Poste, il Tar riapre Sasso Morelli

SASSO MORELLI-IMOLA
Secondo colpo di scena nel circondario imolese. Poste Italiane dovrà riaprire l’ufficio postale di Sasso Morelli, chiuso dal 7 settembre di quest’anno, quando è scattato il piano di riorganizzazione del gruppo Poste Italiane Spa. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna, accogliendo la richiesta di sospensiva avanzata dal Comune di Imola insieme all’Anci regionale, secondo i quali privare la frazione dell’ufficio postale rappresenta una “lesione che determina un danno grave e irreparabile per la popolazione residente, che viene privata di un presidio di servizio universale essenziale ai fini del soddisfacimento delle fondamentali esigenze dei cittadini”.

“Siamo molto soddisfatti per questa sospensiva – ha commentato il vicesindaco Roberto Visani, che aveva fin qui seguito tutto l’iter della vicenda per conto del Comune -. L’Amministrazione comunale non intendeva assistere passivamente a una scelta che avrebbe rappresentato un impoverimento anche sociale per questa comunità, penalizzando i cittadini della frazione, che sarebbero privati di un servizio fondamentale”.

Il Tar ha poi fissato una udienza pubblica per il 4 maggio 2016, al termine della quale si pronuncerà nel merito. Nel frattempo, Poste Italiane dovrà naturalmente dare esecuzione all’ordinanza cautelare, disponendo la riapertura dell’ufficio postale di Sasso Morelli. “Dopo il raggiungimento della sospensiva – ha aggiunto Visani – confidiamo nel pieno accoglimento, anche nel merito, del nostro ricorso”.

La decisione del Tar fa seguito a un altro pronunciamento favorevole avvenuto nei confronti del Comune di Medicina in settembre. Pochi giorni prima dell’avvio del piano di razionalizzazione, infatti, il tribunale amministrativo dell’Emilia Romagna aveva fermato la chiusura dell’ufficio postale della frazione di Portonovo con una sospensiva. Qui l’Amministrazione medicinese aveva fatto leva sul fatto che la decisione non rispettava i criteri dell’Agcom (Poste Spa deve assicurare un punto di accesso ogni 6 chilometri al 97,5 per cento della popolazione, mentre a Medicina si arriverà solo al 91,8 per cento).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *