Novità al vertice della Fondazione Crimola

IMOLA
L’ingegner Sergio Santi si prepara a diventare il presidente emerito della Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Fabio Bacchilega, imprenditore nel settore delle fonderie (Fomar Imola, Cab di Bastiglia nel modenese) è avviato alla successione e sta raccogliendo consensi (e firme per la candidatura) tra i 97 soci della Fondazione. Il cambio al vertice avverrà dal 1° giugno 2016, giorno in cui entrerà in carica il nuovo presidente e in cui saranno cambiati molti volti di chi sovrintende l’ente di palazzo Sersanti.

Senza scomodare paragoni troppo ingombranti e anche un po’ irriverenti sulla definizione di emerito, siamo di fronte ad una novità epocale che Santi stesso spiega con una indicazione arrivata per Imola e altri dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, competente sulle Fondazioni bancarie. Una conferma la necessità di dare continuità alle linee di lavoro che la Fondazione Cassa di risparmio di Imola ha portato avanti in questi tre lustri durante i quali Sergio Santi l’ha guidata. Una durata che non si ripeterà più: Santi infatti ha goduto di una deroga che il Governo concesse per tutti gli organi delle Fondazioni bancarie come le aveva volute la legge Ciampi – Pinza. Dopo gli scontri con il ministro Giulio Tremonti, le Fondazioni furono chiamate ad entrare nella Cassa depositi e prestiti, la banca che finanzia opere necessarie ai servizi pubblici e enti pubblici. Questo suggerì di azzerare un mandato agli organi direttivi e ha prolungato la vita oltre i 10 anni canonici.

Un tempo supplementare necessario però per cambiare segno alla Fondazione Crimola che, uscita definitivamente dal capitale dalla banca di cui fu emanazione, ha cercato e trovato un equilibrio nei rapporti con le altre istituzioni pubbliche e religiose del territorio. Un rapporto di cui Imola fu pioniera tra le Fondazioni bancarie, dando vita ad una stretta collaborazione con i Comuni e le diocesi per finanziare interventi e per essere soprattutto volano di opere, materiali e immateriali, in grado di incidere sul territorio per farlo crescere dai punti di vista economico, culturale e sociale.

Per questo la continuità d’azione diventa una esigenza per il territorio e il ruolo di presidente emerito che Sergio Santi andrà a interpretare diventa delicato e importante. Va infatti ricordato che, per raggiunto limite di mandati, cambieranno tutti e 9 i consiglieri di amministrazione e 14 su 20 dei componenti del Consiglio generale. In pratica l’80% delle persone che siedono negli organi direttivi sono nuovi.

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Sergio Santi

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