Meningite in un bimbo durante un campus a Castel del Rio, questa sera incontro pubblico al “Galletto”

IMOLA
Il caso di meningite meningococcica segnalato sabato scorso e che ha colpito un bambino bolognese che stava frequentando un campus estivo a Castel del Rio è di sierotipo Y. Il dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Imola ne ha ricevuto comunicazione nella serata di ieri da parte del Laboratorio di Microbiologia del policlinico Sant’Orsola. Allo scopo di fornire maggiori informazioni e rassicurare la cittadinanza, questa sera alle ore 19, presso la struttura recettiva “Il Galletto” di Castel Del Rio, si terrà un incontro pubblico organizzato dal Comune di Castel Del Rio e dall’Ausl di Imola a cui parteciperà il direttore dell’Igiene pubblica dell’Ausl di Imola Gabriele Peroni.

Il “Galletto” è la struttura presso la quale alloggiava il bambino che faceva parte di un gruppo bolognese che partecipava ad uno stage sportivo di basket e pallavolo. “Non c’entrano nulla con i campi solari – ci hanno tenuto a dire dalla direzione – che proseguono senza problemi. Non abbiamo ricevuto prescrizioni o altro da parte dell’Ausl”.

In effetti lo stesso Peroni smorza ogni timore e spiega: “Il meningococco è un batterio che si trasmette per contagio diretto, ossia attraverso le goccioline di saliva o muco emesse parlando, tossendo o starnutendo, quindi la semplice profilassi antibiotica è raccomandata, in via del tutto precauzionale, solo per le persone che abbiano avuto contatti molto ravvicinati con il soggetto, infetto nei 10 giorni precedenti all’esordio dei sintomi. Il periodo di incubazione è compreso tra 2 e 10 giorni. Ricordo anche che questo germe è normalmente presente nelle prime vie aeree di circa il 5-10% della popolazione e solo raramente provoca la malattia. Inoltre si tratta di un batterio molto sensibile all’azione dell’aria, della luce, a tutti i disinfettanti ed alle normali misure di pulizia: nell’ambiente esterno e quindi, al di fuori delle persone che lo ospitano, viene rapidamente distrutto”.

Per questo la profilassi antibiotica, come detto già ieri, è stata somministrata sabato scorso solo alle persone che avevano avuto contatti stretti col ragazzino, mentre a coloro che hanno frequentato contemporaneamente la struttura ricreativa con contatti occasionali o all’aperto col gruppo, è stata inviata solo una lettera informativa e chiesto di segnalare al medico curante eventuali sintomi sospetti che potessero presentarsi entro la settimana in corso.

Foto d’archivio

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