Perrotta premiato con l’Ubu

MEDICINA
Mario Perrotta, attore e regista leccese da anni trasferitosi a Bologna e ora residente a Medicina, ha vinto il Premio Ubu 2015 per il miglior progetto artistico o organizzativo (“Progetto Ligabue. Arte, marginalità e follia”, sulla vita del pittore Ligabue), un riconoscimento che si va ad aggiungere a quello conquistato nel 2011 (Premio Speciale Ubu per la “Trilogia sull’individuo sociale”) e nel 2013 (Premio Ubu 2013 come miglior attore protagonista per “Un bès – Antonio Ligabue”). Una tripletta che crediamo abbia pochi uguali nella storia di quello che si può considerare l’Oscar del teatro italiano, fondato nel 1978 dal critico Franco Quadri e ora curato dall’Associazione Ubu per Franco Quadri.

Perrotta, che è tra i fondatori del Teatro dell’Argine che gestisce tra l’altro l’Itc di San Lazzaro, a proposito del progetto Ligabue, sul sito omonimo scrive: “Il progetto si sviluppa in tre stadi e ruota intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai diciotto anni; il territorio di Gualtieri (Reggio Emilia), sulle rive del Po, e le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture”. Il lavoro, che si è sviluppato tra il 2013 e il 2015, consta in effetti di tre momenti e tre diversi spettacoli: “Un bès – Antonio Ligabue”, “Pitùr e Bassa continua – Toni sul Po”, che hanno coinvolto in totale duecento persone.

L’intervista di Stefania Freddi all’attore Antonio Perrotta è su “sabato sera Due” in edicola questa settimana

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