Ipotesi centro culturale islamico e polemiche

BORGO TOSSIGNANO
Potrebbe sorgere in via Allende, nella zona industriale del paese, il nuovo centro di cultura islamica della vallata del Santerno. Recentemente, circa 200 metri quadrati di un capannone, che apparteneva alla ditta Sviluppo Santerno Srl, sono stati acquistati all’asta fallimentare dall’associazione Centro culturale islamico della vallata (Cciv), che da almeno una decina d’anni gestisce un’analoga sede a Casalfiumanese. Formata da fedeli musulmani residenti in vallata, l’associazione era alla ricerca da tempo di uno spazio più ampio come ritrovo per la preghiera e per organizzare corsi di arabo o religione.

“Tra gli usi già previsti dagli strumenti di pianificazione urbanistica per quell’area ci sono sia lo svolgimento di attività produttive che culturali, sportive, sociali e sanitarie – precisa il sindaco Clorinda Mortero -. Questo significa che gli uffici del Comune non hanno competenza autorizzativa in tal senso ma solo di controllo e verifica rispetto alla conformità dei locali al rispetto delle norme di edilizia, sicurezza e igiene, assieme ai vigili del fuoco e all’Ausl”.

In compenso sono arrivate le proteste “contro la moschea” e alcuni cittadini di Borgo si sono fatti promotori di una raccolta firme che oggi (lunedì 29 agosto) conta circa 250 adesioni. Il capogruppo di Forza Italia al Circondario, Simone Carapia, ha dato il proprio appoggio politico, facendo arrivare, tramite il suo partito, la questione in Regione. I timori dei firmatari riguardano la sicurezza (sulla scia degli avvenimenti legati al terrorismo) e la logistica di una zona che, destinata ad attività lavorative, non sarebbe “attrezzata per quanto riguarda spazi e parcheggi ad ospitare tante persone”.

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L’ingresso del capannone di via Allende

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