La storia delle camioniste polacche

CASTEL SAN PIETRO
Non solo indossavano pantaloncini o gonne “moderne” quando la vista di una caviglia o delle ginocchia faceva ancora scalpore, ma svolgevano mestieri tipicamente maschili, come quello di camioniste. Le donne del II Corpo d’Armata Polacco hanno dovuto combattere non solo perché si trovavano in guerra, ma anche contro gli stereotipi dell’epoca, infrangendo regole e tradizioni. In un rapporto di una cento in mezzo agli uomini hanno svolto le mansioni di infermiere, vivandiere, radiotelegrafiste e autiste. La mostra documentaria “Camioniste polacche. Ausiliarie del Secondo corpo d’armata polacco. Dalla Russia all’Italia. 1942-1946” celebra queste donne coraggiose e ci rivela anche come gli abitanti vedessero queste eroine. Preparata dall’associazione culturale italo-polacca “Malwina Ogonowska” in collaborazione con il Consolato generale della Repubblica di Polonia a Milano, la mostra sarà inaugurata giovedì 24 ottobre alle 14.30, alla presenza del sindaco di Castel San Pietro Sara Brunori e del viceconsole polacco Bartosz Skwarczýnski all’interno del ricco calendario della Festa della Storia e sarà visitabile fino al 7 novembre all’interno del Palazzo Comunale in piazza XX Settembre.
Un’altra donna sarà celebrata quest’anno all’interno della Festa della Storia: Enica Calabresi, scienziata arrestata nel 1944 a Firenze con l’accusa di essere ebrea per essere deportata ad Auschwitz. Pochi giorni prima di partire si suicida per evitare l’orrore dei campi di concentramento. La sua storia e quella della sua famiglia, che risiedeva a Gallo Bolognese, sarà raccontata da Paolo Ciampi, che ne ha scritto la biografia (“Un nome”, edizioni Giuntina) sabato 26 ottobre alle 20.30 alla biblioteca comunale di via Marconi 29.

Una foto della mostra Camioniste polacche e la copertina del libro di Paolo Ciampi su Enrica Calabresi

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