Jovanotti da Fazio col Fifty Malaguti

OZZANO EMILIA-CASTEL SAN PIETRO
“Lorenzo 2015 cc”, il nuovo disco di Jovanotti, è uscito da poche settimane e nelle interviste in tivù il cantante toscano si presenta a bordo di un mitico Malaguti Fifty 50. “Non volevo una moto vintage, che è un po’ troppo cool – ha spiegato il cantante nelle interviste promozionali -, quanto piuttosto parlare del motocross, di motorini truccati, quell’immaginario di officina di provincia che ha qualcosa di sognato”.

Sì, perché in città andava bene la Vespa, ma appena fuori coi motorini ci si gareggiava e andavano modificati nei garage per farli andare più veloci. Truccare i motorini era la specialità della provincia. Soprattutto lungo l’asse della via Emilia, dove sorgeva proprio la Malaguti Spa, che dagli anni ’70 ha prodotto qualcosa come 2 milioni e 300 mila moto di piccola cilindrata, per l’appunto il mitico Fifty. Poi c’erano lo scooter F10, il Centro e il Phantom. Poi la crisi progressiva del mercato ha portato al declino, fino allo stop definitivo della produzione quattro anni fa.

Così ha fatto un certo effetto ai 14 dipendenti di quel piccolo settore che resta della fabbrica, ossia l’assistenza e ricambi per i 750 mila motorini ancora esistenti sparsi per l’Italia, vedere Jovanotti arrivare in studio qualche settimana fa a “Che tempo che fa” da Fazio su Raitre in sella al famoso Fifty. “E’ stata una bella pubblicità peccato che arrivi a babbo morto” dice con gli occhi un po’ lucidi Fabrizio Degli Esposti, tra i pochi che lavorano all’assistenza in quel che resta dello stabilimento di Idice.

Per quasi mezzo secolo la Malaguti non ha avuto rivali nella categoria dei 50 cc. Poi, quando la concorrenza, specie asiatica, ha iniziato a produrre gli scooter, la Malaguti è arrivata in ritardo. La casa bolognese è corsa ai ripari mettendo in produzione anche lei una gamma di scooter ed ebbe pure un certo successo. Ma durò poco. Ormai le case straniere avevano assunto designer europei e i loro prezzi erano più competitivi. La sfida era persa. In 170 tra operai e impiegati hanno perso il lavoro con la chiusura del 2011. La famiglia Malaguti, che ha fondato l’azienda negli anni ’30, ha venduto il capannone sulla via Emilia a Osteria Grande, ma è ancora vuoto, così come è inutilizzato quello più grande, a Poggio a Castel San Pietro, ancora di proprietà della famiglia Malaguti, mentre Lo stabilimento di Idice è la sede del punto assistenza e ricambi, l’unico ancora attivo dell’azienda.
Altre informazioni su “sabato sera” in edicola dal 9 aprile

Jovanotti col Fifity ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”

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