Pubblica utilità, i cittadini chiedono efficienza e coinvolgimento, ed è la salute il primo bisogno considerato

IMOLA
“Gli italiani stanno cambiando. Non più soltanto fruitori dei servizi di pubblica utilità, erogati da Stato e amministrazioni locali, ma pronti a impegnarsi in prima persona per migliorare la qualità di vita delle proprie comunità. Il cambiamento riguarda il 40 per cento degli intervistati. Che sale al 58 per cento tra i giovani tra i 18 e i 35 anni”. Un buon segnale, contenuto, come spiega una nota, nella ricerca Ipsos-Symbola sulla percezione degli italiani del concetto di bene comune e pubblico servizio che Nando Pagnoncelli ha presentato venerdì 20 ottobre a Imola in apertura del “Festival della pubblica utilità”.

Tra i tanti interventi, quelli i ministri per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e dello Sport, Luca Lotti, che hanno discusso del futuro del “bene comune” intervistati dalla presidente della Rai Monica Maggioni.

Da notare, però, che gli italiani si “sentirebbero più invogliati” partecipare alla vita pubblica “in presenza di una Pubblica amministrazione coinvolgente ed efficiente” cita sempre la ricerca. Un dato che pare ovvio, ma tant’è, ora è nero su bianco. “Negli ultimi anni il nostro Paese si è trovato a dover affrontare una profonda crisi economica che ha spinto i cittadini a mettere in campo una vera e propria ricomposizione dei consumi privati, evitando gli sprechi. Questo stesso sforzo viene ora da molti (42%) chiesto allo Stato che torna ad avere un ruolo chiave anche negli ambiti di pubblica utilità, nonostante ciò significhi non garantire il libero accesso a tutti i cittadini. In passato non era così: nel 2005 solo il 21% avrebbe sacrificato la garanzia di libero accesso in favore di maggiore efficienza” conclude la ricerca.

Da notare che è “la salute il primo bisogno a cui si fa spontaneamente riferimento” parlando di specifici ambiti, (87%), seguono, ma a a grande distanza, istruzione (52%) e sicurezza (51%), poi tutti gli altri come infrastrutture, trasporti, tempo libero.

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