Palmira distrutta dall’Isis ritorna in 3D

MASSA LOMBARDA
Dopo la visita in bici del ministro Giuliano Poletti, Wasproject, l’azienda di Massa Lombarda specializzata nella stampa in 3D, torna a far parlare di sé, questa volta in chiave artistica e per un nobile scopo.

La tecnologia della stampa di 3D, infatti, potrebbe essere utilizzata per ricostruire gli antichi manufatti distrutti dalla furia iconoclasta degli jihadisti dello Stato islamico, stampandoli tridimensionalmente utilizzando proprio le polveri degli stessi. Per il momento si tratta solo di teoria, come tiene a precisare il boss di Wasp, Massimo Moretti: “Siamo stati invitati a partecipare ad un incontro che si è tenuto durante la Maker fair di Roma – racconta, riferendosi alla fiera dell’innovazione che si è tenuta nella capitale a metà ottobre -. Il tema era la possibilità di stampare in 3D i monumenti distrutti a Palmira partendo da semplici foto in 2D: cosa che tecnicamente si può fare. E lo abbiamo dimostrato stampando in scala un monumento distrutto”.

Ad ogni modo c’è ancora molto da lavorare: la maxistampante Bigdelta, infatti, al momento non è in grado di stampare grandi moduli, ma soprattutto la zona di Palmira è tutt’altro che tranquilla e sicura. Prima di ricostruire ciò che l’Isis sta distruggendo è necessario che la guerra finisca.

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