Profughi, lo stato dell’accoglienza nel circondario imolese

CIRCONDARIO IMOLESE
Dei dieci comuni del circondario, ad oggi solo quattro accolgono richiedenti asilo attraverso Cas (Centri di accoglienza straordinaria «ordinati» dalla Prefettura in emergenza) e progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) condivisi con le stesse Amministrazioni. Complessivamente parliamo di 188 richiedenti asilo, uomini e donne tutti maggiorenni, e 38 minorenni (che però rientrano in un percorso di accoglienza diverso). A Imola, il comune più popoloso e che accoglie anche il maggior numero di richiedenti asilo, sono ospitate 141 persone fra Cas e Sprar, cui si aggiungono i 38 minorenni già citati. Anche a Castel San Pietro l’accoglienza si divide in Cas e Sprar, per un totale di 17 richiedenti asilo ospitati nel territorio comunale. Tra l’altro, l’Amministrazione comunale castellana di recente ha deciso di destinare a Sprar, se ce ne fosse la necessità, un paio di alloggi Erp in via Bastiana a Gaiana. «Sono da poco terminati dei lavori di sistemazione e dovrebbero essere disponibili da fine ottobre, se la Prefettura manifesterà l’esigenza» dice il vicesindaco, Francesca Farolfi. A Casalfiumanese e Castel Guelfo, invece, sono attivi solo dei Cas, per un totale, rispettivamente, di 18 e 12 richiedenti asilo. A questi si aggiungono sei richiedenti asilo a carico delle parrocchie di Zolino, Osteria Grande e Bubano (progetti di seconda accoglienza, senza contributo statale) ed un paio ospitati presso altrettante famiglie del circondario che hanno scelto di far parte del progetto «Vesta» della coop Camelot per l’accoglienza dei richiedenti asilo in famiglia, sotto la supervisione della cooperativa stessa e in collaborazione con Prefettura e Ministero.

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