Le noci della Cti, un investimento a lungo temine, originale e redditizio

IMOLA
Lo scorso anno sono state prodotte 80 tonnellate di noci, con un ricavato di oltre 500 mila euro, quest’anno sono previste 100 tonnellate. Questi i numeri di un originale investimento a lungo termine, avviato nel 2007 dall’allora direttore generale della Cti (Cooperativa trasporti Imola), Tiziano Martelli. L’idea destinare a noceto 12 ettari di terreno della coop. in via Carpe; nel tempo si sono aggiunti altri 12 ettari nel 2008 e 10 ettari nel 2010. A gestirli è la Società agricola Caci, controllata al 100% da Cti.

«Quest’anno – spiega Daniele Morini, vicepresidente Caci – abbiamo rinnovato l’impianto di lavorazione, dove avviene il lavaggio con acqua e la selezione. In più, abbiamo aggiunto l’essiccatoio. Questo investimento, di circa 120 mila euro, rende più pratico riuscire a fare tutto in loco. Dalla pianta alla vendita». A pochi metri dal capannone, infatti, si trova il negozio (aperto dalla settimana scorsa), dove già da qualche anno è anche possibile trovare il nocino.

Noci che vanno letteralmente a ruba, quindi, come attestano i cartelli che delimitano la proprietà e su cui si ricorda che è reato raccogliere le noci senza permesso. «Purtroppo – conferma Morini – abbiamo avuto casi di persone che di notte sono venute con i sacchi. Per questo abbiamo aumentato la sorveglianza».

L’articolo completo e altre curiosità su “sabato sera” del 12 ottobre.

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