Le ricette della Vespa Teresa in biblioteca

IMOLA
«Un piatto può raccontare molto di una società, di un tempo. Prendi le polpette con le erbe spontanee, ho conosciuto una signora che imparò a farle su direttiva della suocera perché “si doveva spendere poco”. Era di rigore farle il lunedì, e non perché quel giorno si trovavano al mercato, come potrebbe essere oggi, ma perché il lunedì bisognava recuperare tutto il brodo della domenica e il grasso per le polpette lo si prendeva da lì. Non c’era vezzo, era tutta necessità».

Si chiama La Vespa Teresa. Ricette e storie di Donne di Romagna il libro che l’attrice faentina Maria Pia Timo ha pubblicato per l’editore Lt e che presenterà domani giovedì 26 novembre alle ore 17.45 in biblioteca a Imola (evento a cura di Coop Adriatica) nell’ambito del Baccanale. Il volume è tratto dalla fortunata esperienza televisiva de La Vespa Teresa, trasmessa per due edizioni da Alice Tv e in procinto di partire con la terza, ma non si limita a tradurre su carta quel progetto che vede Maria Pia girare la Romagna entrando nelle case delle “azdore” per farsi svelare le ricette della memoria e farsi raccontare aneddoti, ricordi e curiosità del tempo che fu. La Timo lo definisce soprattutto un’operazione di narrativa, di racconto delle quarantasei «azdôre romagnole che hanno reso vive le pagine che leggerete», come scrive nell’introduzione, anche se sono le ricette, oltre cinquanta in perenne bilico tra l’origine tradizionale e il design moderno delle pagine, la spina dorsale del lavoro. Indicizzato come un menù, coi capitoli dedicati ad Antipasti, Minestre, Primi, Secondi e Dolci, in effetti il libro è prezioso soprattutto come testimonianza di un’umanità e di un mondo che per abitudine confiniamo nel passato prossimo ma che appare già così remoto. E’ sufficiente l’incipit del capitolo dedicato al «Semolino fritto della Bruna» per farsi un’idea del libro: «Brusca e diretta, la Bruna non puoi che adorarla. Ti maltratta bonariamente appena gliene dai l’occasione. Se l’aiuti in cucina, come fai sbagli, e ci manca che ti prenda a cucchiaiate di legno sulle nocche. È la donna di casa, di polso, che dirige, decide, comanda».

«La cucina è un mezzo straordinario per capire come cambiano i tempi – spiega Maria Pia Timo -. Queste signore, ad esempio, non contemplavano la pasta al pomodoro d’inverno, perché i pomodori c’erano in estate e la conserva si chiudeva con dei rudimentali tappi fatti con le pannocchie che facevano inacidire puntualmente la metà del sugo. Ho scoperto che per la sfoglia si usavano uova conservate nella calce anche per un anno e che qualche signora tentò di fare un semifreddo usando il pozzo al posto del frigorifero, con risultati immaginabili…».

Le uova, appunto, che sono il tema del Baccanale. Qualche aneddoto legato a loro?
«Erano centrali. Una signora mi ha raccontato che nella sua famiglia, di dieci persone, il giorno dopo le nozze la suocera le diede un uovo e un po’ di farina e le disse che con quello doveva fare la sfoglia per tutti! La sfoglia, allora, veniva fatta tutti i giorni, ed era anche un momento erotico… gli uomini accorrevano per veniva la donna che tirava la pasta».

L’intervista completa e altre curiosità su “sabato sera” in edicola dal 26 novembre.

Maria Pia Timo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *