Nell’indagine Cna sulle Pmi e la pressione fiscale Imola fa meglio di Castello

IMOLA-CASTEL SAN PIETRO
Comune che vai, fisco che trovi: un dato di fatto messo nero su bianco dall’Osservatorio della Cna nazionale, che da quattro anni monitora come cambia da città a città la pressione fiscale sulle piccole e medie imprese. Quest’anno, per la prima volta, tra i 135 Comuni presi in esame figurano anche Imola e Castel San Pietro.

L’indagine ha preso a riferimento una ipotetica piccola impresa con un fatturato di 431 mila euro, un reddito di 50 mila euro, un laboratorio produttivo di 350 metri quadri (più un negozio/magazzino di 170 metri quadri), con un impiegato e quattro operai. Oltre alla tassazione statale, l’analisi ha preso in considerazione i tributi regionali e comunali, tra cui Imu, Tasi e Tari. «In questa ricerca – ha spiegato il presidente di Cna Imola, Paolo Cavini – sono stati analizzati il “total tax rate”, cioè il peso esercitato su un’impresa da tutte le tasse, e il “tax free day”, ovvero il giorno a partire dal quale l’impresa comincia a guadagnare dopo aver assolto gli oneri fiscali. Per Imola è il 18 luglio, mentre per Castel San Pietro è il 24 agosto. Gli artigiani sono stremati – sottolinea Cavini -. E’ urgente intervenire sulla riduzione delle tasse alla piccola e media impresa”.

I risultati dell’indagine hanno lasciato perplessa Anna Rita Muzzarelli, assessore a Bilancio e Tributi di Castel San Pietro. “Non mi risulta una tassazione superiore a Imola – spiega -. Tra l’altro l’aliquota base per il calcolo dell’Imu è addirittura inferiore: 9,6 mentre a Imola è 10″. Soddisfatto, invece, l’assessore imolese allo Sviluppo economico, Pierangelo Raffini, per il quale il risultato «eccellente» è «frutto di un lavoro responsabile e attento della giunta comunale che cerca di amministrare bene il proprio territorio”.

Altri particolari nel’articolo su “sabato sera” del 15 giugno.

Nella foto: l’assessore Muzzarelli e Paolo Cavini

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