La Tosca della Cmc

TEATRO DELL’OSSERVANZA

«Un salvataggio mondiale!». Ivano Artioli, autore de «La Tosca di Mario della Cmc», non ha dubbi sul gesto eroico raccontato nell’opera che Anpi di Imola e «sabato sera» regalano alla città venerdì 29 gennaio (ore 21, ingresso libero) al teatro dell’Osservanza di Imola, in occasione delle celebrazioni legate alla giornata della Memoria.

Artioli, professore di Diritto e scrittore, presidente dell’Anpi di Ravenna, nel presentare il libretto operistico al centro della serata, ci tiene a spiegare l’importanza dei fatti del 19 novembre 1944, quando la Basilica di Sant’Apollinare in Classe e il suo campanile furono salvati dai partigiani romagnoli aiutati da altri combattenti e di come è nata l’idea di questo spettacolo, già andato in scena a Ravenna, Russi ed Alessandria.

Lei Artioli è partito da…?

«Dai racconti dei partigiani che ho raccolto negli oltre dieci anni di presidente Anpi – risponde Artioli –, tra i quali quello legato al salvataggio della Basilica di Sant’Apollinare che mi ha subito colpito, perché era poco conosciuto, ma secondo me di un’importanza mondiale! Basti dire che oggi la Basilica è patrimonio dell’Unesco».

Se è ancora possibile visitare la bellissima Basilica a chi lo si deve?

«Ad una trentina di uomini coraggiosi, tra i quali una decina di partigiani del distaccamento Settimio Garavini ed ai commandos della Ppa del maggiore Popski, un meraviglioso avventuriero polacco, con una famiglia di origine russa, che poi diventerà grande amico del nostro comandante Bulow, Arrigo Boldrini. Popski prese subito in simpatia i nostri ragazzi partigiani, già abituati a fare la stessa cosa della Ppa durante la Seconda Guerra e cioè anticipare l’avanzata degli Alleati. Quelli della Ppa erano l’avanguardia dell’8ª brigata dell’esercito inglese. Proprio gli inglesi, avanzando nell’Adriatico, dopo aver liberato Rimini, Cesenatico, Cervia e il resto della costa si accorsero che a Classe il campanile della Basilica di Sant’Apollinare dava loro molto fastidio, perché era un punto d’osservazione alto e purtroppo molto utile ai tedeschi per controllare gli alleati».

Qual era il destino del campanile?

«Era molto a rischio di essere bombardato dagli Alleati e, visto che a fianco c’era la chiesa del ‘600 con opere meravigliose, non voglio proprio immaginare cosa sarebbe successo se la coraggiosa azione dei partigiani fosse fallita».

Cosa fecero i partigiani?

«I partigiani, tra i quali c’erano anche dei muratori della Cmc di Ravenna, ed in particolare Mario, con coraggio dissero agli inglesi: “Ci pensiamo noi a liberare Classe ed il campanile di Sant’Apollinare, senza il bisogno del vostro intervento”, ottenendo dagli Alleati inglesi una tregua di una sola giornata per agire, altrimenti sarebbe iniziato il bombardamento».

Che azione misero in atto?

«La mattina del 19 novembre 1944 il gruppo di partigiani e della Ppa partì da una casa nella pineta e con un’azione spericolata riuscì a liberare Classe e la Basilica, senza alcun danno, nemmeno la vicina fabbrica dell’Eridania venne toccata. Una meravigliosa storia! All’interno della Basilica di Sant’Apollinare è ancor oggi possibile leggere su una grande stele, scritta in italiano e in inglese, il ricordo di questo salvataggio».

Del quale lei Artioli ha pensato di scrivere un’opera come «La Tosca di Mario della Cmc».

«Avendo conosciuto negli anni alcuni dei protagonisti di questo evento, dopo aver scritto diversi articoli, ho pensato di proporre l’idea dello spettacolo a Massimo Matteucci, presidente della Cmc, una delle cooperative più grandi del mondo. Matteucci, che conosceva bene la storia di Sant’Apollinare, accolse subito la mia proposta anche per ricordare i muratori della Cmc che come partigiani persero la vita durante la Resistenza, sostenendo la realizzazione dello spettacolo. Anche lui il 29 gennaio sarà a Imola con me e Bruno Solaroli a presentare la serata».

Cosa vedremo in scena?

«La protagonista sarà una novella Tosca pucciniana che combatte il nazi-fascismo e si vedrà il coraggio, la forza di questa donna della Resistenza nel rischiare, assieme al suo Mario, la propria vita per salvare la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. C’è una voce narrante, Francesca Mazzoni, che racconterà i fatti del ’44 di Sant’Apollinare, intervallati da brani musicali di Puccini, Verdi, Rossini, Handel, con il soprano Anna Roberta Sorbo, il tenore Ernesto Carvi, il baritono Gianandrea Navacchia ed il Coro lirico Calamosca-Mariani composto da una quarantina di elementi con al pianoforte Mirko Maltoni, ma non posso svelare tutto. Venite al teatro dell’Osservanza, le nostre hostess-volontarie dell’Anpi vi regaleranno anche il libretto dell’opera!».

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

Telefono 0542-31555

Imola, Via Venturini 18
INFO: 054276625,,www.sabatosera.it,