L’ex frigo per i lanciatori di razzi

MEDICINA-FIORENTINA
Nel campo a lato della strada che porta alle antenne del radiotelescopio di Medicina, c’è un container coibentato che viene utilizzato dall’associazione Acme, che conta una quarantina di soci appassionati di modellismo spaziale. Proprio lì si ritrovano per lanciare i razzi che loro stessi costruiscono.

Tra loro c’è Stefano Pozzato di Molinella, vicepresidente di Acme, che è finito pure sul mensile “National Geographic” per un servizio del fotografo Federico Barattini dedicato ai “survivalisti”, anche detti “prepper” (dall’inglese to prepare, ossia prepararsi). Sono coloro che si preparano quotidianamente e attivamente per gestire le emergenze.

Il container, un’ex cella frigo di un camion, acquistata da uno sfasciacarrozze per 1.500 euro, è il punto di appoggio e il deposito per i materiali dell’associazione, ma non solo. Nell’allestirlo, Pozzato ha voluto che fosse il più possibile autosufficiente anche se, per quanto ben attrezzato, ad esempio, c’è perfino la connessione wi-fi, gli mancano però alcune cose fondamentali per essere definito un vero e proprio rifugio a prova di “disastro”. Ad esempio non ha riscaldamento, acqua corrente o un bagno.

“A livello energetico è autosufficiente al 90 per cento perché è dotato di pannello solare, batteria e inverter – spiega Pozzato -. C’è anche un generatore a benzina, che viene usato solo quando c’è più necessità di energia, ad esempio per fare il caffè con la macchinetta o quando usiamo le piastre a induzione. Non temo che possa accadere una catastrofe, ma mi piace essere ben organizzato”.

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Stefano Pozzato e l’interno del container coibentato

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