Nuovo punto per la raccolta olio usato in via Baruzzi

IMOLA
In città i contenitori posizionati da Hera per la raccolta dell’olio usato sono diventati 9. In questi giorni, infatti, è stato collocato un nuovo punto con una capacità di 240 litri in via Baruzzi, in prossimità del civico 3, a fianco dell’Isola ecologica di base. E’ stato anche potenziato il contenitore già collocato in via Vivaldi, che ha ora una capacità più che doppia rispetto a prima, 660 litri.

Gli altri contenitori stradali sono nel quartiere Pedagna in Via Vivaldi (parcheggio fronte Scuole), nel quartiere Zolino (in Via Tinti, presso i cassonetti vicino al centro sociale), nel quartiere Campanella (in Via Curiel, presso i cassonetti vicino al centro sociale), nel quartiere Cappuccini (in Via Tribbioli, presso i cassonetti), nella Zona Machiavelli (in Via Leopardi angolo piazzale Michelangelo, presso i cassonetti), in centro storico Piazzale Ragazzi ’99 (presso Isola Interrata Borghetto), nel quartiere Marconi (in Via Volta angolo Via Andreini, presso cassonetti), nella zona industriale (in Piazza Romagna, presso i cassonetti fronte scuole).

In totale sono circa 35 le tonnellate di oli alimentari raccolte nel 2015 a Imola dai servizi di Hera, di cui oltre 19,2 alla stazione ecologica di via Brenta e 15,8 grazie per l’appunto ai contenitori stradali dislocati sul territorio comunale. Questi i dati della raccolta dell’olio vegetale, costantemente in crescita, in particolare quella stradale che, nel 2015, è raddoppiata rispetto al 2014 (15,8 tonnellate contro 7,9).

L’olio alimentare (quello da frittura o utilizzato per conservare gli alimenti nei vasetti) da gettare può essere conferito anche negli appositi contenitori presso tutte le stazioni ecologiche. Nelle colonnine stradali va consegnato all’interno di bottiglie usate o flaconi in plastica (diametro massimo 18 cm), chiusi con il loro tappo (l’olio non va versato “sciolto” all’interno delle colonnine stradali, per non causare il traboccamento e sporcare la piazzola).

Da ricordare che l’olio alimentare è un rifiuto pericoloso: se versato nello scarico del lavandino, e quindi nelle fognature, può provocare danni al sistema di depurazione e alle reti fognarie, causando un importante aggravio all’inquinamento ambientale. Inoltre, se finisce nell’ambiente o se viene versato impropriamente nell’acqua o nel suolo, anche un solo litro di olio può contaminare seriamente la falda e le acque superficiali, formando una pellicola che ostacola l’ossigenazione dell’acqua.

L’olio raccolto, invece, diventa una risorsa: “opportunamente trattato – segnalano da Hera -, viene utilizzato per produrre energia elettrica o biodiesel. Con 1.000 tonnellate di olio alimentare è possibile produrre energia elettrica per sostenere i consumi di circa 4.000 abitanti, mentre da un litro si ricavano circa 0,85 litri di biodiesel, da utilizzare come combustibile negli impianti di riscaldamento o come carburante, miscelato con il gasolio o da solo, in grado di contribuire alla riduzione dei gas serra con emissioni di oltre l’80% inferiori ai combustibili derivanti dal petrolio”.

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