Rumore, ricorso al Tar per il parco delle Acque

IMOLA
“Vogliamo tutelare il parco delle Acque minerali e calmierare il rumore”. Giulia Olivieri e Alfredo Sambinello di Legambiente Imola-Medicina sintetizzano così il senso del ricorso al Tar presentato assieme a Panda Imola, Geolab, Salviamo il Paesaggio, Comitato Autodromo, Cittadini per un auto-dromo diverso, Comitato Vivere Montebello, Comitato Acqua Pubblica di Imola, Italia Nostra e 24 residenti “contro l’immotivata modifica della classificazione acustica del Parco assunta dal Comune di Imola”. Il tema, apparentemente tecnico, in realtà si intreccia con eventi e attività che interessano anche il vicino autodromo.

Quando l’ente locale adottò il Psc nel 2013 pose il parco in classe I, ossia quelle protette come ospedali o scuole, nelle quali è consentito un limite sonoro diurno di 50 decibel. Le aree residenziali circostanti, invece, erano in classe III (60 decibel massimi), l’area sportiva e il paddock 3 in classe IV (65 decibel), la pista dell’Enzo e Dino Ferrari in classe in V (70 decibel). L’anno scorso, però, con l’approvazione del Psc le cose cambiano. “L’area interna alla pista dell’autodromo e il parco sono diventate classe IV” ricostruisce Eddi Dolcetti, presidente del Comitato Autodromo. “La stessa classe acustica del centro commerciale Leonardo” esemplifica Olivieri.

In sostanza, gli ambientalisti temono che “la classificazione acustica crei meno difficoltà nella richiesta di deroghe sia per l’autodromo (che ora ha 60 giornate all’anno, ndr), che per il locale nel parco”.

Altri dettagli su “sabato sera” in edicola dal 21 luglio

Giulia Olivieri, Alfredo Sambinello, Mauro Magnani (Coordinatore Cit-tadini Per Un Autodromo Diverso) Ed Eddi Dolcetti

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