Passante nord, storia di una bocciatura

IMOLA-BOLOGNA
I sindaci, capeggiati da quello metropolitano Virginio Merola, bocciano il Passante Nord. Non è certo una novità se si pensa alla gestazione. Ciò che lascia perplessi sono le dinamiche, anche politiche, che innesca.

Il tracciato del progetto di un nuovo anello autostradale per oltrepassare Bologna, in pianura, verso est, avviato tra 2002 e 2003, dopo una serie di pareri negativi era già stato modificato sostanzialmente da Autostrade Spa nel 2011, con una versione più corta ma pure più impattante (più vicina ai centri abitati), che non soddisfava nessuno. A partire proprio dai sindaci. Tutto però pareva essere tornato sotto traccia, Quasi che la crisi e la diminuzione del traffico avessero reso meno pressante per tutti la necessità di trovare una soluzione per la strettoia Bologna. Poi, ad ottobre è stata presentata in Regione da società Autostrade un’ulteriore proposta che non cambiava molto la sostanza.

E i sindaci hanno espresso la loro contrarietà all’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini. Ad inizio settimana, al termine di una riunione nella Federazione bolognese del Pd, sempre i sindaci dei municipi coinvolti nel tracciato hanno siglato un documento firmato anche da Virginio Merola e dal segretario del Pd Francesco Critelli.

E ieri mattina Merola, insieme al consigliere delegato Irene Priolo e all’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna Andrea Colombo, ha annunciato ufficialmente con una conferenza stampa che la Città metropolitana ha deciso che l’opera non è più utile. Anzi, si farà qualcos’altro. “Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, il progetto non prevede una ulteriore espansione – spiegano dalla Città metropolitana – ma si concentra sull’attuale tracciato autostradale prevedendo una completa banalizzazione di autostrada e tangenziale e la mitigazione di quest’ultima”. “Prendiamo sul serio il problema del consumo del suolo – ha dichiarato Merola – e utilizzeremo i fondi stanziati, 1 miliardo e 300 mila euro complessivi, anche per misure compensative rafforzando il trasporto pubblico metropolitano, dal Sfm al collegamento di Fico con la stazione, passando per Fiera, Regione e Tecnopolo tramite tram”.

Pare stano, però che Autostrade, che sin dall’inizio ha detto di non aver intenzione di finanziare una viabilità non a pedaggio (vedi una tangenziale gratuita o banalizzata) decida di non spostare altrove i fondi da lei assegnati finora al Passante.

La notizia della bocciatura definitiva del Passante nord ha già raccolto le pesanti critiche di Confindustria e Unindustria. “Il Passante fino ad oggi significava nuova logistica, aria migliore per la città, opportunità occupazionali. Ora tutto questo scompare. Perché?”, scrive in una nota il presidente di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi. “Che si facciano tutte le verifiche del caso, e se nelle ultime versioni progettuali ci sono stati stravolgimenti si prendano le giuste misure, ma rinunciare ad una grande opera, ritenuta da tutti necessaria, mi sembra del tutto inappropriato, nella sostanza e nella forma decisionale applicata”.

Non meno duro il comunicato di Maurizio Marchesini di Confindustria Emilia Romagna: “Sconcerto: questa la reazione degli imprenditori dell’Emilia Romagna di fronte alla presa di posizione assunta dal Pd di Bologna sul progetto preliminare del Passante: un incontro circoscritto ai soli sindaci antagonisti, con esclusione degli altri sindaci dell’area metropolitana. Troviamo sorprendente come valutazioni e decisioni di questa importanza non vengano assunte nella sede istituzionale propria, cioè la Città metropolitana, ma in una riunione di partito, per essere poi trasferite ed imposte agli organi istituzionali. Il ruolo della Città metropolitana viene così mortificato e ridotto ad una mera presa d’atto di decisioni dettate da logiche politiche e di consenso elettorale. Viene meno una valutazione obiettiva dell’interesse generale di tutto un territorio e del suo sistema economico che ha le caratteristiche e l’ambizione di essere un’area metropolitana di livello europeo”.

Anche il segretario di Confartigianato Amilcare Renzi, ha commentato con rammarico la notizia: “Siamo davvero delusi dalla decisione di chiudere, dopo tanti anni di dibattiti e progettazione, i lavori previsti per aprire il Passante Nord. Una decisione che lascia sconcertati anche per la maniera esclusiva con cui è stata presa. La nostra città, per essere davvero lo snodo principale della viabilità italiana, ha bisogno di infrastrutture che siano utili e condivise da tutte le forze in campo: politiche, sociali e imprenditoriali. Le Grandi opere non possono diventare merce di scambio o pedine di un gioco che non tiene in considerazione le reali esigenze del territorio. Un territorio sempre più soffocato, che necessita di un serio progetto a lungo termine, e non di piccoli rattoppi”.

Il sindaco di Imola Daniele Manca, nel motivare le sue dimissioni da vice di Merola alla guida della Città metropolitana, ancora la scorsa settimana, aveva citato proprio anche la vicenda del Passante nord: “Quando dico che la Città metropolitana è senza guida è perché manca un progetto definito in base ad una visione strategica condivisa. Porto un esempio: se sindaco e vicesindaco metropolitani vanno a Roma a trattare col Governo la realizzazione del passante (autostradale) nord e quando tornano vi sono dei sindaci del Consiglio metropolitano, per di più dello stesso partito, che chiedono l’istituzione di una commissione d’inchiesta (il sindaco di Castenaso a gennaio di quest’anno, ndr) per bloccare la realizzazione di tale opera, allora significa che manca un progetto condiviso o che, per evitare problemi, tutti possono dire e fare quello che vogliono. Invece io vorrei che ci fosse un progetto condiviso da consegnare proprio a Virginio Merola, perché io credo che faccia bene prima di tutto proprio al candidato sindaco avere in mano un progetto, un’idea grande con cui presentarsi agli elettori bolognesi”.

Marco Raccagna, segretario Pd di Imola, a sua volta, ha riportato la problematica della bocciatura del Passante nord in casa democratica: “Stiamo parlando di un’opera che fino a ieri dicevamo strategica e di valenza come minimo regionale. La notizia mi preoccupa, perché mi pare come minimo incoerente rispetto a quanto fatto fin qui dal Pd e dalle istituzioni. Questa decisione non è né del Pd metropolitano, né della Città metropolitana, essendo che né l’uno, né l’altra ne sono stati minimamente interessati e coinvolti. E’ stata una decisone unilaterale presa in solitudine da alcuni nostri amici democratici bolognesi. Fino a prova contraria, il Pd Imolese fa parte della Città Metropolitana di Bologna, come ne fanno parte i dieci Comuni del Circondario Imolese, i quali a loro volta non sono stati interpellati. Per questo chiediamo che, quel Coordinamento del Pd metropolitano che le Direzioni del partito di Bologna ed Imola hanno votato all’unanimità pochi giorni fa, venga convocato immediatamente alla presenza del segretario regionale Paolo Calvano per discutere dell’argomento e di ciò che sta accadendo in Città metropolitana. Perché se qualcuno pensa ad una Città metropolitana chiusa e ingabbiata tra Casalecchio e San Lazzaro si assumerà responsabilità molto forti e, a mio avviso, diametralmente opposte a ciò che coralmente avevamo detto di voler costruire per il bene del nostro territorio e delle nostre comunità.

Vecchio tracciato del passante nord

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