Profughi, l’hub di via Liguria a Ozzano si avvia verso la chiusura

OZZANO-SAN LAZZARO
Dopo soli quattro mesi, chiuderà i battenti l’hub distrettuale di via Liguria, nella zona industriale Quaderna di Ozzano. La conferma arriva direttamente dalla Prefettura di Bologna: «La struttura, nata per fronteggiare un’emergenza, chiuderà entro fine ottobre, al massimo nei primi giorni di novembre». Si tratta dello stabile che in giugno fu requisito dalla Prefettura. Una procedura insolita, «una scelta tecnica che abbiamo condiviso con il proprietario e che consente un uso in deroga rispetto alla destinazione urbanistica vigente» avevano motivato dalla Prefettura. Infatti l’immobile, tranne la parte dedicata ad appartamento e uffici, ha una destinazione commerciale-industriale e non potrebbe essere trasformato in alloggio, salvo situazioni eccezionali. Da qui la scelta di optare per la requisizione, in accordo con la proprietà, la società immobiliare Valle del Reno di Anzola Emilia, e dare in gestione la struttura al consorzio Arcolaio.
Complessivamente, l’hub ha ospitato 101 richiedenti asilo, provenienti prevalentemente da Nigeria, Mali, Senegal, Gambia e Costa d’Avorio; attualmente ci vivono ancora in 32. Inizialmente, il loro arrivo ha un po’ destabilizzato la comunità ozzanese, in particolare i residenti di Ponte Rizzoli e delle zone industriali limitrofe (Industria e Osteria Nuova). Ma l’Amministrazione comunale, in collaborazione con alcune associazioni, ha lavorato per far sì che queste persone potessero integrarsi.
Già da qualche settimana, quindi, in via Liguria non arrivano più nuovi richiedenti asilo e «stiamo costruendo dei percorsi per trasferire gli ospiti altrove, ma sempre, preferibilmente, dentro al distretto di San Lazzaro» affermano dalla Prefettura. Dove ancora non si sa. Ozzano, dal canto suo, pare non avere molti margini di manovra. «Già da un paio di anni abbiamo accolto 6 persone in ambito Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) in un appartamento in via Galvani – dettaglia Lelli -. Poi ci sono altri due richiedenti asilo impegnati in un percorso di tirocinio e formazione zootecnica presso la facoltà di Scienze mediche veterinarie che ha sede a Tolara di Ozzano. Per il resto non abbiamo spazi comunali adatti e non sappiamo di privati che si siano fatti avanti». Numeri ben inferiori rispetto alla soglia di accoglienza (circa 3 profughi ogni mille abitanti) indicata dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani). «La nostra quota sarebbe 44 persone…» ammette Lelli.
Detto questo, il sindaco smentisce l’ipotesi di poter convertire la caserma Gamberini in un grande hub dopo che i militari del Genio ferrovieri traslocheranno a Castel Maggiore proprio entro fine ottobre.

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Nella foto: la struttura di via Liguria a Ozzano Emilia.

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