Meno treni per Varignana, la polemica

CASTEL SAN PIETRO-OSTERIA GRANDE-VARIGNANA
Il Servizio ferroviario metropolitano (Sfm) bolognese si sviluppa e diventa sempre più articolato, ma questo non sembra portare buone notizie per i castellani. La Regione Emilia Romagna, committente del servizio, nei giorni scorsi ha inviato una e-mail al Comune nella quale ipotizza «dall’avvio del nuovo anno scolastico» la riduzione del numero dei treni (da 39 a 25) che attualmente fermano alla stazione di Varignana di Osteria Grande. Lo prevede uno studio elaborato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) «con lo scopo di adattare le istanze delle Istituzioni (Regione e Provincia di Bologna su tutti, ndr) alle caratteristiche tecniche della linea e del nuovo servizio di prossima attivazione». In pratica, le 14 fermate tolte a Varignana (che in base allo studio coinvolgono circa 40 passeggeri sulle linee Bologna-Rimini-Ancona e Bologna-Ravenna), verrebbero spostate nella nuova stazione di Bologna San Vitale, oramai pronta, all’altezza di via Massarenti. Sarà uno snodo importante perché servirà anche per la direttrice Prato e per accedere al policlinico Sant’Orsola Malpighi, decongestionando la stazione Centrale.
Nella e-mail della Regione questa soluzione viene definita l’unica «offerta al momento praticabile, poiché compatibile con i vincoli, i condizionamenti, le risorse disponibili e gli elementi di rigidità che l’attuale sistema presenta». In altre parole, a parità di treni viene semplicemente rivisto il numero delle fermate.
Decisamente contrariato il sindaco castellano Fausto Tinti, che abita a Osteria Grande ed è tra i più assidui fruitori proprio della fermata ferroviaria di Varignana. Lunedì 28 luglio ha incontrato Maurizio Tubertini, responsabile regionale del servizio ferrovie per chiedere delucidazioni. «Alcuni treni sono poco utilizzati – ammette il sindaco dopo la riunione – e capisco i costi, ma così la ricaduta interessa un ambito di 7.000 persone. Ho chiesto che, in questo primo anno di sperimentazione di Bologna San Vitale, venga analizzato il dato dei residenti di Osteria, Varignana, Palesio che si spostano a Castel San Pietro o a Ozzano, in alcuni casi pagando pure un biglietto più alto, perché le fermate non sono sufficienti. Il servizio metropolitano di superficie – affonda il sindaco – va riorganizzato, ma non togliendo le fermate. Per me i margini ci sono, ad esempio individuando alcuni “doppioni” tra treni che da Bologna proseguono fino a Ferrara e non hanno molti passeggeri. Concentrare i tagli su Varignana sembra una scelta di comodo…».
Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” in edicola dal 31 luglio.

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