Premio Bontà, l’assegno a Gennaro Boccia, che ha un sorriso per tutti e ricorda il lavoro importante degli insegnanti

IMOLA
Oggi parlare di Premio Bontà fa sorridere, evoca immagini color seppia. «In realtà anche se “sa un po’ di polvere”, quando si leggono le motivazioni con le quali è stato scelto quest’anno il destinatario, ti si apre il cuore: in un mondo sempre più individualista, dove si sono perse le passioni civiche e l’importanza dello stare insieme, il fatto che un ragazzo così giovane abbia la capacità di creare gruppo, di affiancare chi è in difficoltà, un sorriso per tutti, ti fa dire che è giusto dare questo Premio». Chi parla è Alberto Romiti, presidente della Fondazione per l’Infanzia Santa Maria Goretti, associazione che dagli anni ’60 promuove questo Premio destinato ai ragazzi imolesi che escono dalla terza media e si sono distinti per meriti scolastici e bontà d’animo. Quest’anno l’assegno di 1.033 euro (i due milioni di lire iniziali) è stato consegnato a Gennaro Boccia, dell’Istituto comprensivo 4, ovvero la media Valsalva.

«Ogni anno scegliamo un Istituto comprensivo diverso e diamo agli insegnanti il compito di scegliere gli alunni meritevoli e la relativa motivazione. Ai ragazzi non viene detto nulla e la scelta avviene dopo gli scrutini finali – continua Romiti – Quest’anno mi ha molto colpito la motivazione, sottolineata dalla professoressa Elisa Riva, della gentilezza d’animo di questo ragazzo, arrivato da Napoli solo in seconda, che si è integrato talmente bene da creare un bel clima di collaborazione sia con gli insegnanti che con i compagni. Tra l’altro, in generale i premiati erano ragazzi usciti dall’esame con 10, invece Gennaro ha avuto 8. La scelta è caduta su di lui proprio per la sua capacità di spendersi per gli altri».

Una disposizione d’animo positiva che si è manifestata anche il giorno della premiazione. «Il ragazzo è sempre sorridente, ha fatto un discorso breve ma molto bello, dove ha ricordato l’importanza del lavoro dei suoi insegnanti. Un pensiero di gratitudine non così scontato al giorno d’oggi» conclude il presidente. La cerimonia di premiazione quest’anno è avvenuta in Vescovado: «Il Premio nacque per volontà di due socie della nostra Fondazione che lasciarono un fondo destinato a questo scopo – conclude Romiti -. Oggi il lascito è finito, ma come Fondazione continuiamo a portare avanti questa tradizione che affianca le altre nostre attività a favore dei minori, ad esempio in collaborazione con il Comune di Imola abbiamo il progetto per i disagi legati ai disturbi di apprendimento, oltre che il supporto ai patronati che organizzano i doposcuola».

Nella foto: Gennaro Boccia, seduto, tra i due nonni; in piedi, da sinistra, marco Baldrati, antonio Mattace raso, il fratello Giovanni, i genitori e la sorella, Elisa Riva, il vescovo tommaso Ghirelli, Alberto Romiti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *