La sanità è cambiata, il contratto di chi ci lavora no, volti e richieste raccolti in un video su Fb

IMOLA
I lavoratori della sanità da otto anni sono in attesa del rinnovo del contratto nazionale. Nel frattempo la sanità è cambiata, nonché le mansioni assegnate alle varie figure, vengono richieste più competenze e, talora, più responsabilità. Ecco perché i lavoratori interessati, oltre 1.700 nella sola Ausl di Imola, chiedono a gran voce che il contratto venga rinnovato al più presto possibile.

Voci e volti raccolti in un video di circa 15 minuti, postato sulla pagina Facebook della Funzione pubblica della Cgil Emilia Romagna. Una decina di infermieri, tecnici, amministrativi, Oss, tra cui quattro imolesi, hanno espresso le loro richieste.

Quella più ricorrente riguarda la valorizzazione della propria figura professionale, non solo in termini economici. «Non si può sempre tagliare i costi a partire dal personale. Vogliamo migliori condizioni di lavoro, formazione e integrazione con le altre professioni. C’è un abuso di contratti a tempo determinato. Bisogna cambiare le cose, anche per dare il giusto messaggio ai giovani».

«Ad esempio Oss e assistenti sociali sono ancora inquadrati nel ruolo tecnico e non sanitario – dettaglia Marco Blanzieri, della segreteria Fp-Cgil Emilia Romagna e segretario generale della Fp-Cgil di Imola – quindi se effettuano una prestazione a domicilio assieme a un infermiere, è solo quest’ultimo a percepire l’indennità di assistenza domiciliare perché ad oggi viene riconosciuta solo al personale sanitario».

Proprio nei giorni scorsi, il 7 giugno, il lento iter verso l’agognato rinnovo ha fatto un passo in avanti con l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, della modifica del Testo unico del pubblico. Ma la strada è ancora lunga.

Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” in edicola da giovedì 22.

Nella foto: gli imolesi intervistati

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