L’avventura della cometa di Natale

MEDICINA
Doveva essere la cometa di Natale, la più brillante degli ultimi secoli. Invece dopo il passaggio radente sul Sole (“appena” ad un milione di chilometri di distanza), si è “spenta”. Il passaggio si è rivelato troppo ravvicinato per la struttura del nucleo della cometa Ison, che non ha resistito al calore, al flusso delle radiazioni elettromagnetiche e al bombardamento di particelle emesse dalla nostra stella. Sono sopravvissuti solo grani piuttosto grossi di polveri che proseguiranno nella loro traiettoria di avvicinamento alla Terra, ma non saranno in grado di illuminare il cielo della notte di Natale, come romanticamente si sperava. Da un punto di vista scientifico, l’evento è un’opportunità senza precedenti e ovviamente a seguire queste osservazioni non poteva mancare l’antenna parabolica di Medicina, intenta a rintracciare emissioni di acqua e ammoniaca. In pratica scienziati e tecnici stanno cercando le molecole fondamentali degli amminoacidi, i mattoni costituenti le basi della chimica della nostra vita. La Ison è un laboratorio eccezionale in quanto proviene direttamente dalla remota Nube di Oort, ai confini del sistema solare, quindi dovrebbe essere ricca di materiale organico risalente ai tempi della formazione del sistema solare. L’idea è confermare la teoria che le comete hanno probabilmente giocato un ruolo decisivo nell’apparizione della vita, depositando molecole organiche sulla Terra circa 3,9 miliardi di anni fa. “I dati raccolti sono in fase di elaborazione e solo nei prossimi giorni potremo sapere la composizione del materiale cometario”, spiegano i ricercatori di Medicina.

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