Ispra, ente semisconosciuto che protegge ambiente e animali

OZZANO EMILIA
Pur presente da circa quarant’anni sul nostro territorio, precisamente in via Ca’ Fornacetta a Ponte Rizzoli, non tutti sanno che l’Ispra, acronimo che indica l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, rappresenta un luogo unico nel suo genere a livello nazionale, con peculiarità di interesse anche per non addetti ai lavori. La sede con laboratori e altre strutture si trova all’interno di circa 30 ettari recintati, ambiente vitale per diverse specie autoctone, oltre che sede di studi e ricerche.

Oggi l’Ispra si occupa di ricerca e consulenza a livello nazionale su tutti gli aspetti che riguardano l’ambiente, sia su terra che in mare. I suoi campi sono l’inquinamento, l’idrologia, i terremoti, le risorse idriche così come piante e animali, ovvero le risorse ecologiche e faunistiche.

Tutt’altro tema è quello legato al progetto per realizzare all’angolo con gli Stradelli Guelfi un impianto per lo stoccaggio, il recupero e trattamento dei rifiuti presentato da G2 Servizi Srl, a due passi dalla sede Ispra. Un progetto molto contestato a Ozzano con una raccolta firme e anche con dubbi da parte del Comune stesso. Attualmente si attende la conclusione del procedimento di Valutazione di impatto ambientale. Anche il direttore dell’Ispra, Ettore Randi, non si mostra particolarmente felice di questa prospettiva. “Stiamo seguendo l’iter autorizzativo in stretto contatto con l’Amministrazione ozzanese – precisa il direttore della sede Ispra – anche la sede nazionale dell’Ispra è stata informata e l’attenzione è alta: la cosa non ci entusiasma. Certo non è un buon “biglietto da visita” per l’Istituto, in futuro essere quasi accerchiati da aree per la gestione dei rifiuti”.

Altre informazioni su “sabato sera” in edicola dal 14 luglio

La sede dell’Ispra di Ozzano

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