Metti un sabato sera a parlare di mafia

IMOLA
Sala San Rocco in Valverde piena, nonostante la scelta non felicissima di un sabato sera, per incontrare Dino Petralia, procuratore aggiunto alla Dda di Palermo. Insieme al magistrato anche Margherita Asta, coordinatrice di Libera per i familiari delle vittime di mafia per il Nord Italia e Rino Giacalone, giornalista de Il Fatto quotidiano. Petralia conosce bene Imola, così come conosceva Alberto Giacomelli, già presidente di sezione del tribunale di Trapani, assassinato dalla mafia nel 1988, a cui è intitolato il presidio di Libera del circondario imolese. Una serata, quindi, che parte tra gli aneddoti e i ricordi e si conclude con il racconto terribile della morte della madre e dei fratelli di Margherita Asta, vittime innocenti e casuali dell’autobomba con cui la mafia trapanese intendeva uccidere il sostituto procuratore Carlo Palermo nell’85. “Ricordo quella macchia di sangue sul muro, in alto, sul muro della casa, a Pizzolungo, era il sangue di mio fratello…”. Seguita dall’esortazione di Petralia affinché “le vittime di mafia appartengano a tutti” e a fare attenzione “perché la mafia è bravissima a riorganizzarsi, economicamente, per trovare canali di finanziamento, perché non ha problemi con la burocrazia da rispettare come abbiamo noi. Ad esempio quella siciliana sembra star puntando nuovamente sulla droga…”. Infine Giacalone che chiede che non si abbassi mai l’attenzione sui fatti di mafia, come invece sembra accadere oggi, soprattutto sulla “mafia di provincia, vedi quella trapanese, da cui poi sono nate alcune delle indagini più importanti”. Tra gli ultimi casi seguiti dal procuratore Petralia c’è l’indagine sugli appalti del Comune di Mazara del Vallo, sindaco Giorgio Macaddino, sedici gli indagati tra politici, funzionari pubblici, professionisti. I reati contestati sono quelli di abuso, falso e violazione delle norme della tutela ambientale.

Foto Isolapress

One Response to Metti un sabato sera a parlare di mafia

  1. Un elogio a Libera la quale costantemente con i suoi volontari promuove iniziative per informare i cittadini delle problematiche che vi sono a livello nazionale e non solo. La serata di sabato scorso era dedicata a ricordo del giudice Giacomelli e di tutte le vittime di mafia. La lista purtroppo è lunga : Giacomelli, Falcone, Morvillo, Borsellino, Chinnici, Mattarella, LaTorre, Impastato, Livatino, Dalla Chiesa ed altri Magistrati, Forze dell’Ordine e Scorte. Ancora magistrati, altri uomini della forza pubblica hanno pagato con la vita perchè erano dalla parte della Legalità, della Legge, a difesa dei valori della Carta Costituzionale, a difesa di noi cittadini. Occorre coraggio e Falcone, Borsellino con il maxi processo avevano sferrato un duro colpo a “cosa nostra”, ma alla fine si resero conto che l’organizzazione della mafia era entrata a far parte dello Stato e delle Istituzioni Pubbliche. – Non bisogna rassegnarsi ma continuare a fare informazione soprattutto alle nuove generazioni.

    imolese
    14 ottobre 2013 at 18:08
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