali. E di modificazioni emozionali, nella drammatica fase post-terremoto, se ne sono viste parecchie. Con la mia associazione di Yoga, il Centro Culturale Vaikuntha di via Nardi a Bologna, ci siamo messi in contatto con gli psicologi della protezione civile che a Cavezzo stavano prestando aiuto alle popolazioni colpite. “Ci piacerebbe fare lezioni yoga aperte a tutti nelle tendopoli”, è stata la nostra proposta. “Ce ne sarebbe davvero bisogno”, la loro risposta. Hanno accettato di buon grado e con un sorriso, anche loro curiosi di sapere se effettivamente lo yoga potesse dare in qualche modo una mano. Il tempo di avere i permessi e ci siamo trovati a Cavezzo. Abbiamo iniziato un sabato mattina presto con di una quindicina di persone, in maggioranza bambini e ragazzi, al loro primo incontro con lo yoga. I bambini, specie tra gli 8 e i 14 anni, hanno una notevole elasticità degli arti e del busto, tanto da mettere in imbarazzo qualsiasi insegnante. Molte posizioni, infatti, a loro riescono con naturalezza. Più difficile cercare di staccare la mente e i pensieri dal trambusto che proveniva poco distante da noi. E poi la notte prima c’era stata una scossa del 3.5. Ci siamo accorti subito della tensione e della paura negli occhi di molti, così come nei gesti, nei movimenti e nelle spalle. Perché proprio nelle spalle si accumulano tensioni ed emozioni negative, così viene tramandato nello yoga, e molti dei nostri esercizi sono cominciati proprio da lì. C’è poi una posizione, si chiama Vrikshasana (lett. “posizione dell’albero”) che abbiamo definito “una metafora della convivenza col terremoto”. La difficoltà stava proprio nel trovare l’equilibrio su una gama sola e l’altra all’altezza dell’linguine, cercando di congiungere la mani. Una posizione che si può mantenere a lungo solo con una respirazione calma e un atteggiamento mentale distaccato da tutte le influenze esterne, come la paura, l’agitazione, o anche disagi come il caldo, la sete. Da queste semplici considerazioni sulle posizioni yoga, nel corso della seconda lezione, inevitabile che le persone volessero sapene in più. “Ma quando si fa yoga bisogna svuotare la mente da tutto?”, la domanda di Erica, una dei partecipanti. In effetti ci sono due scuole di pensiero, secondo la tradizione yoga. Una sostiene di sì, l’altra di no. Come insegnante io appartengo alla seconda scuola di pensiero, quella denominata Bhagavat, dove è pressoché impossibile svuotare la mente del tutto. Meglio riempirla di emozioni positive, in particolare di sillabe sacre, i cosiddetti “mantra”, che possono diventare anche un piacevolissimo modo, apprezzato soprattutto dai bambini, per cantare liberamente accompagnati da strumenti acustici e liberarci così di tante tensioni attraverso la musica e la voce”.

4 Responses to Lo yoga non fa passare la paura, però aiuta

  1. mi sembra un’idea bellissima.. non di solo pane vive l’uomo…

    mario leonelli
    19 luglio 2012 at 11:12
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  2. L’ Amore…fa bene !..Terremoto .Terremoti ..Quante cose nella vita possono destabilizzarci..farci “perdere l’ equilibrio”…vacillare.fisicamente.. o nell’ anima ..O entrambi : perdere le coordinate..sentirsi “spaesati”…immessi in un non-senso.. I “terremoti” chiedono attenzione, ascolto, aiuto :e non si tratta solo di ricostruire case, ma piuttosto ritrovare e sostenere la casa del coraggio, e la forza, e la gioia di vivere…Ragazzi semplici, armati di buona volontà ..vengono nelle tendopoli..Vengono con semplicità , di cuore, molti non sanno neppure cosa troveranno…Ma partono e arrivano, arrivano per dare . Questo è importante, e questo è YOGA : realizzare attraverso una pur piccola, buona azione,il grande miracolo della connessione !E di nuovo sentirci vivi, rispecchiandoci anche nella vita degli altri, riconoscendoci nei loro bisogni..condividendo disagi, lutti,ma anche speranze! Cari ragazzi che andate fra i terremotati e nella valigetta degli attrezzi avete solo il cuore..Un Grazie! Sentitissimo ! Perchè insegnando con Amore..la posizione dell’ albero..a chi forse neppure ha più una casa..riportate lo sguardo di ciascuno, insieme al vostro, alle vere, vere radici..E’ l’ Amore, solo l’Amore che ri-connette, anche a noi stessi..E’ l’ Amore che ricostruisce, l’Amore che …trasforma …qualunque terremoto…in occasione di “incontro” , di vera Evoluzione..

    Liliana Cajelli
    20 luglio 2012 at 16:23
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  3. Ma se lo yoga è davvero così benefico, perché allora in India c’è ancora così tanta miseria e sofferenza, visto e considerato che lo yoga viene proprio da lì (se non vado errato)?

    Luc
    29 luglio 2012 at 05:39
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  4. beh.. come saprai bene, non e’ detto che siccome una disciplina nasce in una nazione, questa debba essere praticata da tutti e alla perfezione…

    Sarebbe come dire che tutti i giapponesi dovrebbero essere campioni di judo…

    comunque… l’india e’stata pesantemente sfruttata da stranieri senza scrupoli (soprattutto afghani, arabi ed inglesi) per piu’ di mille anni.. e’ in rapida crescita economica, ma ancora deve crescere molto..

    in ogni caso se vai in india con la precisa intenzione di crescere spiritualmente (yoga vuol dire “connessione col divino”) non sarai deluso.. e’ una grande nazione, piena di arte, di bellezza, di cultura, di spiritualita’ e di gente meravigliosa…

    (io ci sono stato 13 volte)

    mario leonelli
    30 luglio 2012 at 17:02
    Rispondi

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