La lirica “verista” all’Osservanza

IMOLA
Centoventi sale cinematografiche in tutta Italia proietteranno in contemporanea, due eventi in diretta della lirica mondiale dalla Royal Opera House di Londra: “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci”. Le due opere, due grandi classici rispettivamente di Mascagni e Leoncavallo, a Imola saranno proiettate al teatro dell’Osservanza domani pomeriggio, domenica 13 dicembre, alle 15. Entrambe sono dirette da Antonio Pappano, con la regia di Damiano Michieletto, mentre sul palco ci saranno Carmen Giannattasio e i mezzo soprano Martina Belli ed Elena Zilio, insieme alle grandi star Eva-Maria Westbroek e Aleksandrs Antonenko.

Le due opere fanno capo al movimento “verista”, che voleva riprodurre la realtà della vita dell’Italia popolare. “Cavalleria Rusticana” è tratta dalla novella di Giovanni Verga, con libretto Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci ed è la tragedia dell’amore illecito del contadino Turiddu verso la gia sposata Lola, il cui epilogo è il duello finale. Ambientata in un villaggio del sud nel tardo Ventesimo secolo, dove prevalgono povertà e ipocrisia e dove la donna è paragonata ad un oggetto e gli uomini combattono per difendere il loro orgoglio, secondo antichi codici, forti passioni si nascondono nel buio.

“Pagliacci” invece è la storia di una compagnia di teatro. Il gobbo buffone Tonio, l’assassino Canio e sua moglie Nedda sono al centro della vicenda. La loro performance si svolge sul palcoscenico della sala della comunità locale, dove velocemente la messa in scena si disfa e la realtà emerge. Caino scopre il tradimento della moglie, e geloso la uccide sul palcoscenico, davanti al pubblico. La storia è basata su una vicenda realmente accaduta, a cui il compositore da bambino fu realmente testimone. Le proiezioni nei cinema sono arricchite da interviste e filmati dietro le quinte dei protagonisti della Royal Opera House.
Biglietti 10 e 15 euro.

Una scena di “Cavalleria Rusticana” con Dimitri Platanias nel ruolo di Alfio e altri membri del Royal Opera Chorus. Foto di Catherine Ashmore

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